La Giunta regionale mette in bilancio
la sicurezza dei fiumi

PROTEZIONE CIVILE - La Regione Marche sta acquisendo dai Comuni le schede per la quantificazione dei danni e entro 10 giorni invierà il dossier completo al Dipartimento nazionale. I deputati marchigiani del Pd incontrano Franco Gabrielli
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È stato approvato d’urgenza dalla Giunta regionale  un articolo integrativo alla proposta di bilancio per il 2014 (leggi l’articolo) volto a snellire le procedure per i piani di gestione dei corsi d’acqua previsti dalla legge 31 dello scorso anno. “Con questa modifica – spiega l’assessore alla protezione civile e alla  difesa del suolo e della costa Paola Giorgi – la giunta intende ridefinire alcune cautele ambientali rendendole compatibili con la necessaria sicurezza idraulica garanzia necessaria per un territorio a rischio come il nostro”. Grazie a questo provvedimento sarà quindi possibile concludere l’iter preparatorio delle linee guida attuative previste dalla legge approvata e da tempo definite, ma ritenute inefficaci per gli obiettivi attesi e in accordo con le Province, si potrà immediatamente attuare la manutenzione diffusa degli alvei. “La Regione – prosegue l’assessore Giorgi –  si è fatta carico delle richieste  dei cittadini  e degli Enti Locali e nel contesto delle comuni difficoltà economiche derivate dai pesanti tagli ai trasferimenti statali,  sta analizzando la compatibilità dell’utilizzo di fondi Fesr residui dell’attuale programmazione per destinare queste risorse ad interventi immediati di difesa del suolo per la massima ottimizzazione possibile dell’assetto idrogeologico”. Per superare le difficoltà economiche lamentate da Province e Comuni delegati per legge alla pulizia dei fiumi di loro competenza  inoltre, la Giunta aveva provveduto, con una legge discussa ben due volte in Consiglio, a disciplinare la gestione dei corsi d’acqua prevedendo anche forme di valorizzazione – laddove possibile e con rigorosi controlli – di una quota parte del materiale inerte e vegetale di ostacolo al regolare deflusso delle acque. Con la modifica assunta  dalla giunta, questa possibilità, invocata sulla stampa dai Sindaci, viene di fatto ripristinata e delegata alle Province in attesa dell’approvazione delle linee guida, oggetto di un ulteriore approfondimento degli uffici regionali e provinciali nell’incontro da tempo programmato per il prossimo 25 novembre.

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La piena del Chienti a Sforzacosta

La piena del Chienti a Sforzacosta

I DEPUTATI DEL PD INCONTRANO GABRIELLI – Irene Manzi, con i colleghi deputati marchigiani del Pd Luciano Agostini, Piergiorgio Carrescia e Emanuele Lodolini, ha incontrato questa mattina il prefetto Franco Gabrielli, capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile per fare il punto sui danni provocati dall’alluvione del 12 e 13 novembre scorsi e sollecitare “una particolare attenzione per giungere il prima possibile al riconoscimento dello stato di calamità”. “Anche se non è ancora definitiva la quantificazione, i danni – afferma Lodolini – ammonterebbero ad alcune decine di milioni: aziende agricole, fabbriche, laboratori artigiani ed esercizi commerciali sono stati costretti, di fatto, a sospendere l’attività o a rallentare la produzione, con ricadute incisive su consegne, ordini e redditività complessiva e sull’occupazione”. La Regione Marche sta acquisendo dai Comuni le schede per la quantificazione dei danni e nel giro di una decina di giorni invierà  il dossier completo al Dipartimento nazionale. Una volta chiuso l’iter del riconoscimento il Governo valutera’ l’intervento finanziario. Sulla base del recente provvedimento approvato dal Parlamento, gli interventi per le emergenze sostenuti da Comuni e Province e riconosciuti dal commissario nominato dal Governo non rientreranno nel patto di stabilità.

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