Troiani sentito dalla Digos,
indagato per offese al Papa
e diffamazione a Boldrini e Kyenge

CIVITANOVA - Il vicesindaco è comparso negli uffici della questura, la polizia lo ha sentito su richiesta del procuratore. L'ex presidente della Camera ha sporto querela. Il ministro della Giustizia ha autorizzato le indagini per il reato che riguarda il Pontefice
- caricamento letture

 

troiani-1-650x341

Troiani e alcuni dei post che aveva pubblicato su Facebook

 

Il vicesindaco di Civitanova, Fausto Troiani, interrogato dalla Digos: è indagato sia per le offese al Papa, sia per diffamazione all’ex ministro Cecile Kyenge che all’ex presidente della Camera, Laura Boldrini (che ha sporto querela). Il vicesindaco Fausto Troiani è stato indagato dalla procura per dei post che aveva pubblicato su Facebook in cui venivano presi di mira vari personaggi (dalla Littizzetto a Macron). Lui sostiene che le frasi non erano sue ma le aveva trovate in giro sul web e si era scusato se qualcuno si era sentito offeso. Tra i post comparsi c’erano frasi come «Merkel culona inchiavabile», «Macron diversamente maschio, negrofilo», «Moscovici ebreo rinnegato». Altre frasi, riportate da Cronache Maceratesi, erano più risalenti nel tempo ed erano rivolte alla Littizzetto («ammazzatela sto cesso»), alla Kyenge: («rimane negra») ed altre al procuratore di Milano Bocassini, all’ex presidente della Camera, Boldrini («cesso»), ai giornalisti Gad Lerner e Lucia Annunziata ed all’attrice Sabrina Ferilli. La procura nel corso delle indagini ha informato Littizzetto, Boldrini, Kyenge e le altre persone che erano state oggetto delle frasi in modo che potessero decidere se sporgere querela. Tra queste la Boldrini ha deciso di fare denuncia.

fausto-troiani

Fausto Troiani

Per quanto riguarda la frase sul Pontefice, era comparso il post con scritto: «Per non parlare di Francesco e del suo staff di pedofili». Se la diffamazione a capi di Stato esteri è un reato che è stato abrogato, non lo è quella al Pontefice che, in base all’articolo 8 dei Patti lateranensi, è equiparato al Presidente della Repubblica, e in questi casi si parla di offesa al prestigio del presidente della Repubblica. Per procedere la procura ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione al ministro della Giustizia. Troiani è stato sentito in questura dalla Digos, su richiesta del procuratore Giovanni Giorgio, lo scorso lunedì. Da quanto emerge si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. Le indagini sono in corso. Per quanto riguarda la Kyenge la procura contesta anche l’aggravante dell’odio razziale.

(Gian. Gin.)



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X