Riforma sanità, Comi accelera
I sindacati: “Basta trattamenti discriminatori”

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comi 0Riforma della sanità marchigiana, continua l’intenso dibattito e i provvedimenti necessari per attuare quelle trasformazioni che sono, secondo gli amministratori, necessari per evitare il commissariamento.
Francesco Comi, il presidente della V commissione regionale, la quale dovrà esprimere entro tre settimane un parere sulla riforma,   ha richiamato “la necessità di procedere in fretta  non solo per razionalizzare la spesa ma soprattutto, per riorganizzare …un servizio sanitario buono non più adeguato ai nuovi bisogni della comunità” ed ha chiarito che “ il confronto che inizia oggi in commissione, sarà reale. Faremo, insieme alla giunta, ascoltati i territori, le correzioni che servono a tutelare meglio gli interessi generali della comunità marchigiana”.
Nel suo intervento in commissione il Presidente Comi sollevato alcune obiezioni sulla proposta di riordino:
1. La giunta ed il consiglio devono individuare maggiori strumenti di controllo di gestione e di verifica costante sui bilanci delle aziende anche attraverso report trimestrali della spesa in modo analitico e disaggregato. Gli strumenti attuali sono inadeguati.
2. Occorre garantire il massimo rigore nella gestione dei fattori produttivi, raggiungibile fin da subito con provvedimenti quali:
• Utilizzo della centrale unica per tutti gli acquisti della sanità.
• Moralizzazione e controllo severo della libera professione.
• Riduzione delle strutture complesse sia sanitarie che amministrative
• Gestione di tipo dipartimentale in area vasta secondo modelli organizzativi adottati anche da imprese private.
• Maggiore incidenza del salario di risultato per incentivare la produttività, intesa come strumento per l’integrazione di tutta la filiera produttiva.
3. Bisogna rafforzare la rete dell’emergenza investendo più risorse in mezzi e servizi ed eliminando alcuni sprechi. Il nostro obiettivo principale è fornire la risposta più appropriata e tempestiva nel luogo dove si verifica l’evento, garantendo nel minor tempo possibile i bisogni diagnostici e terapeutici e trasportando in sicurezza il paziente nella struttura più idonea.
• Questo significa liberare risorse (4 centrali operative e due elicotteri eccedono del 30% gli standard di spesa previsti) per garantire una rete diffusa di potes medicalizzate su tutto il territorio regionale.
• Togliere il punto di primo intervento in un presidio”casa della salute” non è possibile, per presidi che garantiscono oltre 6000 prestazioni annue e comunque almeno fino a quando non sarà possibile garantire un alternativo servizio h24 come richiamato dal decreto balduzzi.
4. L’offerta sanitaria sul territorio regionale va riorganizzata tramite percorsi che prevedano:
• Uniformità nelle Marche della rete ospedaliera senza nessuna discriminazione.
• Condivisione da parte degli operatori della sanità con individuazione di obbiettivi comuni.
• Individuazione di parametri oggettivi da applicare sull’intero territorio (p.es. distribuzione delle strutture di lungodegenza in base al bacino di utenti ultra sessantainquenni ed alle caratteristiche del territorio)
• Analisi degli attuali flussi di mobilità sanitaria all’interno della regione marche.
• Utilizzo dell’epidemiologia per definire il bisogno sanitario.

Una conferenza stampa delle sigle sindacali di Macerata

Una conferenza stampa delle sigle sindacali di Macerata

Intanto le Rsu dell’Area Vasta 3 criticano le scelte regionali e promettono iniziative di protesta già a partire da domani: «La proposta che il governo regionale fa per  il riordino della sanità del territorio Maceratese è inaccettabile.

«Sette mesi fa, nel piano di area vasta 3, si scriveva che il riordino del sistema socio-sanitario rimetteva al centro dell’azione riformatrice, tutti i cittadini utenti con la ricerca di scelte condivise.

Allora si parlò di riconversione  dei  posti letto per acuti e trasformazione di questi in lungo-degenze, valorizzando la riabilitazione, di garantire e implementare, per l’utenza, l’accesso ai servizi  e agli ambulatori, di tendere ad abbattere le liste d’attesa per le diagnostiche, di evitare in assoluto l’intasamento dei pronto soccorso, potenziando le cure domiciliari e le cure primarie, mantenere in questa fase i punti di primo intervento a complemento delle criticità dei pronti soccorso.

Si poteva fare di più? Sempre si può fare di più, ma non di meno, sopratutto quando si tratta di tutela della salute. Ora invece si fa di meno, tanto di meno, in barba alle delibere e agli impegni assunti.

Nel territorio Maceratese, da Matelica a Recanati, passando per San Severino, Tolentino e Macerata, i tagli proposti dalla regione, dei servizi e del personale operante, per il tramite dei Direttore di AV3, diventano insopportabili. Alla carenza di 400 unità, nell’area vasta 3, si aggiungeranno altri 150 posti, professionisti formati che vedranno sfumate le speranze di lavoro immediato. Forse qualche fortunato rimane.

E ancora nessun investimento per le strumentazioni e strutture, quando il completamento di quelle avviate. Solo alcuni esempi, Montecassiano struttura da dieci anni in via di completamento per accogliere i malati psichiatrici, San Ginesio, RSA in via di completamento dal 2009,il sesto piano dell’ospedale di Macerata, questo risale alla notte dei tempi, chi sa ? ora è un magazzino, i pronti soccorso, la riabilitazione ospedaliera di Macerata svanita nel tempo, le incompiute……ed altri…..ed altri…..

Basta con i trattamenti discriminatori tra gli utenti della stessa regione, basta con le lunghe file  di  attesa, basta con i tempi  di  attesa, basta con la ricerca dei posti letto per acuti, appoggiati  nei  pronti soccorso o in vari reparti, basta con la millanteria   pubblicitaria di grandi riforme che arricchisce gli interessi di parte e niente offre ai bisogni dei territori.

Basta con le grandi strategie di facciata. Noi, saremo presenti, per parlare con gli operatori e gli utenti, mercoledì alle ore 10 davanti la struttura di Recanati, alle ore 12,30 davanti la struttura di Tolentino, alle ore 10 di giovedì presso la struttura di Matelica.

 



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