Dubbi su decreto salva-banche:
lettera di Vince Civitanova
a Berlusconi, Salvini e Meloni

Il gruppo politico si rivolge al centrodestra nazionale. Chiede di rivedere alcuni punti a tutela dei risparmiatori dopo i fatti di Banca Marche e degli altri istituti bancari confluiti nella manovra
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Fabrizio Ciarapica

Fabrizio Ciarapica

Intervenire sul decreto salva-banche perché presenterebbe alcuni aspetti non chiari. Così Vince Civitanova ha preso carta e penna per scrivere al centrodestra nazionale. «Dopo i fatti legati a Banca Marche e gli altri istituti bancari – dice il gruppo – che hanno rovinato migliaia di persone, e raccogliendo le richieste di aiuto di molti di loro, abbiamo pensato bene di coinvolgere e interessare anche i leader Nazionali dei tre partiti maggiori: Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini».

Nella lettera, firmata dal presidente Claudia Giuletti, dal consigliere comunale Fabrizio Ciarapica, da Fausto Troiani e Daniele Centionisi, chiede di intervenire con forza sul decreto, il 180/181 soprattutto su alcuni aspetti. Il primo perché «non è prevista la decadenza o la sospensione dei requisiti di onorabilità per gli organi amministrativi e di controllo delle banche in risoluzione. Questo significa – dice Vince Civitanova – che domattina gli ex amministratori delle 4 banche , anche se condannati penalmente, possono rientrare nel giro degli amministratori». Nel secondo punto il gruppo politico sottolinea che «non sono previsti meccanismi che consentano effettivamente ai creditori l’esercizio della azione di responsabilità. Ciò vuol dire che non c’è nessuna possibilità per i truffati di fare rivalsa, violando il sacro principio della Costituzione italiana che sancisce l’eguaglianza tra i cittadini senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione opinioni politiche e condizioni personali e sociali».

«Questi commi inseriti nella legge sanciscono la illegittimità del azione della Magistratura anche contro Bianconi – prosegue Vince Civitanova – noi siamo a chiedervi di agire con forza contro la conversione in legge di questi commi , di attivarci per dichiararne la incostituzionalità e di fare pressione perché tutti gli amministratori vengano colpiti dalla giustizia punitiva ed anche a loro vengano bloccati i patrimoni in via cautelativa per rifondere i truffati delle obbligazioni e delle azioni».

 



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