Regionali,  bassa affluenza alle urne
Ha votato il 49,78% degli elettori

DATI IN TEMPO REALE - Nel 2010 aveva votato il 62,8%.  Nel collegio di Macerata solo il 47,19% alle urne. Black-out elettrico ai seggi per un'ora a San Severino
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elezioni_regionaliAggiornamento delle 00.23:

L’affluenza alle urne per le elezioni regionali al termine delle operazioni di voto, alle 23, è del 49,78%. Alle precedenti regionali del 2010 votarono il 62,8% degli elettori, lo scorso anno alle Europee erano il 65,6%.  In provincia di Macerata hanno votato il 47,17% degli aventi diritto. Ancona  registra la più alta partecipazione con il 51,55%. Nelle altre province questi i dati: Pesaro/Urbino 50,58%, Fermo 51,35%, Ascoli 47,34%. Luca Ceriscioli, candidato del centrosinistra, ha votato alle 14.45 alla scuola elementare Gramsci in via Rossetti a Pesaro. Il presidente uscente Gian Mario Spacca,  in mattinata a Fabriano, nel seggio delle scuole Mazzini.  Edoardo Mentrasti ha votato stamattina ad Ancona nel quartiere storico di Posatora.

Un black-out alla corrente elettrica ha costretto al super lavoro gli addetti dell’ufficio elettorale del comune di San Severino dove, intorno alle 16,45, è venuta a mancare l’elettricità con conseguente disconnessione degli apparati collegati alla rete internet. Insieme al personale comunale anche presidenti di seggio e scrutatori sono dovuti ricorrere ai vecchi metodi per il trasferimento dei dati alla Prefettura e agli altri enti collegati. La situazione è tornata alla normalità dopo circa un’ora.

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Votazione seggi candidati sindaco 4

 

 

Aggiornamento delle 19.30:

L’affluenza alle urne rilevata alle 19 è del 34,18%, dato basso a 4 ore dalla chiusura dei seggi. In provincia di Macerata hanno votato il 32,08% degli aventi diritto. Pesaro/Urbino registra la più alta partecipazione con il 35,93%. Nelle altre province questi i dati: Ancona 35,67%, Fermo 34,79 %, Ascoli 30,83%.

Prossimo aggiornamento dopo la chiusura dei seggi con il dato dell’affluenza finale

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Alle ore 12 di oggi l’affluenza alle regionali è stata del 13,4 %. Nella provincia di Macerata l’affluenza è stata sotto la media regionale con il 12,12 %. Ad ancona hanno votato il 13,92% degli elettori, ad Ascoli l’11,9, a Fermo il 12,46 e a Pesaro il record con il 14,22 %. L’affluenza alle urne  nel 2010, fu del 62,77%. Cinque anni fa però si votava in due giorni, è perciò vano ogni paragone.

L’election day marchigiano ha preso il via questa mattina quando alle 7 sono stati regolarmente aperti i 1.583 seggi, insediati già  ieri pomeriggio, impegnati nelle  Regionali 2015. Sono un milione e 297.459 gli elettori chiamati alle urne per il rinnovo del Consiglio regionale delle Marche. Il corpo elettorale (627.386 uomini e 670.073 donne) è aumentato dello 0,7% rispetto alle regionali del 2010.
Elezioni 2015_Foto LB (3)Cinque i candidati in corsa per la presidenza: il governatore uscente Gian Mario Spacca, sostenuto da Marche 2020-Ap e Fi, Luca Ceriscioli, ex sindaco di Pesaro (Pd, Uniti per le Marche, Udc-Popolari Marche), Gianni Maggi, aspirante presidente del Movimento 5 Stelle, Edoardo Mentrasti per Altre Marche-Sinistra Unita e Francesco Acquaroli per Fdi-An e Lega nord.

Per la prima volta, dopo l’approvazione di una recente modifica dello statuto regionale, i consiglieri da eleggere nelle Marche scendono da 42 a 30 più il candidato eletto presidente. I seggi sono distribuiti in relazione alla popolazione delle 5 circoscrizioni provinciali. Ancona potrà contare su 9 rappresentanti, Pesaro Urbino su 7, Macerata su 6, Ascoli Piceno su 4 e Fermo su altri 4. La legge elettorale regionale, varata pochi mesi fa, prevede una meccanismo a scaglioni per il premio di maggioranza. Alla coalizione vincente vanno 18 seggi se ha riportato una cifra elettorale pari o superiore al 40% della somma delle cifre elettorali regionali riportate dalle coalizioni, 17 seggi con il 37%; 16 seggi con il 34% e inferiore al 37%. Se nessuna coalizione ha superato il 34% si applica una ripartizione dei seggi su base proporzionale e la maggioranza dovrà essere costruita in aula. Non sono previsti il voto disgiunto e neppure la doppia preferenza di genere, che ha suscitato un ampio dibattito e molte polemiche. Con la nuova legge elettorale viene introdotto anche il divieto del terzo mandato immediato per il presidente della Giunta, che però non viene applicato a questa tornata elettorale.

Foto di Lucrezia Benfatto e Andrea Petinari

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