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«Sotto queste tute batte un cuore
Noi infermieri al servizio dei pazienti»

TESTIMONIANZA dal Pronto soccorso di Macerata: «In una notte così, dove anche fare pipì è un privilegio, noi ci siamo. Il mistero è proprio questo. Lo facciamo con naturalezza, abbiamo solo cambiato aspetto, ma siamo sempre gli stessi»
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Concetta, Gianluca e Giorgio lavorano al Pronto soccorso di Macerata

 

Tute bianche, protezioni e pronti ad andare sulla trincea di questa battaglia che il personale sta combattendo contro l’epidemia di coronavirus. I loro nomi sono Concetta, Gianluca e Giorgio, sono tre infermieri e lavorano all’ospedale di Macerata, nel Pronto soccorso. Oggi hanno condiviso con Cm una riflessione sulla difficoltà del momento e sulla forza d’animo e dedizione necessari nel loro lavoro:

«Se questa foto fosse stata in bianco e nero, sarebbe cambiato molto poco. Alla fine, abbiamo pochi colori addosso. È proprio questo l’effetto di questa bestia chiamata Corona. Farci “inchinare” e “servirla”, fare come dice lei. Obbedire. Mettere l’effetto bianco e nero ed otterrete un senso di sterilità paurosa.
In una notte passata così, senza poterti scostare i capelli dal viso perché sei “sporco”, senza poter sbadigliare perché si sposta la mascherina e riposizionarla perfettamente con gli occhiali è un terno al lotto. In una notte così dove entri nelle stanze in silenzio perché ci pensa il respiratore a riempire tutto di rumore, in una notte così, dove anche fare pipì è un privilegio, noi ci siamo. Il mistero è proprio questo. Noi lo facciamo con naturalezza, abbiamo solo cambiato aspetto, ma siamo sempre gli stessi. Sotto queste tute bianche da sbarco sulla Luna, abbiamo le nostre divise con scritto sul taschino in alto a sinistra “Infermiere”. Lì sotto si suda, batte un cuore, c’è un cervello che pensa preoccupato e ci sono mani e viso segnati. Un tale disse che per essere padroni bisogna prima essere servitori.
La professione infermieristica si basa su questo, essere al servizio dei bisogni del paziente, chiunque esso sia, qualsiasi malattia abbia. Scusateci se a volte siamo stanchi. Abbiate Rispetto, sempre».

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