In provincia un furto ogni 15 ore:
tre mesi tra colpi spettacolari
e ladri di pasta e salame

IL REPORT - Nel giro di 91 giorni, dalla prima notte dell'anno a fine marzo, sono 142 i colpi andati a segno nel Maceratese. La ricostruzione delle azioni dei malviventi nel primo trimestre
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Un abitazione di Pollenza colpita da un furto lo scorso febbraio

Un’abitazione di Pollenza colpita da un furto lo scorso febbraio

 

di Leonardo Giorgi

Un furto e mezzo al giorno in provincia: ogni 15 ore un ladro cerca di entrare in qualche abitazione. Tre mesi vissuti nel Maceratese con la paura di rientrare a casa o di aprire gli occhi e trovare un malvivente che sta frugando negli armadi.
In 91 giorni, dalla prima notte dell’anno, le pagine di Cronache Maceratesi hanno raccontato di ladri in azione per 142 volte. Nel dettaglio, i ladri hanno agito 75 volte in abitazioni e 51 in attività commerciali o edifici pubblici.
I restanti tentativi si dividono in auto scassinate in cerca di valori, colonnine del self divelte, vetture rubate e scippi, senza considerare tutti i furti non segnalati dalla cronaca o non denunciati alle forze dell’ordine nell’arco dei primi tre mesi del 2016.

Filippo Saltamartini, sindaco di Cingoli, sceso in piazza della Libertà a Macerata nella manifestazione per la sicurezza di gennaio

Filippo Saltamartini, sindaco di Cingoli, sceso in piazza della Libertà a Macerata nella manifestazione per la sicurezza di gennaio (foto di Andrea Petinari)

 

Paolo Mazzoni, titolare del punto Snai in corso della Repubblica (foto di Lucrezia Benfatto)

Paolo Mazzoni, titolare del punto Snai in corso della Repubblica (foto di Lucrezia Benfatto)

GENNAIO: LA MARCIA PER LA SICUREZZAManca un’ora alla prima mezzanotte del nuovo anno, quando sul profilo Facebook di Saltamartini compare il messaggio “Attenzione: cinque banditi stanno svaligiando le nostre abitazioni a Cingoli”. Banditi che prendono di mira anche la casa dello stesso primo cittadino. Saranno i primi furti dell’anno segnalati da Cronache Maceratesi (leggi l’articolo) e anche l’inizio della battaglia per la sicurezza portata avanti dallo stesso ex senatore, culminata con la protesta in piazza della Libertà di Macerata lo scorso 16 gennaio. Più di cento persone, maggior parte delle quali da Cingoli, si riuniscono intorno a Saltamartini che dal suo microfono lancia alla prefettura le sue proposte per migliorare la sicurezza, in particolare nell’entroterra: adozione del sistema “112 – numero unico europeo” (che identifica automaticamente le chiamate in entrata al comando dei carabinieri), aumento della pena minima dei furti e lotta all’immigrazione clandestina, oltre a un generale aumento del numero di militari per le caserme dei Comuni più isolati. Una manifestazione che precede di soli due giorni il furto d’auto subito dal barista maceratese Pierino Camertoni e di quattro giorni il colpo al punto Snai di Paolo Mazzoni, sempre nel centro storico di Macerata. Sarà proprio quest’ultimo ad iniziare una raccolta firme tra i negozianti del centro per chiedere al Comune di Macerata più videosorveglianza e pattuglie in servizio nelle ore notturne (leggi l’articolo). Una percezione di insicurezza nel maceratese che è supportata dai numeri: circa il 25 per cento dei furti ad attività commerciali segnalati da Cronache Maceratesi riguardano il capoluogo e la recente indagine Smart City index 2016 indica come Macerata sia una delle città italiane meno attrezzate nella sicurezza degli edifici.

L'app "eRonde" su uno smartphone Android

L’app “eRonde” su uno smartphone Android

Il capannone della Cava Rossetti srl dove i ladri hanno portato via materiali e mezzi per un valore di più di 100mila euro

Il capannone della Cava Rossetti srl dove i ladri hanno portato via materiali e mezzi per un valore di più di 100mila euro

 

FEBBRAIO: LADRI DI SALAME E RONDE SOCIALIl mese di febbraio vede delinearsi chiaramente le due tipologie principali di furto in atto nel maceratese: da una parte i colpi da migliaia di euro probabilmente messi a segno da malviventi esperti (come il furto da 80mila euro di scarpe a Morrovalle e quello da più di 100mila euro di mezzi e materiali subito dalla cava Rossetti di Cingoli) e dall’altra attività criminali improvvisate, spesso mirate all’appropriamento di poche decine di euro e cibo. A Fiuminata vengono trafugati diversi salami, nel centro commerciale Val di Chienti viene tentato di rubare un comune giubbotto e circa 50 euro di prodotti cosmetici, al Cuore adriatico un 22enne cerca di portare via un paio di scarpe. Una scia di furti “minori” che proseguirà nel mese successivo, quando un uomo residente nel fermano verrà denunciato per aver rubato due pacchi di pasta (leggi l’articolo). I furti, di qualsiasi entità, continuano in tutto il Maceratese e nel corso del mese partono diverse iniziative dei cittadini per difendersi dalla criminalità: l’applicazione “eRonde” di Fabio Romagnoli, 36enne di Petriolo, entra ufficialmente in funzione da metà febbraio (leggi l’articolo) e a Treia inizia l’operazione di “controllo del vicinato” attraverso la fondazione di un gruppo Whatsapp specifico. Entrambi i progetti mirano a offrire ai cittadini la possibilità di segnalare attività criminali e veicoli sospetti in tempo reale. Un tipo di ronda “social” che viene già attuato da anni dagli utenti Facebook: gruppi cittadini come “Sei di Macerata se” e “Civitanova speakers’ corner” sono continuamente affollati da segnalazioni di furti e attività criminali nel territorio.

L'ingresso del Valdichienti, sfondato dai cinque malviventi che hanno portato via una colonnina del bancomat (foto di Andrea Petinari)

L’ingresso del centro commerciale Val di Chienti, sfondato dai malviventi che hanno portato via una colonnina del bancomat (foto di Andrea Petinari)

 

Dalida Radosavljevic, la donna sorpresa a rubare con il figlio di sette mesi in braccio

Dalida Radosavljevic, la donna sorpresa a rubare con il figlio di sette mesi in braccio

MARZO: LA SPACCATA DI PIEDIRIPANel cuore della notte, un Fiat Scudo accende i suoi fanali davanti l’entrata principale del centro commerciale Val di Chienti di Piediripa. Il mezzo prende una rincorsa di alcuni metri e si invola verso le vetrate d’ingresso sfondandole ed arrivando fino ad una colonnina del bancomat. I malviventi a bordo del veicolo legano la colonnina al mezzo, per poi trascinarla all’esterno e, infine, caricarla sullo Scudo. Gli 8 minuti impiegati dai ladri di bancomat per portarsi a casa circa 50mila euro in contanti sono la copertina di marzo per i furti del 2016 nel Maceratese (leggi l’articolo). Con una refurtiva stellare, il colpo messo a segno da cinque malviventi ancora ignoti segna un mese caratterizzato da un discreto numero di furti che fruttano bottini decisamente lauti: in un’ottica di Matelica sono trafugati 20mila euro in paia di occhiali, mentre un bottino di 100mila euro viene portato via intorno alla metà del mese da alcuni ignoti che agiscono nell’azienda Damar di Sambucheto (leggi l’articolo). Colpi dai tratti spettacolari ovviamente affiancati da furti che, pur suscitando meno clamore, denotano particolari realtà sociali. Significativa la storia dei “fidanzatini del furto”: una coppia di minorenni nomadi (17enne croato lui, italiana di 16 anni lei) fermati dai carabinieri in seguito ad uno dei furti compiuti dai due per tirare avanti e potersi permettere anche capi firmati e accessori alla moda. Lui viene arrestato, mentre la ragazza, che è incinta, viene denunciata. Sempre a marzo, a fine mese, i carabinieri riescono anche ad individuare ed arrestare Dalida Radosavljevic, rom di origini bosniache (leggi l’articolo). La donna, madre di sette figli, era stata fermata il giorno di Pasqua in un appartamento di Macerata in cui era andata a rubare con il figlio di sette mesi in braccio e un conoscente di 13 anni (leggi l’articolo). Radosavljelic era nota alle forze dell’ordine con tantissimi altri alias e conosciuta per la sua abilità di compiere colpi nel giro di pochi minuti.



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