“De Vivo in Consiglio? Inopportuno”
Ciavattini lo difende: “Ci sono altri 6 indagati”

CIVITANOVA - Le dichiarazioni del promotore del comitato pro Renzi scatenano il dibattito politico
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di Laura Boccanera

Esplode il caso Mirco Ciavattini e il luogo non poteva che essere il web. L’attuale promotore del comitato pro Renzi a favore della candidatura alle primarie del sindaco di Firenze getta una luce oscura sul consiglio comunale. Ci sarebbero secondo Ciavattini sei consiglieri comunali indagati per diversi reati all’interno dell’assise. Un’accusa grave lanciata però a difesa di Livio de Vivo, indagato per simulazione di reato (leggi l’articolo). Il casus belli infatti scoppia all’interno del gruppo Facebook di Uniti per cambiare, la lista civica che appoggia Corvatta e di cui fa parte anche il presidente del consiglio comunale Ivo Costamagna e verte sul possibile ingresso di Livio de Vivo in consiglio comunale in caso di nomine nelle Partecipate all’interno della civica. Un problema di ordine etico secondo Laura Marzola, la coordinatrice del gruppo Cittadinanza attiva che solleva perplessità sulla presenza in consiglio di un candidato indagato per simulazione di reato.

 

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Mirco Ciavattini

A difesa di De Vivo arriva Ciavattini che sottolinea la necessità di essere garantisti e porta a sua riprova il fatto che ben sei consiglieri con processi in corso siedono tra i banchi: “Sai quanti consiglieri comunali, eletti nel centrosinistra di Civitanova Marche, sono attualmente indagati per reati diversi? Sono sei”.  “Non voglio dire i nomi, non mi interessa entrare in questo discorso – ha detto poi Ciavattini raggiunto al telefono – in realtà sono 4 consiglieri di maggioranza e due di opposizione, ma il mio post aveva solo l’intento di difendere De Vivo”. Ciavattini non specifica però neanche i reati per i quali sarebbero indagati i fantomatici consiglieri: “non voglio approfondire questo discorso, basta informarsi comunque, il mio obiettivo era quello di essere garantista nei confronti di chi non è stato condannato”.

 

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Livio De Vivo

Immediata la replica da parte di Mirella Franco, capogruppo del Pd che chiede a Ciavattini di fare chiarezza palesando i nomi dei presunti indagati senza  lanciare il sasso e nascondere la mano:  “Fare accuse senza dare i nomi è molto grave, ma non abbiamo intenzione di intervenire legalmente” – sottolinea la Franco che su De Vivo aggiunge – “Crediamo che sia poco credibile una persona che ha dato due diverse posizioni alla polizia. Speriamo in una decisione da parte del suo partito, Uniti per Cambiare qualora entrasse in consiglio comunale. Vorremmo evitare un’opposizione netta da parte del Pd, resta il fatto che non ci convince un suo ingresso, ci affidiamo al sindaco e al presidente del consiglio. Non ci sembra il caso che una persona che ha dato due diverse versioni possa prendere decisioni e non ci fa piacere averlo in consiglio”.

 



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