Protesta Sacci: la Regione
convoca Caltagirone

CASTELRAIMONDO - Presidio ad Ancona per dire no alla chiusura del cementificio. I sindacati chiedono l'apertura di un tavolo al ministero dell’Economia e dello Sviluppo economico affinché si possa gestire complessivamente la vertenza. Gli assessori: "Condividiamo la preoccupazione, chiederemo incontro urgente con la Cementir"
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La protesta in Regione

La protesta in Regione

Protesta Sacci Regione 2Protesta dei lavoratori Sacci sotto la Regione e l’Ente convoca Caltagirone per chiarimenti. Presidio questa mattina, ad Ancona, per dire no alla chiusura del cementificio di Castelraimondo dove sono in corso le fasi conclusive di acquisto da parte della Cementir che fa capo alla famiglia Caltagirone. Presenti la maggior parte dei 71 dipendenti che hanno manifestato con cartelli e striscioni, dando vita ad un sit in insieme ai sindacati. La cassa integrazione straordinaria finirà il 30 settembre e per i dipendenti è stata aperta la procedura di mobilità (leggi l’articolo). A meno di imprevisti, dal primo ottobre scatterà il licenziamento. «Abbiamo chiesto alla Regione di aiutarci per fare in modo che siano previsti altri ammortizzatori sociali, per questo confidiamo nell’apertura di un tavolo al ministero dell’Economia e dello Sviluppo economico affinché si possa gestire complessivamente la vertenza del cementificio Sacci – affermano Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, uniti nel presidio con i lavoratori – abbiamo chiesto alla Regione di farsi parte attiva per avviare un’interlocuzione con il gruppo Caltagirone, che sta acquisendo la Sacci, per capire il reale futuro del cementificio e soprattutto se ci saranno opportunità di occupazione per i lavoratori». La manifestazione, indetta dalle tre sigle sindacali, ha visto la partecipazione anche delle rappresentanze sindacali provinciali e dello stabilimento, oltre a Renzo Marinelli e Mauro Riccioni, sindaci di Castelraimondo e Gagliole. Dopo il sit-in i sindacati e i lavoratori hanno incontrato gli assessori al lavoro Loretta Bravi e all’ambiente Angelo Sciapichetti. Si è parlato della situazione attuale e del rischio di imminente licenziamento per le maestranze. «La Regione, condividendo la preoccupazione per tale rischio di licenziamento, convocherà un incontro urgente con la Cementir e la stessa Sacci – si legge nella nota degli assessori regionali – per avere chiarimenti rispetto alle intenzioni in relazione al sito di Castelraimondo. Tra l’altro, in quel sito è tuttora aperta una questione legata ad autorizzazioni ambientali non ancora perfezionate. In questo senso la Regione vuole avere un quadro chiaro rispetto alla situazione occupazionale e ai progetti industriali di chi dovrebbe subentrare alla Sacci». Riguardo a quanto precisato ieri dalla Cementir (leggi l’articolo), i sindacati «esprimono forte preoccupazione e respingono al mittente quanto riportato detto dal gruppo: “La Cementir Italia ha sempre considerato il perimetro del ramo di azienda oggetto di trasferimento al netto della forza lavoro dello stabilimento di Castelraimondo”». Ha aggiunto Massimo Giacchetti della Cisl: «Alla luce dell’attivazione della procedura di mobilità e licenziamento collettivo, abbiamo chiesto alla Regione dove l’iter autorizzativo è fermo, di convocare urgentemente Sacci e Cementir per definire la procedura e a chi eventualmente rilasciare l’autorizzazione, che per andare avanti è fondamentale. Entrambi dovranno dire se siano o meno interessati, così da poter aprire un tavolo di confronto e mettere in campo tutti gli strumenti per tutelare i lavoratori».

Protesta Sacci Regione 1



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