«Il suo bimbo è il figlio di tutti noi»
In centinaia alla fiaccolata per Luigia (Foto-Video)
FEMMINICIDIO LORETO - La città questa sera si è unita nel dolore per la 33enne assassinata dall'ex. Il sindaco Pieroni promette massimo aiuto al piccolo rimasto orfano. L'arcivescovo Dal Cin: «Fondamentale creare un’alleanza educativa tra Chiesa, Comuni e scuola»

Il fiume di gente alla fiaccolata per Luigia Fortunato
di Gino Bove (foto di Federico De Marco)
Una comunità ferita ma unita nel dolore. Loreto si è stretta questa sera in una fiaccolata silenziosa in memoria di Luigia Fortunato, la mamma di 33 anni uccisa il 9 luglio con circa 50 coltellate dall’ex compagno Sami Khemaies, 39enne tunisino.

Centinaia di persone, tra cui tanti bambini, hanno sfilato da piazzale Europa a piazza della Madonna per stringersi attorno al figlio di 7 anni della coppia.

A guidare il corteo un grande striscione rosa e bianco con le foto di Luigia sorridente e la scritta: “Il tuo sorriso e la tua simpatia rimarranno sempre nei nostri cuori… Ciao Gì”.

La fiumana di persone ha percorso le vie al buio, costeggiando le mura storiche dominate dalla cupola illuminata della basilica, ognuna con un cero in mano. All’arrivo, piazza della Madonna era gremita da un tappeto di fiammelle sollevate in un solenne raccoglimento.

L’iniziativa, coordinata da Comune, Delegazione Pontificia e parrocchie, ha lanciato un forte segnale contro la violenza sulle donne. «Il suo bambino è il figlio di tutti noi, di tutta Loreto» ha dichiarato commosso il sindaco Moreno Pieroni, garantendo il pieno supporto dell’amministrazione: «Passata l’emotività, le istituzioni continueranno a essere vicine alla famiglia».

Pieroni proporrà inoltre di istituzionalizzare la fiaccolata ogni 9 luglio.
Sul sagrato, l’arcivescovo Fabio Dal Cin ha guidato la preghiera, invitando a spezzare i silenzi nei disagi familiari: «Tutta la città è stata scossa da un buio che ha colpito tutti. Ma la compostezza di questa sera dice che il bene vince sempre.

Quando ci si accorge di certi fatti, si capisce che si poteva intervenire prima. Oggi è fondamentale creare un’alleanza educativa tra istituzioni – Chiesa, Comuni, scuola – per cercare il bene degli altri, perché non esiste un bene solo mio».









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