Scuole chiuse per il Coronavirus
e il prof fa lezione in videochat

CAMERINO - Il docente di economia aziendale Ugo Maria Fantini ogni giorno dà appuntamento i suoi studenti per continuare con il programma online. In ospedale lamentele: mancano i flaconcini di disinfettante
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Il docente Ugo Maria Fantini in videochat

 

di Monia Orazi

Ai tempi del Coronavirus con le lezioni sospese, ci si ingegna a svolgere il programma didattico in videochat, raggiungendo gli alunni a casa. Accade in questi giorni a Camerino, dove all’istituto tecnico commerciale e per geometri Antinori, gli alunni rimangono a casa per la sospensione delle lezioni decisa dalla Regione fino a sabato. Come nel classico detto “se non è Maometto che va dalla montagna, è la montagna che va da Maometto”, il professore entra in video nelle case degli alunni, svolgendo lezione a distanza. In tutte le scuole delle Marche non si fa lezione fino a domani compreso per la nuova ordinanza emanata dalla Regione, all’istituto commerciale e per geometri Antinori di Camerino, c’è chi si attrezza con lezioni a distanza tramite la videochat di Google, un caso quasi unico in provincia in questi giorni di sospensione delle lezioni. Ugo Maria Fantini, docente di economia aziendale ha dato appuntamento telematico al mattino ai propri studenti delle classi quarto e quinto del commerciale, per due ore di lezione per classe, in modo da andare avanti con il programma dell’anno scolastico. Agli studenti basta collegarsi dal proprio cellulare o dal computer di casa, ad un link riportato sul sito dell’istituto e accedere con il proprio account Gmail, alla videochat, che permette loro di seguire la lezione ed interagire con il docente in video conferenza. La novità sperimentata in questi giorni sembra sia stata bene accolta e se le giornate di sospensione dalla scuola saranno prorogate anche la prossima settimana, potrebbe esserci qualche altra lezione in videochat del professor Fantini. Al momento questo è l’unico caso noto di lezione a distanza nelle superiori della provincia di Macerata, potrebbe essere un esempio virtuoso da riproporre in altre realtà, quando per svariati motivi non sono possibili le lezioni didattiche frontali in presenza degli alunni. In un istituto tecnico economico, economia aziendale è tra le materie caratterizzanti e per le due ultime classi del triennio può risultare controproducente perdere giorni di lezione e rimanere indietro con il programma, per questo motivo l’idea è stata quella di ricorrere all’ausilio della tecnologia per superare queste giornate di fermo forzato.

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L’ingresso dell’ospedale di Camerino

Intanto a Camerino, qualcuno rileva che all’ingresso dell’ospedale non ci sono i flaconcini con il disinfettante per le mani. «Possibile che con l’epidemia di Coronavirus in corso, nessuno abbia pensato di mettere all’ingresso dell’atrio dell’ospedale di Camerino, che nelle sale di attesa davanti agli ambulatori ed all’ingresso dei reparti, dei distributori di gel disinfettante per le mani?», a dirlo è uno degli utenti in fila al mattino presto, in attesa di essere chiamato per una visita. All’ingresso della hall dell’ospedale di Camerino Santa Maria della Pietà, anche prima della diffusione del virus, i flaconcini con il disinfettante per le mani non ci sono mai stati. Chi si vuole lavare la mani o si porta il flaconcino da casa o semplicemente si reca nei bagni aperti al pubblico, dislocati nei vari piani. In un periodo come questo dove si è diffusa la paura per il rischio derivante dalla diffusione di questo nuovo virus partito dalla Cina, il paziente però osserva che si potrebbero installare i flaconcini con il disinfettante, giusto per stare più tranquilli all’interno dell’ospedale. «Si trovano anche nei supermercati della zona per disinfettare i carrelli – osserva il paziente in attesa – i vertici dell’azienda sanitaria potrebbero valutare di metterlo anche qui in ospedale, perché non si tratta di un intervento così costoso, ma utile, specie in un periodo come questo». Nei giorni scorsi i flaconcini con il disinfettante sono stati messi, per iniziativa spontanea e privata all’ingresso della sede Contram in via le Mosse, che ospita anche gli uffici comunali.

 

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