Incarico revocato a una dirigente:
Ast perde la causa,
pagherà 38mila euro

MACERATA - La vicenda era iniziata nel 2023. Ora si è pronunciato il giudice del lavoro. Dichiarata anche l’illegittimità del silenzio dell'azienda sanitaria sull’istanza della ex dipendente per avviare la procedura di conciliazione

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ast macerata

di Luca Patrassi

La revoca di un incarico dirigenziale, disposta dal vertice aziendale nel 2023, dichiarata illegittima dal giudice e la Ast paga. Costo totale poco meno di quarantamila euro, comprese le spese legali.

All’albo pretorio c’è una determina del 14 agosto scorso a firma della dirigente della Unità operativa complessa “Supporto al legale, contenzioso ed assicurativo” dell’Ast: presa d’atto della sentenza emessa dal giudice del lavoro del Tribunale di Macerata a fronte del ricorso contro l’Ast promosso da B. S. (nell’atto ci sono le sole iniziali). Il giudice ha accolto la tesi della ricorrente e l’Ast dovrà versare alla dipendente circa 31mila euro (6.410 dei quali per spese legali), ai quali si aggiunge il costo di 7.706 euro per l’onorario professionale dell’avvocato nominato dall’Ast.

La sentenza è del 2026 ma la vicenda inizia in un giorno imprecisato (nell’atto non c’è una data particolare) del 2023 quando l’allora vertice dell’allora Area Vasta 3 dell’Asur revoca l’incarico dirigenziale alla dipendente eppoi oppone il silenzio alla richiesta volta a sottoporre al valutatore di seconda istanza o all’organismo indipendente di valutazione, la valutazione ricevuta dal proprio superiore.

La ricorrente ha chiesto al giudice che l’Ast venisse condannata a corrisponderle la retribuzione spettante dalla data di revoca e fino al 16 settembre 2025 e per il quinquennio a seguire, oltre al risarcimento del danno extrapatrimoniale. Il giudice del lavoro del tribunale di Macerata «ha accertato – si legge nella determina Ast – e dichiarato l’illegittimità della revoca dell’incarico, ha condannato l’Ast di Macerata a pagare alla ricorrente, a titolo di risarcimento del danno da lucro cessante, l’importo complessivo pari ad 23.857 euro oltre interessi legali e rivalutazione monetaria; ha accertato e dichiarato l’illegittimità del silenzio di Ast Macerata sull’istanza formulata dalla ricorrente di avvio della procedura di conciliazione di cui al regolamento Asur approvato con determina 736 del 2020; ha condannato infine Ast alla rifusione delle spese di lite in favore di parte ricorrente, liquidate in 4.216 euro». In più appunto 7.706 euro per le spese legali di parte Ast.


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