Sanità, Corvatta a Ciccarelli:
“Preservare i reparti che lavorano”

CIVITANOVA - Il sindaco critica l'accorpamento di otorino e ortopedia e lancia una controproposta, che però pare sia stata già bocciata dai vertici della sanità regionale
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L'ospedale di Civitanova

L’ospedale di Civitanova

di Laura Boccanera

Diciotto posti letto in meno dall’accorpamento fra i reparti di otorinolaringoiatria e ortopedia. Nel piano di riorganizzazione proposto dalla Regione Marche per tutte le Aree vaste c’è anche questo aspetto che tocca l’ospedale di Civitanova. Il sindaco Tommaso Corvatta lancia però una controproposta ai vertici dell’Asur. «Ho parlato con Bordoni e Ciccarelli (direttore di Area Vasta 3 e Dg dell’Asur, ndr) che mi hanno illustrato come, a causa dei tagli, vengano accorpate quelle attività che hanno la medesima intensità di cura – spiega Corvatta – e di fatto accorpare otorino e ortopedia permetterà un risparmio di risorse». Attualmente il reparto di otorino ha 18 posti letto, quello di ortopedia 20 e la dirigenza regionale, visti i numeri non ottimali dell’ortopedia civitanovese ha deciso per l’accorpamento. Corvatta, pur apprezzando alcuni interventi operati come la nomina del primario del Pronto soccorso e di un medico radiologo che copre il servizio di h24, pone il problema dell’accorpamento con una critica pacata ai vertici: «i tagli stridono con alcuni aspetti, come la costruzione di nuove ali dell’ospedale. Mi è stato detto che la realizzazione è partita in un periodo differente in cui non era prevedibile un ridimensionamento tale della sanità pubblica, tuttavia spiace che di questo accorpamento non si sia fatto cenno nel consiglio comunale aperto convocato ad agosto». Da qui la controproposta che però è già stata bocciata da Piero Ciccarelli e che consisteva nell’accorpamento su scala provinciale, preservando i servizi, ma tagliando sui primari, come era stato fatto per oncologia. Nella proposta di Corvatta quindi il servizio di ortopedia più debole a Civitanova sarebbe stato accorpato a Macerata, al contrario per una logica di equilibrio quello di otorino di Civitanova avrebbe inglobato quello maceratese. Un’idea che però non sembra attuabile nei fatti: «non è possibile però solo una logica di taglio, servono anche programmazione e prospettiva – conclude Corvatta –, e un reparto come otorino che fa 1500 interventi annui va preservato, oltretutto perché ha una mobilità esterna del 60%».



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