“La sanità non può risparmiare sui servizi ai malati”

SAN SEVERINO - Duro intervento di Veros Bartoloni, presidente del Tribunale per i Diritti del Malato della sezione cittadina
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L'ospedale di San Severino

L’ospedale di San Severino

Da Veros Bartoloni, presidente del Tribunale per i Diritti del Malato (sezione di San Severino),  riceviamo:

«Raccolgo ogni giorno numerosissime lamentele dal personale medico , paramedico , dai pazienti del nostro ospedale e dai cittadini di San Severino riguardo ai molti disservizi sia sanitari che amministrativi che si stanno creando all’interno della nostra struttura ospedaliera, ripercuotendosi sempre più sul paziente malato, al punto tale da compromettere il suo stato di salute, a volte anche in maniera grave.
Domando ai nostri responsabili amministratori se chiudere le strutture ospedaliere oppure accorparle, tagliando il personale fino all’osso, fare a meno acquisti sui medicinali, materiale infermieristico e attrezzature varie, oppure lasciare attrezzature nuove ferme senza essere usate per mancanza di personale (i macchinari per TAC e le risonanza magnetica acquistate recentemente ,alcune anche con le donazioni della cittadinanza) è secondo loro il modo di risparmiare.
Chiedo al direttore generale sanitario Area Vasta 3,se è possibile che i nostri pazienti mutuati per ottenere una risonanza magnetica oppure una tac o una qualsiasi radiografia debbano andare a Terontola in provincia di Arezzo se vogliono che venga eseguita subito, perché i  macchinari nel nostro ospedale non funzionano a pieno regime per carenza del personale tecnico addetto.
Le assunzioni intanto sono bloccate e  quelle poche che vengono fatte sono soltanto per i dirigenti che hanno un costo elevatissimo. Alcuni percepiscono somme annuali corrispondenti minimo, alla somma di circa 30 stipendi annui degli infermieri. I nostri amministratori e politici lo definiscono risparmio, io lo definirei più speculazione a danno dello Stato,  in particolar modo a danno del cittadino malato che ha bisogno di prestazioni sanitarie, e non può beneficiare come anche contemplato nella carta europea dei diritti del malato. Poi c’è anche il danno al personale sia medico che paramedico che vede assunzioni con il contagocce. Nella nostra area vasta, il personale medico e  paramedico viene spostato in continuazione da un ospedale all’altro  ritardando sempre più le prestazioni sanitarie che il paziente deve sostenere, creando file d’attesa molto lunghe e in alcuni casi obbligando alcuni pazienti che devono rivolgersi ai privati a sostenere spese elevate.
Chiediamo che nell’ospedale di San Severino  sia garantita una presenza del personale sufficiente a svolgere tutte le prestazione  di cui i nostri pazienti malati necessitano. Questo sistema di riduzione del personale  porta sempre più all’impoverimento della struttura per arrivare poi chiusura di certi reparti. Non posso credere che un reparto all’avanguardia e funzionale come il nostro punto nascita a lungo andare possa essere chiuso. Chiediamo con forza che resti nel nostro ospedale».

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