Finse il sequestro,
De Vivo verso il patteggiamento
CIVITANOVA - Il consigliere comunale deve rispondere di simulazione di reato, oggi l'udienza è slittata a febbraio
Consigliere comunale finse di essere stato sequestrato, sotto accusa al tribunale di Macerata Livio De Vivo. Questa mattina al processo la vicenda doveva chiudersi con un patteggiamento. Ma il consigliere civitanovese non ha potuto presentarsi all’udienza.
Erano stati giorni di grande tensione a Civitanova, quando nel settembre del 2012 era scomparso il consigliere comunale di Civitanova, Livio De Vivo. Quando era ricomparso, il consigliere aveva spiegato agli uomini del commissariato di Civitanova quello che era accaduto tra il 12 e il 14 settembre di quell’anno. Spiegando che due uomini albanesi lo avevano rapito mentre tornava a casa da un bar dopo aver assistito ad una partita di calcio. Uomini che poi lo avrebbero portato a Pescara – disse – e lì chiuso in un appartamento. In seguito lo avrebbero rilasciato a Campiglione di Fermo, disse ancora il consigliere De Vivo. Ma secondo l’accusa, sostenuta dal pm Stefano Lanari, quel racconto fu tutto una invenzione. Da qui la contestazione di simulazione di reato di cui deve rispondere al tribunale di Macerata. L’uomo in seguito alle prime dichiarazioni aveva raccontato la verità su quei due giorni e che la scomparsa era legata a ragioni sentimentali. Al processo, De Vivo, è assistito dall’avvocato Fabiola Cesanelli. L’udienza di oggi è stata rinviata al 20 febbraio, giorno in cui accusa e difesa dovrebbero accordarsi per il patteggiamento.
(Gian. Gin.)






