Inchiesta sulla lottizzazione di Corneto,
contestati pagamenti
per decine di migliaia di euro

URBANISTICA - Fissata l'udienza preliminare per l'architetto Paolo Evangelisti e l'ex consigliere comunale Guido Garufi, per lui si sono chiuse anche le indagini relative al tesoretto del fratello Giuseppe. Sotto accusa per false dichiarazioni al pm anche proprietari e parenti di proprietari dei terreni dove oggi sorge il supermercato Oasi

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Guido Garufi

Guido Garufi

 

di Gianluca Ginella

Inchiesta sull’urbanistica di Macerata, chiuse le indagini e fissata l’udienza preliminare per l’architetto Paolo Evangelisti, e Guido Garufi, entrambi ex consiglieri comunali di Macerata che devono rispondere del reato di induzione indebita a dare o promettere utilità nell’ambito della realizzazione della lottizzazione di Corneto. Per Garufi si sono chiuse le indagini ed è stato fissato il processo con giudizio immediato anche per la vicenda del tesoretto del fratello Giuseppe. Inoltre la procura ha chiuso le indagini anche per quattro persone, tra proprietari e parenti di proprietari dei terreni della lottizzazione, che devono rispondere di false informazioni al pubblico ministero. L’indagine della procura di Macerata sull’urbanistica contempla dieci anni, dal 2002 al 2012, ed un’area di 52mila metri cubi: quella dove oggi sorge il supermercato Oasi di fronte a via Mattei. Evangelisti entra nell’indagine in qualità, all’epoca dei fatti, di consigliere comunale e componente della commissione Ambiente e territorio del Comune dal 1998 al 2010.

L'architetto Paolo Evangelisti

L’architetto Paolo Evangelisti

Secondo la procura, con altre persone, per ora sconosciute, e comunque con Guido Garufi, a sua volta consigliere comunale e componente della commissione Ambiente e territorio del Comune, al quale avrebbe commissionato la stesura della lettera trovata nel file Paolo.doc. File che era stato rinvenuto nel computer di Garufi nel corso di una perquisizione. Nella lettera Evangelisti avrebbe indotto i proprietari di terreni di Corneto a promettere di pagagli 522mila euro. Cosa che emergerebbe anche da un prospetto analitico rinvenuto nel corso delle indagini. La procura ha accertato il versamento di svariate decine di migliaia di euro a Evangelisti. In un caso 6mila euro (a fronte di 40mila che sarebbero stati richiesti), in un altro si parla di un «cospicuo versamento ma minore rispetto ai 191mila euro indicati come incombente a carico del proprietario del terreno», in un terzo si parla di 100mila euro circa. A Garufi e ad Evangelisti sarebbero invece stati versati 35mila euro, questo nel luglio del 2008. Somme che secondo la procura sarebbero state pagate per garantire l’interessamento di Evangelisti per far passare il piano di lottizzazione di Corneto.

Il procuratore Giovanni Giorgio

Il procuratore Giovanni Giorgio

Le indagini sono state coordinate dal procuratore Giovanni Giorgio. Evangelisti è assistito dall’avvocato Fabiola Cesanelli, Garufi dai legali Federico Valori e Oberdan Pantana. Il Comune, come parte lesa, è tutelato dall’avvocato Giancarlo Giulianelli. L’udienza preliminare è stata fissata il 10 febbraio. Parallelamente la procura ha svolto una seconda indagine. Quella che riguardava proprietari e parenti di proprietari dei terreni di Corneto. Le indagini sono state chiuse anche per loro, devono rispondere del reato di false informazioni al pubblico ministero. Indagati sono Lorenzo Monachesi, Alfredo Montecchiari, Aldo Croceri, Tiziano Lambertucci. Tra le contestazioni emergono intercettazioni ambientali in cui si sentono gli indagati parlare tra loro prima di essere sentiti dalla procura. In una di queste Lambertucci avrebbe detto: “Bisogna negà e basta”. Montecchiari: “Va tutto in prescrizione”, mentre Monachesi avrebbe detto: “Mi raccomando… è stato scelto di non dire la verità”. Frasi che testimonierebbero le difficoltà che si è trovata ad affrontare la procura nello svolgere l’inchiesta.

Per quanto riguarda Garufi si sono chiuse le indagini anche per il procedimento relativo al tesoretto del fratello Giuseppe (tragicamente scomparso il 25 ottobre del 2013). Secondo la procura Guido Garufi e una sua conoscente, Luisa Mirella Bruni, avrebbero aiutato Giuseppe Garufi ad occultare illeciti profitti conseguiti a seguito delle indebite continuative appropriazioni in qualità di tutore del fratello Mario che percepiva una pensione di invalidità civile e la pensione di reversibilità del padre. Il tesoretto si aggirava sui 120mila euro che erano stati consegnati a Bruni che li aveva conservati in una cassetta di sicurezza.


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