«Il decreto ingiuntivo non è esecutivo
e ci sono tre opposizioni.
Noi i primi ad avviare l’azione legale»
SAN SEVERINO - Ca.Ri. Costruzioni sul contenzioso relativo ai lavori del nuovo Itis “Divini”: «Il tribunale deve valutare ancora le difese delle controparti. I contratti di subappalto erano stati risolti nel febbraio 2025, un grave inadempimento»

Il nuovo Itis Divini
«Il decreto ingiuntivo non è provvisoriamente esecutivo ed è stato ritualmente opposto». Ca.Ri. Costruzioni interviene sul contenzioso relativo ai lavori del nuovo Itis “Divini” dopo l’articolo pubblicato ieri da Cronache Maceratesi e fornisce la propria ricostruzione dei rapporti con Thermoimpianti, società alla quale erano stati affidati in subappalto gli impianti idrico-sanitari, termici e di condizionamento.
L’impresa contesta in particolare una rappresentazione che ritiene «parziale e non adeguatamente contestualizzata» della vicenda e sottolinea che il decreto ingiuntivo ottenuto da Thermoimpianti, per un importo complessivamente quantificato negli atti commissariali in 1.049.561 euro, è oggetto di opposizione. Ca.Ri. spiega che contro il provvedimento sono state presentate tre opposizioni: dalla stessa Ca.Ri. Costruzioni, dal Consorzio Integra e dalla struttura commissariale. «Ciò vuol dire – scrive la società – che dopo un esame sommario della sola e autoreferenziale richiesta della Thermoimpianti, quindi emissione di un provvedimento non esecutivo, il tribunale deve valutare ancora le difese delle controparti». Ca.Ri. aggiunge che anche la struttura commissariale avrebbe contestato «l’erroneità della pretesa nel merito e della responsabilità solidale».
La società ricostruisce poi i rapporti con la subappaltatrice e sostiene che i contratti di subappalto con Thermoimpianti erano stati risolti il 4 febbraio 2025 per grave inadempimento, quindi oltre un anno prima del decreto ingiuntivo. Secondo quanto riferisce Ca.Ri., al momento della risoluzione lo stato di avanzamento delle lavorazioni affidate alla società era «circa al 30%», quando mancavano quindici giorni alla scadenza prevista. Ca.Ri. sottolinea inoltre di avere avviato per prima un’azione giudiziaria. «È stata Ca.Ri., già in data 4 marzo 2025, ad agire per prima dinanzi al Tribunale di Roma contro Thermoimpianti», scrive l’impresa, indicando il procedimento RG 11884/2025 e una richiesta di risarcimento superiore a 500mila euro. Nell’ambito dello stesso giudizio, sempre secondo la società, il 22 giugno scorso è stata ammessa una consulenza tecnica d’ufficio finalizzata anche ad accertare i costi che Ca.Ri. afferma di avere sostenuto per affidare ad altre imprese le opere rimaste da eseguire.
Per Ca.Ri., dunque, il decreto ingiuntivo ottenuto successivamente da Thermoimpianti deve essere letto all’interno di un contenzioso più ampio già aperto tra le due imprese. La società sostiene che l’iniziativa della subappaltatrice sia arrivata «oltre un anno dopo l’azione già promossa da Ca.Ri.» e contesta quindi la fondatezza della pretesa creditoria, sulla quale sarà il giudizio in corso a pronunciarsi.
Nella nota Ca.Ri. apre anche un altro capitolo relativo ai rapporti economici con la struttura pubblica. L’impresa afferma di avere anticipato «ingenti somme» per le quali non avrebbe ancora ricevuto i corrispettivi e quantifica in oltre 2 milioni di euro quanto ritiene ancora dovuto e certificato da parte dello Stato. Sostiene inoltre che non sarebbero ancora state concluse le attività di collaudo tecnico-amministrativo dell’opera.
La società precisa quindi che il decreto ingiuntivo di Thermoimpianti non è provvisoriamente esecutivo, che sono state presentate tre opposizioni e che aveva già avviato nel marzo 2025 la propria azione giudiziaria contro la subappaltatrice. Ribadisce infine che i contratti di subappalto erano stati risolti nel febbraio 2025 per quello che Ca.Ri. definisce «grave inadempimento».
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