Comi: “Guiderò il Pd fino al 2018,
non c’erano le condizioni per l’assessorato”

INTERVISTA - Il segretario regionale dei Democratici lascia il consiglio regionale e torna al suo lavoro in Provincia: "Ho rinunciato a 2300 euro di vitalizio". L'11 luglio porterà all'assemblea maceratese la sua proposta per la nuova segreteria provinciale. Soddisfatto della nuova giunta: "Sulla sanità Ceriscioli farà cambiamenti".
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Francesco Comi

di Gabriele Censi

Il Pd, partito di maggioranza relativa delle Marche e (un pò meno) della provincia, è guidato da un tolentinate 43enne, avvocato e dipendente della Provincia, fino a qualche giorno fa in aspettativa obbligatoria come consigliere regionale. Francesco Comi ora torna al suo lavoro in un ente svuotato di molte competenze e prosegue la sua attività di segretario regionale del Pd, «il primo segretario che non percepisce compensi» ci tiene a precisare. Dalla sua elezione, poco meno di una anno e mezzo fa, il partito ha affrontato successi e divisioni interne. La prima già al momento del voto che lo ha consacrato come candidato, sostenuto dai renziani di allora, senza la partecipazione dei sostenitori di Luca Ceriscioli, non ammesso alla competizione per una regola statutaria giudicata da alcuni un formalismo. Oggi con il suo avversario prima alla vice segreteria e poi a Palazzo Raffaello la situazione sembra ricomposta (tra i due eventi tante altre manovre e rimescolamenti di correnti che omettiamo per sintesi) ma un’altra prova  si prospetta con il rinnovo della segreteria provinciale. Le dimissioni di Teresa Lambertucci affidano proprio a Comi il ruolo di mediatore, con lui ricostruiamo gli ultimi passaggi politici a partire dalla nuova giunta regionale. 

Con Luca Ceriscioli

Con Luca Ceriscioli

Si sta chiudendo una fase politica intensa di attività con il rinnovo dell’amministrazione regionale che ha visto il Partito Democratico in prima linea. Soddisfatto delle scelte del presidente Ceriscioli?

Con la nuova amministrazione regionale si apre una fase politica del tutto nuova. Il Pd con Ceriscioli ha scommesso coraggiosamente sul cambiamento della classe dirigente, su una regione più snella, meno burocratica, più vicina ai cittadini. La nuova giunta è coerente con questa impostazione: figure nuove, competenti, espressione del consenso popolare, ciascuno di loro è il più votato nella rispettiva provincia.

Gli osservatori meno distratti dalla cronaca quotidiana avranno certamente notato che il giorno stesso del voto il Presidente aveva di fatto annunciato la sua giunta ideale, che poi ha proposto. Nel suo primo discorso alla stampa aveva suggerito che ci sarebbero state tre donne e tre uomini, un solo esterno (e pertanto donna visto che solo due sono le elette), e forse (riferito agli alleati) un membro della vecchia giunta (Marconi). Poi in molti hanno dimenticato le sue parole.

La competenza regionale che assorbe più risorse è, come noto, la sanità, materia di cui si è occupato in commissione per molto tempo. La delega resta in mano al presidente, come valuta questa scelta?

Una scelta coraggiosa che rivela una grande determinazione a guidare in prima persona, senza alibi e scorciatoie, un difficile, inevitabile e rischioso processo riformatore. La sua autorevolezza sará indispensabile per cambiare in meglio il sistema e lui non si è voluto sottrarre. Non credo peró che tratterrà la sanità per tutta la legislatura.
Angelo Sciapichetti e Francesco Comi  a sostegno della candidatura di Teresa Lambertucci a segretario provinciale (novembre 2013)

Angelo Sciapichetti e Francesco Comi a sostegno della candidatura di Teresa Lambertucci a segretario provinciale (novembre 2013)

Angelo Sciapichetti rappresenta il nostro territorio in giunta. Considerando le deleghe assegnate e gli equilibri complessivi il peso di Macerata  cresce o diminuisce? Ci sarà un maceratese a presiedere la commissione Sanità?

Le deleghe di Sciapichetti sono molto importanti. Per Angelo sono una grande sfida e lui, sono certo, la affronterà con umiltà e passione. Tra le sue competenze ci sono i problemi irrisolti e indifferibili del nostro territorio: i rifiuti, le biomasse, l’erosione della costa, le aree interne, i trasporti, i parchi. Abbiamo una grande occasione di riscatto e di rilancio. La presidenza della commissione sanità non resterà a Macerata ma avremo consiglieri maceratesi al suo interno per seguirla.

Durante le trattative si è fatto anche il suo nome come assessore, una scelta che avrebbe liberato la segreteria regionale per Lucciarini. Con questi nuovi assetti si sente saldo alla guida del partito o prevede altre battaglie interne?

Ceriscioli mi ha prospettato un assessorato prima delle elezioni, poi non ne abbiamo più parlato. Le condizioni comunque non c’erano visto mi sarei dovuto dimettere contestualmente da segretario e per il rinnovo di tale organo non c’erano né ci sono le condizioni statutarie e politiche. Malgrado una parte legittimamente contesti le mie scelte, anche in modo rumoroso e a volte irriverente, il mio ruolo di segretario non è mai stato né è in discussione. Ho una maggioranza ampia e stabile in tutti gli organismi regionali e provinciali. Il congresso si celebrerà, purtroppo per la mia salute, a scadenza naturale, ovvero nel 2018.
Primarie Marcolini- Cersiscioli con Comi che fa da garante

Primarie Marcolini- Ceriscioli con Comi che fa da garante (febbraio 2015)

Il partito provinciale è senza segreteria dopo le dimissioni di Teresa Lambertucci. E’ stato avviato il percorso per la nomina del successore?

Il partito della provincia di Macerata deve fare i conti con un grande bisogno di unità per rilanciarsi dopo il deludente risultato delle elezioni regionali: abbiamo preso solo il 28% a fronte di una media regionale del 35%. In pochi vogliono ripetere gli errori del passato. L’11 luglio porterò in assemblea una proposta di candidatura con lo scopo di raggiungere una larghissima maggioranza. Al riguardo, insieme al presidente Vitali e alla dirigente regionale Paola Castricini, nei prossimi giorni, inizieremo ad ascoltare i membri dell’assemblea

Con l’insediamento del nuovo consiglio sono cessati i suoi incarichi istituzionali, ora che farà, se ne va in vacanza?

Torno al mio lavoro in provincia dopo aver rinunciato ad un vitalizio di 2.300 euro al mese, allo stipendio ed ai rimborsi da segretario regionale. Non ho accettato alcun incarico offertomi dal Presidente, che ringrazio. Ho bisogno di riprendermi una vita normale e dedicarmi, nel tempo libero e da volontario, alla funzione di segretario regionale e alla famiglia. Ho preso 4 giorni di ferie, che sconterò questa estate al lavoro, per seguire la formazione della giunta e delle commissioni e stare un pò con mio figlio di 10 mesi.

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