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Caso Troiani, Squadroni rivela:
«Mi invitò lui alla gita fascistissima
organizzata a Predappio»

CIVITANOVA - L'ex presidente dei Teatri è un fiume in piena: condanna le parole del vicesindaco e rende noto uno scenario per il 2020 con Ciarapica pronto per le regionali e la Gabellieri a prenderne il posto da sindaco. Accusa Troiani, che a suo dire starebbe strizzando l'occhio alla Lega, di aver minato l'onorabilità e credibilità della città e le donne della giunta di non aver preso posizione contro le sue parole sessiste
mercoledì 14 Novembre 2018 - Ore 16:02 - caricamento letture
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Silvia Squadroni

 

«Il decoro, l’immagine e l’onorabilità di Civitanova risultano irrimediabilmente compromessi,  le esternazioni affidate al web di Troiani hanno leso il diritto e l’onorabilità di tutti i cittadini di Civitanova». L’avvocato Silvia Squadroni, ex presidente dei TdC, dopo le dimissioni in polemica con la giunta interviene sulle parole arrivate alla ribalta nazionale scritte dal vicesindaco su Facebook. Parole come pietre quelle della Squadroni che pur essendo una donna di centrodestra respinge con forza il fiume di improperi di Troiani e come una Erinni si abbatte su coloro che in questi giorni non hanno preso posizione aspettando il passare della bufera. «Prima le illuminazioni falliche ascrivibili al genio creativo dell’assessore Maika Gabellieri e da ultimo le offese volgari, triviali, razziste e sessiste pronunziate dal numero due/uno della giunta in danno di un cancelliere federale, di un presidente della Repubblica, di due commissari europei e, soprattutto, di sua Santità, il Papa dei cattolici. Assistere all’apertura di Striscia la Notizia con l’immagine inquietante del vicesindaco di Civitanova ed il commento sarcastico del noto conduttore Ezio Greggio che più d’una volta menziona proprio Civitanova come città amministrata da costui ha leso il diritto e l’onorabilità di tutti i cittadini di Civitanova: chi ancora non se ne rende conto sono solo coloro che restano nella sempre più ristretta cerchia dei camerati di costui». La Squadroni ricorda anche le palesi menzogne in merito alla gita a Predappio e anzi ne svela alcuni retroscena. «Nell’intervista a Cronache Maceratesi – aggiunge – anziché chiedere scusa all’intera sua cittadinanza per la caduta di stile, immagine e credibilità, rivendica l’aver aumentato  il numero degli internauti richiedenti amicizia e vaga con i propri sodali per i corridoi del Comune addirittura gongolando per l’audience così conquistata sulla deflagrazione di Civitanova nel mentre nega d’essersi recato a Predappio. Una clamorosa bugia, fu proprio Fausto Troiani ad invitarmi alla “gita fascistissima”, me ne restai a casa, coerente. Ma la verità non si nega».

Fausto Troiani e Maika Gabellieri

La Squadroni ricorda poi anche le ragioni che hanno determinato le sue dimissioni dalla presidenza dell’azienda Teatri,  «per non subire più le dinamiche squadristiche d’un assessore, scatenatami contro dal suo deluso mentore» e poi rivolta alla consigliera Michela Gattafoni la chiama «yes woman» e chiede come riesca a conciliare la devozione cattolica («è assidua frequentatrice di parrocchie») con la condivisione delle parole di Troiani sul Papa: «Questi yes man e yes woman , che in privato si lamentano dell’assessore Gabellieri non lesinando commenti sarcastici mentre in pubblico, per qualche paparazzata in più, si mostrano sodali e sorridenti, sono l’esatta espressione della attuale situazione politica». E poi torna su Troiani e sul silenzio delle consigliere e delle donne della giunta: «definire Angela Merkel, “culona inchiavabile” dà l’idea di cosa rappresentino le donne per Fausto Troiani che con quelle frasi tutte le donne offende, comprese quelle che siedono in giunta le quali colpevolmente non hanno preso posizione alcuna astenendosi da qualsivoglia commento ad eccezione del clone, l’assessore Maika Gabellieri, la quale si cala in una sfacciata difesa ad oltranza dell’uomo che l’ha miracolata prima con un assessorato e poi col ruolo di mio sicario all’epoca della presidenza dell’Azienda Teatri». Stoccate anche contro Forza Italia: «Durissimi, cattivi, irriverenti con me quando mi dimisi da presidente e sodali con il vicesindaco – fa notare la Squadroni – E non mi meraviglio del sindaco Fabrizio Ciarapica il quale, comprendendo esattamente che deve zittirsi dinanzi all’ennesima boutade del proprio mentore politico, addirittura ne elogia i risultati amministrativi (quali?) e lo mantiene al proprio posto. Come potrebbe diversamente? Evidente l’inversione di poteri tra i due. Sono talmente tronfi che non si rendono neppure più conto del malcontento che serpeggia tra i dipendenti comunali, per non parlare dei loro elettori, posto che non occorre possedere il cervello di un’aquila per comprendere che se si votasse domani , quei 2.500 voti di transfughi delusi che avevano sperato in un cambiamento vero promesso da Ciarapica e dal suo circolo, tornerebbe immediatamente nel gregge di provenienza».  E la Squadroni infine conferma quelli che da tempo sono rumors e voci di corridoio circa un futuro impegno di Troiani nella Lega e l’ambizione del sindaco di correre per le regionali: «Studia da leghista il nostro vicesindaco – rivela –  e mira altre e superiori assise dimenticandosi però di spiegare ai propri cittadini dopo quel “neGrofilo”, con quale aspettativa si recheranno in ospedale da lui tutti gli uomini con la pelle un po’ più scuretta della schiatta italica cui fa riferimento o quelli di genia israelitica. Studia da leghista ma non coglie neppure l’inversione di Matteo Salvini nell’uso del linguaggio. Oggi che Civitanova è ancora una volta sputtanata l’invito è ai civitanovesi che come me ci hanno creduto e che con obbiettività debbono prendere atto del fallimento d’un progetto politico che – ad esser vate – s’interromperà in occasione delle Regionali 2020, allorquando Fabrizio Ciarapica tenterà la scalata in Regione e l’onnipresente Maika Gabellieri sarà chiamata – per conto di chi tira le fila dell’amministrazione – a reggere lo scettro di Civitanova. Se gli elettori civitanovesi saranno ancora ciechi e sordi. Voglio sperare di no, perché Civitanova resta comunque bellissima ed accogliente. Anche senza questa gente».



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