Futuro della Sacci:
arriva Caltagirone, incontrerà la Regione

CASTELRAIMONDO - L'appuntamento è fissato per il 16 settembre quando il presidente del gruppo Cementir parlerà con i rappresentanti regionali per sapere il destino del cementificio. L'assessore Loretta Bravi: "Chiediamo la riapertura o la bonifica"
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Le proteste degli operai del cementificio Sacci

Il presidente del gruppo Cementir, Francesco Gaetano Caltagirone, e la Regione si incontreranno il 16 settembre per conoscere il futuro dell’unico cementificio marchigiano esistente. Riflettori sulla Sacci a Palazzo Raffaello, dove questa mattina l’assessore regionale al lavoro Loretta Bravi ha risposto a due interrogazioni sul tema, presentate dai consiglieri regionali Francesco Micucci (Pd) e Sandro Bisonni (gruppo misto), che chiedevano di conoscere la posizione dell’ente di fronte alla crisi del gruppo. Sono infatti ben 71 i dipendenti del sito di Castelraimondo per cui dal primo ottobre scatterà la mobilità (leggi l’articolo). «La procedura è stata avviata dalla Sacci lo scorso 7 luglio, per 19 impiegati e 52 tra intermedi ed operai, si è cercato di gestire gli esuberi con una mobilità non oppositiva, il trasferimento di sede – ha detto Bravi – dopo questi tentativi siamo giunti al 24 agosto, dove Sacci, ora Cementir Sacci, si trova di fronte ad un bivio. Abbiamo chiesto come Regione quale sarà il futuro dello stabilimento». Bravi ha annunciato il prossimo incontro con Caltagirone: «Incontreremo il 16 settembre il presidente ed amministratore della Cementir, al quale chiederemo o il riavvio del cementificio o la bonifica del sito. La posizione della Regione è molto chiara e netta, la stessa che è andata avanti in questi mesi di incontri».

Il cementificio Sacci

Il cementificio Sacci

Soddisfatti per la risposta entrambi i consiglieri. «Quanto affermato mette fine alla possibilità di speculazioni o usi impropri dell’area – dice Micucci – Il fatto che la Regione abbia dato un input preciso potrebbe consentire all’attività di riprendere, come tutti si augurano, ma se così non dovesse essere la bonifica appare l’unica strada percorribile». Sandro Bisonni ha posto l’accento sugli aspetti ambientali: «Chiedo all’assessore Bravi di renderci partecipi dell’incontro del 16, la mia posizione è quella di massima solidarietà per i lavoratori e la forte preoccupazione per le loro famiglie, ma mi auguro che nel cementificio non si vadano a bruciare rifiuti, per cui esisteva un progetto poi bocciato dai ricorsi al Tar. Massima solidarietà ma netta contrarietà all’ipotesi di bruciare rifiuti, perché in quelle zone l’unica ricchezza sono le risorse naturali». Chiede l’attenzione del ministero il sindaco di Gagliole Mauro Riccioni: «Si tratta di una situazione molto difficile. In qualche caso lo Stato è riuscito a risolvere casi come questo, è ora che il ministero dello Sviluppo economico prenda in mano la partita, qui si rischia di mandare a casa duecento persone. La zona è in forte difficoltà economica, negli anni hanno chiuso tutte le aziende più grandi. Da 14 sono rimaste solo 2 aziende con più di 10 dipendenti, è la fine dell’economia totale, la massima depressione dal 2008. Serve l’intervento deciso di Regione e governo per risolvere la situazione».



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