Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo
“Non chiamateci Sandra e Raimondo”

La coppia vincitrice per tre volte del premio Oscar, intervistata da Francesco Micheli, ha aperto la 48esima stagione lirica maceratese. Incoraggiato dalla moglie, Dante Ferretti lascia aperto uno spiraglio sulla possibilità di un film girato a Macerata
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Il teatro Lauro Rossi gremito per la serata “Allievi e maestri”

 

di Alessandra Pierini

(foto di Lucrezia Benfatto)

Potrebbero tranquillamente essere protagonisti di uno di quei film che rendono capolavori con le loro scenografie Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo. La complicità del loro essere coppia, nel lavoro e nella vita, l’ironia e la semplicità con cui si propongono al pubblico e il botta e risposta tra marito sottomesso e moglie “carnefice” così naturale da sembrare studiato ad arte per il perfetto gioco delle parti in cui si calano hanno esaltato l’umanità della coppia da Oscar, tanto da far scattare il paragone con un’altra italianissima coppia dello spettacolo, subito rinnegata da Francesca Lo Schiavo. «No, come Raimondo Vianello e Sandra Mondaini no» ha risposto categorica a Francesco Micheli, direttore del Macerata Opera Festival, il quale ha osato il paragone, «Anche perchè io sarei Sandra» le ha fatto eco Dante Ferretti, ricco della sua infinita modestia.

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Francesco Micheli

Nella serata dedicata al tema Allievi e Maestri”, il pubblico ha accolto in piedi l’ingresso i neo cittadini onorari, padrino e madrina del Macerata Opera Festival, i quali  brillano di luce propria per i grandi successi ottenuti nel mondo, per la tecnica geniale  ma soprattutto per la semplicità e l’antisnobismo nel  modo di porsi e considerarsi. «Non siamo noi gli allievi? – hanno domandato a Micheli che li ha presentati – Abbiamo scoperto che non si finisce mai di imparare ed è inutile darsi arie quando c’è sempre qualcuno più grande di te».
Eppure i una carrellata di interviste proiettata sul palco, i grandi del cinema, della moda e dello spettacolo hanno sottolineato le doti e la genialità della coppia Ferretti- Lo Schiavo.
«Il provincialismo quindi non è un limite?» ha chiesto Francesco Micheli, chiamando sul palco anche Giammario Spacca, governatore delle Marche, fabrianese  definito dal direttore artistico “provinciale doc”. «Non è un limite ma una ricchezza – ha spiegato Ferretti – però quando sono arrivato a Roma parlavo maceratese perfetto e venivo preso in giro. Quindi dopo anni mi sono dovuto laureare in romanesco». 
A questo punto Micheli ha introdotto l’incontro con Francesca: «A questo punto – ha raccontato – ha incontrato una donna romana». Pronta la risposta della signora: «Mi ha conosciuto 17 anni dopo, nel frattempo di donne romane ne ha incontrate tante e non solo romane» ha precisato continuando l’esilarante scambio di battute.
ferretti_lauro_rossi-2-300x199In tema di Allievi e Maestri,  attraverso le scene di un film, Dante Ferretti ha ripercorso le fasi più importanti della sua carriera e il rapporto con Pierpaolo Pasolini, Federico Fellini, Marco Ferreri, Liliana cavani e Martin Scorsese. «Per imparare bisogna fare degli spazi – ha detto – basta vedere le città, non sono perfette e fare degli sbagli rende le cose vere».
Parlando di Fellini, Dante Ferretti  ha ricordato gli episodi della sua vita a Macerata: «Una volta si diceva che si salava da scuola – ha raccontato – noi andavamo a vicolo Marefoschi dove c’era una casa chiusa. Noi non potevamo entrare ma ci appostavamo lì davanti. Tutte le mattine usciva il preside della nostra scuola il quale non salava ma “insalava”, ci guardava e tirava dritto e noi il giorno dopo non portavamo mai la giustificazione. Poi eravamo liberi di andare al mercato dove c’era la macellaia che appoggiava il seno sul bancone e noi la guardavamo e gli chiedevamo delle fettine. Raccontai a Fellini i miei ricordi e lui li utilizzò per La città delle donne».  Ferretti, famoso anche per i suoi bozzetti, ne ha svelato il segreto: «Li faccio grandi – ha detto – perchè in America tutti li fanno piccoli. E’ il mio modo di vendermi». A dargli manforte Francesca Lo Schiavo: «Il vostro dante fa delle opere arte tanto che i suoi bozzetti saranno esposti nel 2013 al Mo.Ma di New York».
ferretti_lauro_rossi-7-300x199Intrigante la domanda di Micheli «Se dovesse fare un film girato a Macerata quale sarebbe il primo fotogramma?». Dalla risposta, naturalmente a coppia, una speranza per il futuro: «A me Macerata piace vuota – ha sottolineato Ferretti che fino a poco prima aveva passeggiato da solo per le vie della sua città (leggi l’articolo) – mi piace il Palazzo degli Studi e il Venanzetti ma soprattutto camminare la notte». Francesca Lo Schiavo suggerisce: «Dante tu dovresti scrivere la sceneggiatura di un film a Macerata, ce l’hai nel cuore». E Ferretti: «Sono stato 7 mesi a Vancouver e in sette mesi ho scritto 5 pagine. Sono poche, pochissime ma ho ricordato cose che avevo dimenticato». Chissà che i ricordi non possano diventare un film.

 

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