Festival del Cinema, Ferretti si era ispirato al Sundance di Salt Lake City
Il patron della rassegna nello Utah è Robert Redford che lo scenografo maceratese ha definito "uno dei miei eroi"

Dante Ferretti con il sindaco Carancini e l’assessore regionale Marcolini durante la recente visita a Macerata
di Maurizio Verdenelli
Ho ricevuto molte richieste perché facessi maggiore chiarezza sul tipo di festival a Macerata aveva in mente a cavallo tra il 1997 e il ‘98 l’allora assessore comunale Dante Ferretti, otto anni prima di Roma (leggi l’articolo) –alla cui inaugurazione sul red carpet lui ebbe l’immenso beneficio di un’indimenticabile carezza sulla lucida ‘cabeza’ dall’amica Nicole Kidman che …puntualmente peraltro gli storpia in perfetto slang australian-americano l’italianissimo ‘Dante’!
Il modello era, dunque, il ‘Sundance Film Festival’ che si svolge a Salt Lake City e ad Ogden (Utah) e che ha in Robert Redford il proprio ‘dominus’. La rassegna, che sarebbe diventata con il tempo la più importante nel mondo per quanto riguarda il cinema indipendente, era sorta nel ’78 come contenitore di film e documentari. Aveva un altro nome: Utah/Unite States Film Festival. Fino a quando il grande attore non decise nel ’91 di diventarne il punto di riferimento assoluto costituendo l’Institute Sundance. Un nome questo che è nella storia del cinema: Sundances Kit è infatti il bandito gentiluomo, impersonato da Redford in Butch Cassidy (’69). In tutti questi anni il festival di Redford ha lanciato grandi registi. Un nome fra tutti? Quentin Tarantino.
A Sundance Festival (l’edizione annuale, coincidente ogni volta con la grande stagione sciatoria di Salt Lake City, si è appena conclusa) e a Robert Redford, ‘uno dei miei eroi’, Dante Ferretti si era ispirato con il suo progetto maceratese che sarebbe dovuto partire nel settembre ’98 con padrini del calibro di Robert De Niro, Leo Di Caprio e il regista Martin Scorsese. Un ufficio romano, con Raffaele Curi a vigilare, fungeva già da raccordo tra Macerata ed … Hollywood.
Questo è quello che Macerata si perse esattamente tra i sussurri, le invidie e le aspettative frustrate di carriere – che la presenza di Ferretti sembrava spezzare ma che presto sarebbero iniziate a crescere a dismisura fin quasi imbarazzante.
L’amico Remo Matassoli mi ha inoltre anche offerto il suo prezioso contributo, come fonte autorevole e testimone di quel confronto tra l’assessore Ferretti e la dirigente Alessandra Sfrappini su quanto l’assessorato alla Cultura poteva mettere sul piatto, al di là delle spese già impegnate per ‘provvidenze’ alle varie associazioni ed interventi istituzionali. Erano 200 milioni, non 60. Come noto, quei 200 milioni furono ‘tirati su’ a 1.000 con grande spirito di buona volontà, prima di finire ingoiati nella palude dove Macerata …digerisce se stessa, da sempre.
Tuttavia è certo che con la rassegna del cinema indipendente, Macerata avrebbe risolto i suoi problemi d’identità di città culturale. Spettacolo, prosa, lirica? No, cinema, avendo un tale ‘figlio’ che mai è stato così popolare nella sua città dopo le sue ‘osservazioni’. ‘Dante dovrebbe essere il testimonial delle Marche, con tutto il rispetto per Dustin Hoffman” dichiara Maurizio Serafini, direttore artistico di Montelago Celtic festival. Già, dopo grandissimi sportivi e l’ottimo Allevi, l’Uomo dei Sogni famoso in tutto il Mondo potrebbe starci. Che ne dicono ad Ancona del maceratese Ferretti?
Il quale è frattanto diventato un’icona per i commercianti del centro storico alla ricerca di spazi più fruibili. Dicono alcuni: “La sera di Musicultura, alle ore 23, molte auto in sosta irregolare sono state multate. Pare ora che l’amministrazione non abbia gradito perché si sarebbe così penalizzato un evento per il quale era necessario venire in centro. Perché non si sono aperti allora i parcheggi chiusi dalle ore 21? Dovremmo allora, forse, tenere aperti i nostri esercizi dalle ore 19 alle 7 del mattino (quando nel centro le porte si spalancano e tutto pare possibile) per poter vedere un po’ di movimento?”.














Fiato sprecato, Maestro Ferretti. La casta demosocialcomunista di Macerata era interessata alle aree fabbricabili e al cemento e con la Cultura non si riempiva il portafoglio. Oggi i soldi non ci sono più, ma la testa demosocialcomunista, con l’aggiunta di “omo”, degli attuali politici è rimasta quella di un tempo.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/28/felice-chi-e-diverso-il-docufilm-sui-gay-di-amelio-sara-svelato-a-berlino/859225/
http://www.cineblog.it/post/302545/il-ministro-kyenge-il-cinema-strumento-fondamentale-di-integrazione
Meglio che non l’ha fatto, con lo schifo che c’è a Macerata avrebbe vinto il figlio di questo o quel politico tutti i premi!!! SIAMO IN ITALIA, cmq il Sundance sta scadendo anche in USA caro Ferretti, il cinema sta morendo… (in Italia soprattutto) e la colpa è in parte degli FX, in parte di film sponsorizzati a tutti i costi come quello di Sorrentino, che vincerà un Oscar immeritato…