“Organici carenti e lunghe liste di attesa”
Un piano incoerente per i sindacati

SANITA' - Mobilitazione ad Ancona sulla riorganizzazione del comparto. Mezzolani: "Proteste legittime ma lavoriamo per mantenere un servizio economicamente sostenibile". Il Pd di Recanati dice "Ora basta, abbiamo già dato"
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ospedale recanati

L’ospedale di Recanati

 

di Gabriele  Censi

Giornata di mobilitazione dei sindacati del comparto sanità oggi ad Ancona. Le scelte della Regione Marche non piacciono a Cgil, Cisl e Uil regionale, che al quartiere fieristico, hanno riunito decine di quadri e delegati.  Sotto accusa, tra l’altro, anche “il pesante taglio in atto sull’occupazione del settore” su un organico “già carente”. I tre sindacati lamentano la mancanza di coerenza tra la programmazione prevista dallo spirito del piano socio-sanitario regionale e la gestione delle scelte: sotto accusa sono finite le carenze dei servizi territoriali, come assistenza domiciliare e residenziale per non autosufficienti, la prevenzione e la diffusione delle case della salute. Inoltre, Cgil, Cisl e Uil sostengono che, a fronte di una crescita del fenomeno delle liste di attesa e della mobilità fuori regione, “È necessario intervenire con decisione per ridimensionare questi fenomeni”. A questo “si aggiunge il fatto che le scelte organizzative non sono accompagnate da un quadro finanziario analitico in grado di definire con precisione dove si potrebbero ridurre le spese e dove invece è necessario investire”.

Almerino Mezzolani

Almerino Mezzolani

“La questione del personale riguarda solo in parte la riforma sanitaria in atto che prevede invece l’intera ristrutturazione del sistema sanitario regionale”. Ci tiene a sottolinearlo l’assessore alla sanità Almerino Mezzolani in risposta alle valutazioni espresse da Cgil Cisl e Uil. “Innanzitutto – prosegue Mezzolani – ribadisco il massimo rispetto nei confronti della manifestazione dei sindacati. I provvedimenti nazionali e i tagli lineari effettuati dal Governo nazionale sono difficili da accettare anche per la giunta regionale. Le proteste sono quindi più che legittime, ma di fronte all’ipotesi di un commissariamento, è necessario un radicale cambiamento per recuperare i 188 milioni di euro necessari a coprire i fondi statali venuti meno. Stiamo lavorando sui grandi aggregati, sulla riorganizzazione e riqualificazione del sistema nel suo complesso e delle sue strutture, al fine di avere una sanità economicamente sostenibile basata sull’appropriatezza. In questo contesto di rivoluzione generale i disagi sono ovviamente comprensibili. Per quanto riguarda la giunta regionale, posso però confermare, ancora una volta, la ferma volontà di proseguire un confronto costruttivo con i sindacati basato sulla trasparenza e sulla lealtà. Dobbiamo infatti sempre tenere presente che l’obiettivo che ci accomuna, da una parte e l’altra del tavolo, è una sanità pubblica e d’eccellenza, moderna ed efficiente, al servizio di tutti i marchigiani. Sanità pubblica che, con i tagli lineari effettuati dal governo nazionale, viene messa fortemente in discussione e va quindi difesa con tutti i mezzi a nostra disposizione”.

Prese di posizione politiche si sono succedute a San Severino (leggi l’articolo) dove è stato annunciato un Consiglio comunale aperto, a Tolentino (leggi l’articolo) con l’appello del sindaco Pezzanesi, e a Cingoli, dove si sono mobilitati i cittadini e il Comune ha fatto ricorso al Tar  (leggi l’articolo), Tutte località  interessate direttamente alla riorganizzazione dei servizi. Anche a Recanati si alzano voci di protesta. Il Partito Democratico locale attraverso la seguente nota, fa il punto sulla questione: “Dobbiamo ritenerci fortunati di essere marchigiani anche per il livello dei servizi sanitari offerti. Al di là delle esperienze personali di ognuno di noi, che possono essere positive o negative, la sanità marchigiana riesce a soddisfare le esigenze dei propri cittadini, nonostante i tagli spaventosi fatti dal Governo centrale (solo quest’anno 180 milioni di euro!), attraverso strutture di qualità.In Italia sono a rischio chiusura circa 150 ospedali. È da qui a nostro avviso che occorre partire per analizzare ciò che accade nel nostro territorio. A fronte dei grandi tagli, di esigenze che mutano e di un sistema economico e sociale vicino al collasso, abbiamo accettato responsabilmente (seppur maldigeriti) i ridimensionamenti attuati negli ultimi anni, probabilmente inevitabili per tenere in piedi il sistema. Siamo stati pronti a discutere ed a trattare di fronte ad un progetto di riconversione e ammodernamento della nostra struttura ospedaliera, perché occorre essere realisti e franchi. Dinnanzi a difficoltà importanti, a patologie serie che possono colpire noi o i nostri cari, ci rivolgiamo a strutture d’eccellenza, andiamo al Salesi per i nostri piccoli, a Torrette per gli altri, oppure addirittura fuori Regione. Questo per dire che i piccoli ospedali di un tempo non possono più svolgere le stesse funzioni d’allora e che la storia di una struttura, seppur gloriosa, non aiuta ad affrontare le sfide di oggi e di domani. Però se un progetto c’è, esso non può cambiare ogni sei mesi, altrimenti si gioca con la salute dei cittadini, non è serio rimettere in discussione continuamente ciò che è stato concordato con le istituzioni, gli operatori, i sindacati. Non abbiamo alzato le barricate anche perché non sarebbero servite, abbiamo gridato nelle sedi opportune, trattato e realisticamente accettato un “progetto Recanati” che non contempla la chiusura del Santa Lucia ma una sua trasformazione, che è quella già avvenutaMa ora basta. Il Santa Lucia resti quello che è oggi e anzi, migliori ancora secondo gli accordi siglati (più specializzazioni, ampliamento dialisi, Rsa, un radiologo in più, ammodernamento della struttura e tutto ciò che è stato detto meno di un anno fa). Recanati ha già dato e per quanto ci riguarda non accettiamo ulteriori indebolimenti della struttura perché significherebbe mettere a rischio la salute dei nostri concittadini. Si escluda Recanati da questa nuova “pianificazione”, un “progetto Recanati” c’è già, frutto di trattative e di importanti rinunce già fatte, concordato con gli operatori e che sta dando i suoi risultati, si porti avanti quello con serietà e determinazione.  Non siamo disposti a mollare di un centimetro.”



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