Basket, un girone “infernale”:
le maceratesi dirottate in Puglia:
«Costretti a 9mila chilometri di trasferte»

BASKET - B-Chem Civitanova, Halley Matelica, Sì con te Porto Recanati e Svethia Recanati firmano una nota congiunta in cui protestano contro la decisione della Fip di dividere in due le nove marchigiane spedendo le quattro nel girone che si spinge fino al Salento: «Sorpresi e profondamente sconcertati: danneggiati pesantemente, valuteremo qualsiasi iniziativa»

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I presidenti dei quattro club, da sinistra: Nicola Moretti (B-Chem Civitanova), Monica Sonaglia (Halley Matelica), Giuseppe Pierini (Sì con te Porto Recanati) e Stefano Ottaviani (Svethia Recanati)

Il basket maceratese è in subbuglio dopo la composizione dei gironi per il campionato di Serie B Interregionale che vedrà le quattro formazioni della provincia (B-Chem Civitanova, Halley Matelica, Sì con te Porto Recanati e Svethia Recanati) inserite nel girone E con due squadre abruzzesi (Pescara e L’Aquila) ma soprattutto con ben 10 squadre provenienti da Puglia e Basilicata (Matera, Nardò, Mesagne, Castellaneta, Brindisi, Monopoli, Bari, Corato, Molfetta, Bisceglie) e separate dalle altre cinque formazioni marchigiane (le due Jesi, Senigallia, Fossombrone e Pesaro) che invece sono state inserite nel gruppo D con umbre ed emiliane.

I presidenti delle quattro squadre maceratesi hanno inviato una nota congiunta alla Federazione italiana pallacanestro per far sentire tutto il loro scontento. «Siamo sorpresi e profondamente sconcertati – scrivono i quattro club – la decisione assunta dalla Fip appare incomprensibile e fortemente penalizzante sotto ogni punto di vista. Grazie ai ripescaggi di Metauro Basket e Taurus Basket Jesi, quest’anno le Marche potevano contare su ben nove formazioni ai nastri di partenza del campionato, un numero che non si registrava da anni. Una circostanza che aveva inevitabilmente alimentato l’entusiasmo di società, tifosi e appassionati, pronti a vivere una stagione caratterizzata da numerosi derby e da sfide tra realtà che da sempre condividono storia, rivalità sportive e rapporti di reciproca stima».

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Il match della passata stagione tra Matelica e Recanati

Ancora più difficile da comprendere è la scelta di inserire quattro società marchigiane nella Conference Sud. «Una collocazione che appare del tutto priva di una logica geografica, considerando che le Marche appartengono, per definizione, al Centro Italia – proseguono – per le squadre inserite nel girone E ciò significa affrontare ben 10 trasferte che richiederanno necessariamente il pernottamento, con un chilometraggio complessivo superiore ai 9mila chilometri e un inevitabile aggravio dei costi organizzativi ed economici. Non è inoltre chiaro quale criterio abbia portato a costituire il girone E come unico raggruppamento dell’intero campionato composto da 16 squadre. L’altro girone della Conference Sud, il girone F, ne conta infatti 14, mentre gli altri quattro gironi sono composti da 15 squadre. Una scelta che obbliga le società del girone E a disputare una trasferta in più rispetto a tutte le altre e quattro partite aggiuntive nel corso della stagione, determinando un’evidente disparità di trattamento. Risulta incomprensibile che, dopo aver deliberato la riammissione di ben 10 società al campionato, la Fip abbia scelto di scaricare le conseguenze di tale decisione su quattro club marchigiani, senza che emergano criteri oggettivi, trasparenti o coerenti. Parliamo di società che da anni rappresentano esempi di solidità, correttezza gestionale e affidabilità, riconosciute e rispettate in tutto il panorama cestistico nazionale, che hanno sempre onorato i propri impegni con serietà e responsabilità».

L’auspicio è che «vi sia ancora la volontà e il tempo per rivedere una scelta che riteniamo profondamente ingiusta e che appare in contrasto con criteri di ragionevolezza, equilibrio territoriale ed equità competitiva che dovrebbero ispirare la composizione dei gironi – concludono i presidenti – in assenza di un ripensamento, le società firmatarie valuteranno congiuntamente ogni iniziativa utile a tutelare i propri interessi e quelli dei rispettivi territori, anche nelle sedi competenti. Una decisione di questo tipo, infatti, non penalizza soltanto quattro società, ma rischia di compromettere la sostenibilità economica delle società coinvolte e di arrecare un grave danno all’intero movimento cestistico marchigiano».


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