Santuario del Santissimo Crocifisso,
lavori avanti tutta:
«Una devozione non affievolita dagli anni»
MOGLIANO - L'Ufficio speciale per la ricostruzione ha liquidato altri 188mila dei 700mila euro per il progetto di ristrutturazione dell'edificio danneggiato dal sisma del 2016

Il santuario
Sono in corso i lavori di miglioramento sismico e restauro conservativo del Santuario del Santissimo Crocifisso a Mogliano. L’edificio, danneggiato dagli eventi sismici del 2016, è oggetto di un intervento promosso dall’Arcidiocesi di Fermo grazie ad un contributo di 700mila euro di cui l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena liquidato una parte equivalente a 188mila euro.
«Opere come questa raccontano alla perfezione quanto la parte riguardante l’edilizia religiosa rappresenti una delle spine dorsali della ricostruzione dei territori del cratere, un patrimonio inestimabile che ha rischiato di andare in pezzi», spiega il commissario straordinario, Guido Castelli.
Il progetto esecutivo adotta soluzioni tecnologiche ad altissima compatibilità monumentale. Tra gli interventi in corso, la realizzazione di una sottofondazione con micropali per il consolidamento delle strutture esistenti ed il rifacimento della copertura delle navate. Accanto agli interventi strutturali, le maestranze specializzate stanno eseguendo il delicato restauro degli apparati decorativi. «L’accelerazione impressa ai lavori del Santuario del Santissimo Crocifisso da parte del Commissario straordinario alla ricostruzione consente di restituire alla cittadinanza e ai fedeli uno dei luoghi più significativi della storia, della cultura e della religiosità moglianese. La rinascita di questo luogo simbolico permette di sanare, a dieci anni dagli eventi, una delle tante ferite del sisma e di superare quella condizione di smarrimento e “spaesamento” molto ben descritta da Lucrezia Ercoli nel suo volume “La terra trema. Filosofia della catastrofe”.
Anche il vescovo di Fermo Rocco Pennacchio è intervenuto sul cantiere: «Un altro importante contributo alla ricostruzione degli edifici sacri nella nostra diocesi. La devozione al Santissimo Crocifisso non si è affievolita in questi 10 anni, seppur costretta in locali di fortuna, grazie anche allo zelo pastorale dei presbiteri che si sono succeduti al Santuario e alla presenza dei padri conventuali. Ancora una volta esprimo gratitudine alla struttura commissariale che mostra particolare sollecitudine nel rendere di nuovo fruibili anche i luoghi di culto alla popolazione, segni di fede e di aggregazione sociale».
Curiosità. Un terremoto, nel 1795, aggravò la stabilità dell’edificio. Ad esso, si aggiunsero la carestia e la siccità, l’arrivo delle armate francesi, le razzie e l’obbligo di mantenere le truppe durante il periodo della Repubblica Romana e, infine, la situazione di grave precarietà economica dovuta alle vicende napoleoniche. In pochi anni l’edificio finì nel degrado e nell’abbandono.







































