Caso Mazzola, di spalle pure tifosi treiesi:
«Il gesto era contro l’Inter
che non ci ha mai rispettato»
CALCIO - Lo Juventus Club Treia, ventesimo in Italia per numero di tesserati, spiega la scelta di voltarsi durante il minuto di silenzio per l'ex campione nerazzurro: «Non è stata una cosa contro il giocatore e l’uomo Mazzola»

I tifosi dello Juventus Club di Treia immortalati di spalle durante il minuto di silenzio per Sandro Mazzola all’Allianz Stadium
Dopo aver fatto discutere l’Italia intera, con una ammenda di 10mila euro inflitta alla società bianconera, la foto dei tifosi juventini che, durante il minuto di raccoglimento per Sandro Mazzola, hanno voltato le spalle al campo ha fatto discutere anche a Treia. Nell’immagine diffusasi sui social e sui principali quotidiani sportivi italiani si riconoscono sette persone con la maglia dello Juventus Club Treia, una delle realtà più importanti tra i club bianconeri, la ventesima in Italia per numero di tesserati (800) di cui più di 80 abbonati all’Allianz Stadium.
Dal club treiese arriva ora una presa di posizione che, pur distinguendo il gesto della curva dall’attività dell’associazione, non nasconde il dispiacere per quanto accaduto.
«Ci dispiace perché Mazzola meritava ben altro e non questo gesto», spiegano dai vertici dello Juventus Club di Treia con la richiesta di mantenere l’anonimato. La scelta di voltarsi, viene chiarito, non sarebbe stata dettata da un giudizio nei confronti della figura di Mazzola, ma inserita nella contrapposizione tra le due tifoserie: «Non è stata una cosa contro il giocatore e l’uomo Mazzola, ma contro l’Inter che non ci ha mai rispettato e non ha mai rispettato l’Heysel o Scirea».
Dal club viene citato anche un precedente: «Nel minuto di raccoglimento per Baresi, la curva della Juve è stata impeccabile e ha applaudito a lungo». Domenica, invece, la curva avrebbe invitato i presenti a girarsi verso gli spalti e molti avrebbero seguito quell’indicazione.
Il club treiese tiene però a sottolineare la propria identità: «Non siamo un gruppo ultras e dal 2010 siamo attivi senza mai essere caduti in episodi di violenza o razzismo. Siamo persone per bene».
(Redazione Cm)
Quindi un branco di automi che agite a comando.Complimenti.
Specialmente di fronte alla morte bisognerebbe superare certe stupidaggini.
Non commento da anni su questo sito, ma questo argomento mi tocca. Non perché io sia particolarmente “fanatico” del calcio e non perché io sia interista. Quello che invece mi tocca profondamente è l’inciviltà degli spettatori negli stadi. Smesi di andare a vedere le partite casalinghe della mia squadra locale perché litigai con i miei paesani, assolutamente incivili nei confronti degli ospiti. Per non parlare delle sassaiole a cui ho assistito allo stadio di Ascoli. Non ho mai portato mio figlio in uno stadio e questo comportamento**, al di là** dei colori**,** mi dice che la situazione peggiora sempre di più. Mi rivolgo ai tifosi: se siete contenti di rimanere tra di voi a vedere le partite fate pure, ma una famiglia appassionata di sport preferisce di certo andare in un palazzetto dello sport a vedere il basket o il volley.
Caro Giuseppe, con manifesta evidenza la ‘famigerata’ mamma è sempre in prolifica attività, tramite parti plurigemellari che hanno evidentemente contribuito a irrobustire le fila del Club treiese (oltre, naturalmente, a quelle di tanti altri analoghi sodalizi).
Ineccepibile l’auspicio di Adriano Panatta che, in luogo del patetico ‘buffetto’ patrimoniale dispensato alla società, aveva sollecitato il Daspo a vita per questi … (non mi sovviene un termine che coniughi l’educazione col concetto che ho di costoro).
P.S.: non sono interista, ma ho ben presente la civiltà e il doveroso rispetto verso i defunti
Diciamo che la scusa proprio non regge… ma anche che quelli che hanno voltato le spalle al campo sabato scorso non sono tanto meno intelligenti delle verginelle neroazzurre che nel 2023 avevano coniato lo slogan Uno in Meno… di neuroni me girano pochi in ogni caso in questa epoca.
Ho visto cose 100 volte peggio negli stadi che voltare le spalle ad un tributo per un ex calciatore. Tipo quando a San siro hanno buttato uno scooter dal terzo anello.
Premesso che il gesto non è stato corretto, ma mi piacerebbe sapere dov’erano tutti questi moralisti e se si sono scatenati sulla tastiera, quando ci sono stati casi molto più gravi di pseudo tifo che palesemente offese la memoria dei morti dell’Heysel, oppure quando Mancini e dirigenza della nazionale (Vialli escluso), non volle indossare il lutto al braccio per la morte del grande Boniperti , campione bianconero e della nazionale.Dove eravate? Ripeto gesto non condivisibile ma almeno non hanno fischiato ne esposto striscioni offensivi.