Cementificio Sacci:
Caltagirone offre 125 milioni

ECONOMIA - Rilancio della Cementir per l'acquisto dell'azienda che batte i 110 milioni messi in campo dalla Buzzi ed entra nel piano di concordato. Ora si attende il via libera del tribunale di Roma e dell'Antitrust
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Il presidente di Cementir, Francesco Caltagirone Jr. Dopo ''primi segnali di ripresa'' nella seconda meta' del 2010 con il mercato italiano ''unico peggio delle aspettative'', il gruppo Cementir apre il 2011 ''in ripresa per tutto il fatturato'', con un +20% nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2010. Un risultato medio ottenuto nonostante il mercato italiano, che pesa per il 18% sul fatturato complessivo, e che e' ''ancora negativo''. Lo ha indicato il presidente Francesco Caltagirone Jr all'assemblea degli azionisti. ANSA/UFFICIO STAMPA +++EDITORIAL USE ONLY - NO SALES+++

Francesco Caltagirone Jr

di Monia Orazi

La Sacci, proprietaria di cinque cementifici in Italia ed altri stabilimenti, tra cui Castelraimondo ha recepito nel proprio piano di concordato l’offerta di acquisto della Cementir Holding, la multinazionale del cemento presieduta da Francesco Caltagirone jr, per una spesa di 125 milioni di euro, parte da pagare subito e parte dopo 24 mesi dalla conclusione dell’acquisto. A renderlo noto ieri, con un comunicato stampa la stessa Cementir Holding. Nella nota si specifica che l’offerta è stata accolta dal consiglio di amministrazione della Sacci “in luogo di precedente offerta presentata da altro operatore del settore”. Il riferimento è al gruppo piemontese Buzzi Unicem, che proprio pochi giorni fa aveva rilanciato di altri 10 milioni di euro la sua offerta d’acquisto, per circa 110 milioni di euro (leggi l’articolo). Soltanto il 21 dicembre scorso l’offerta Buzzi era stata recepita nel piano concordatario della Sacci ed aveva ricevuto il via libera dall’Antitrust. Ieri la scelta dei vertici Sacci di inserire nel piano l’offerta di Caltagirone. La conclusione dell’offerta vincolante di acquisto avverrà dopo una serie di passaggi obbligati, tra cui il voto dei creditori della Sacci previsto per il 18 gennaio prossimo, che dovrà essere omologato dal Tribunale di Roma, ottenendo anche il via libera dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Il cementificio Sacci di Castelraimondo

Il cementificio Sacci di Castelraimondo

L’offerta di acquisto comprende i cinque stabilimenti per la produzione di cemento, i tre terminali di Manfredonia, Chieti e Vasto, il settore trasporti, gli impianti di betonaggio, le partecipazioni nelle società consortili Energy for Growth, San Paolo e la società di diritto svizzero Fenicem. Il trasferimento di attività e passività “sarà limitato ad alcune poste operative”, si legge nella nota, senza “accollo di alcun debito finanziario o nei confronti dei fornitori”. L’offerta di Cementir è vincolata al recepimento nel piano concordatario Sacci entro il 3q dicembre, già avvenuto con l’approvazione del consiglio di amministrazione. L’acquisto sarà finanziato con linee di credito nuove o esistenti. L’acquisto di Sacci “consentirà di spostare il baricentro produttivo e distributivo verso il Centro-Nord Italia, coprendo nuove aree di mercato che offrono maggiore potenzialità di crescita nel medio-lungo termine ed una migliore redditività”. Attese sinergie industriali “legate alla razionalizzazione della matrice distributiva tra i nuovi stabilimenti e quelli già appartenenti al Gruppo”. Il ramo d’azienda Sacci oggetto dell’offerta di acquisto nel 2014 ha avuto ricavi per 98 milioni di euro.

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Sulla nuova offerta di acquisto per Sacci da parte di Cementir, interviene questa mattina Buzzi Unicem con una nota in cui specifica di aver “ricevuto notizia che il consiglio di amministrazione di Sacci, avendo ricevuto un’offerta concorrente migliorativa, ha revocato la delibera adottata in data 21 dicembre 2015 e deciso di aggiornare e modificare il piano concordatario sulla base di tale proposta concorrente – scrive la multinazionale piemontese – si ricorda che Sacci potrà accettare l’offerta presentata dall’altro operatore del settore solo dopo l’eventuale voto positivo dei creditori e l’omologazione della procedura da parte del Tribunale di Roma”. La conclusione dell’operazione di acquisto di Cementir, se approvata dai creditori, omologata dal Tribunale di Roma ed autorizzata dall’Antitrust, dovrebbe concludersi nella prima metà del 2016. Dall’acquisto di Sacci, gli analisti ipotizzano per Cementir sinergie pari a circa 20 milmioni di euro, con un aumento della quota di mercato in Italia dall’attuale 7 per cento al 13 per cento. Cementir in Italia possiede gli stabilimenti si Spoleto, Maddaloni (Caserta), Arquata (Alessandria), Taranto, per una capacità produttiva di 4,3 milioni tonnellate complessive.

 

 



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