Carbonari firma l’atto di accusa ad Apm,
interrogazione di 14 pagine
«Farmacie, trasporti, mutui: numeri choc»

MACERATA - La società municipalizzata deve al Comune oltre 3.7 milioni di euro: il consigliere di maggioranza mette nel mirino anche la trasparenza e la mancata indicazione dei compensi. Nell'assise del 5 e 6 ottobre si parlerà della nomina del Capo di gabinetto

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Claudio Carbonari, consigliere comunale di Civici Marche

di Luca Patrassi

Più che una interrogazione sembra una documentata relazione tecnica su Apm: atti, documenti, criticità evidenti. A firmare il documento (destinato a fare rumore in Comune) che è composto da 14 pagine e da una richiesta di accesso agli atti per conoscere gli emolumenti percepiti dal direttore generale Stefano Cudini, è il consigliere di Macerata Unica Claudio Carbonari, esponente di Civici Marche fresco di elezione a presidente della Commissione Urbanistica.

Già la premessa non è incoraggiante. «Apm è società in house multiservizi soggetta a direzione e coordinamento del Comune di Macerata, che ne detiene il 99,618% del capitale; gestisce il servizio idrico integrato in nove Comuni, il trasporto pubblico urbano, tre farmacie comunali, la sosta a pagamento e le lampade votive di Macerata. I rapporti contrattuali sono, in larga parte, scaduti o inesistenti: il trasporto pubblico locale è svolto in regime di prorogatio dal 2016, le lampade votive sono in proroga tecnica dal 31 dicembre 2023, le tre farmacie comunali sono gestite in assenza di qualsiasi contratto di servizio, solo la sosta tariffata è regolata da un contratto vigente.

Il documento unico di programmazione 2026-2028 assegna ad Apm obiettivi precisi, tra cui la «riduzione del livello di indebitamento della società» con margine di struttura e margine di tesoreria superiori a 1; lo «studio e revisione dei mezzi di finanziamento»; il report periodico sui costi e ricavi delle singole farmacie; il report semestrale sulle perdite idriche; standard minimi di qualità per tpl e sosta, compresa la redazione del bilancio sociale. Il medesimo Dup impone ad Apm di trasmettere report semestrali entro il 10 luglio e il 20 gennaio e di presentare e discutere con i soci il budget prima della sua approvazione. Il budget 2026 risulta approvato dal Consiglio di amministrazione di Apm il 10 marzo 2026; «non consta al sottoscritto che sia stato preventivamente discusso in alcuna sede comunale. L’ultimo bilancio sociale reperibile è quello del 2017». In merito al quadro economico, «l’utile è passato da 630.079 euro (2023) a 738.932 euro (2024) a 2.018.627 euro (2025). Il salto del 2025 deriva dal servizio idrico (aumento tariffario riconosciuto dall’Ente d’ambito del +7,4% e premialità Arera incassate per circa 758.000 euro): nel 2025 il risultato operativo del solo settore idrico, dopo la ripartizione dei costi comuni, è di 3.224.212 euro su un totale aziendale di 3.761.911 euro. Gli altri settori insieme valgono poco più di mezzo milione, con il tpl in perdita».

Partendo dal servizio idrico, «la concessione è scaduta il 31 dicembre 2025, l’assemblea dell’Ato 3 ne ha disposto la proroga con la proposta di affidamento in house da presentare entro il 30 novembre 2027. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha rilevato, tra l’altro, che il futuro «gestore unico» dell’Ato 3 lascerebbe inalterata la frammentazione operativa (Apm resterebbe «socio gestore») e che i costi operativi endogeni di Apm superano del 15% quelli ammessi in tariffa da Arera. Va dato atto che Apm risulta, nella stessa segnalazione, tra i gestori meno inefficienti dell’ambito. Sul servizio idrico si concentra la gran parte dei mutui: «al 31 dicembre 2025 i debiti bancari con durata residua superiore a cinque anni ammontano a 9.516.727 euro, quindi ben oltre l’orizzonte della concessione». Passando al trasporto pubblico locale e ai crediti verso la Regione Marche, «il corrispettivo riconosciuto dal Comune per il tpl – osserva Carbonari – è rimasto identico per tre esercizi (1.946.404 euro nel 2023, nel 2024 e nel 2025). Apm lo definisce «tra i più bassi della regione Marche» e il settore è in perdita strutturale: risultato operativo, dopo i costi comuni, di +391.536 euro nel 2023 (grazie ai contributi regionali), -348.427 euro nel 2024 e -88.444 euro nel 2025. Nel febbraio 2026 sono state ridotte alcune corse urbane, tra le proteste dei residenti. «Al 31 dicembre 2025 Apm vanta crediti verso la Regione Marche per contributi tpl non ancora incassati pari a 349.162 euro, 184.008 euro per i maggiori costi del carburante del 2022, 68.577 euro di contributo straordinario, 65.434 euro per il sistema di bigliettazione elettronica iscritti in bilancio dal 2021, 31.143 euro per il rinnovo del contratto autoferrotranvieri». A questi si sommano 2.052.710 euro di contributi regionali per investimenti idrici da incassare. Apm, a sua volta, deve al Comune 59.400 euro di «contributi tpl da restituire. Il budget 2026 di Apm, approvato due mesi prima, lamentava invece un corrispettivo chilometrico «tra i più bassi della regione Marche».

Per quanto riguarda la sosta tariffata, «il settore chiude in utile (248.870 euro nel 2025, dopo i costi comuni), ma il budget 2026 subordina la sostituzione dei due ascensori a fune del parcheggio Centro storico (240.000 euro) e delle lampade del Park Garibaldi a un finanziamento del Comune». Nel novembre 2025 il Consiglio di amministrazione ha deliberato, «a titolo di erogazione liberale, un abbonamento annuale gratuito alla sosta in struttura per i soli dipendenti con funzioni dirigenziali e direttive. Apm trattiene inoltre 397.854 euro di permessi dei residenti incassati per conto del Comune».

«Le tre farmacie comunali – prosegue Carbonari -, con ricavi di circa 5 milioni di euro annui, hanno prodotto un risultato operativo – prima di oneri finanziari e imposte – di 114.222 euro nel 2023, 95.476 euro nel 2024 e 75.667 euro nel 2025, cioè il 2,4%, il 2,0% e l’1,5% dei ricavi: il trend è in costante discesa mentre il fatturato cresce. Nello stesso periodo l’incidenza del costo del venduto è salita dal 71,1% al 72,0% e il costo del personale diretto resta attorno al 19% dei ricavi. Il confronto esterno è impietoso: secondo l’analisi Leanus-Milano Finanza su 2.450 bilanci di farmacie (dati 2023) il costo del personale medio è pari al 13,7% dei ricavi e il margine sui prodotti oscilla tra il 30% e il 35%; la società Farmacie comunali srl di Porto Sant’Elpidio, di dimensioni analoghe (ricavi 5,29 milioni nel 2024, 16 addetti), ha chiuso il 2024 con un utile netto di circa 372.000 euro (7,0% dei ricavi); le farmacie comunali di Sesto Fiorentino e di Grosseto hanno registrato rispettivamente il 4,6% (utile netto) e il 10,6% (utile ante imposte). Le farmacie di Apm, che per di più non sostengono canoni di locazione significativi (4.153 euro nel 2025 per godimento di beni di terzi), generano 240.645 euro di ricavi per addetto contro i circa 330.000 della società di Porto Sant’Elpidio. Per equità va ricordato che la bassa redditività è un tratto diffuso delle farmacie a gestione pubblica e che il fenomeno a Macerata è risalente; ciò non esonera l’Amministrazione dal verificarne le cause. Dal documento sui premi di risultato 2025 emerge che due farmacie su tre non hanno raggiunto l’obiettivo di incasso e che la più piccola (circa 1,03 milioni di incassi) registra un’incidenza del costo del venduto del 73,2%, del personale del 20,7% e appena 11 prestazioni annue di farmacia dei servizi».

In merito alla situazione finanziaria, Carbonari osserva che «i debiti verso banche sono scesi da 32.845.088 euro (2023) a 30.898.863 euro (2024) e a 29.423.415 euro (2025) e la posizione finanziaria netta è migliorata a -24.261.659 euro: va dato atto del progresso. Tuttavia, Apm ha acceso nuovi mutui per 2,5 milioni nel 2023, 2 milioni nel 2024 e 3 milioni nel 2025, e nel 2024 e nel 2025 ha contratto un finanziamento di 300mila euro destinato al pagamento della tredicesima mensilità del personale. L’indice di copertura del debito stimato è pari a 1, cioè senza alcun margine, la liquidità bancaria è prevista in calo da 5.080.000 a 2.837.000 euro a fine anno, si rendono necessarie politiche correttive a breve termine». L’indice di liquidità primaria – cioè il margine di tesoreria espresso come quoziente, che il Dup vuole superiore a 1 – è stato pari a 0,88 nel 2024 e 0,99 nel 2025: l’obiettivo non è stato raggiunto. Ciononostante, la relazione sul governo societario 2025 conclude che il rischio di crisi aziendale «sia da escludersi». Soprattutto, al 31 dicembre 2025 «Apm deve al Comune 3.763.945 euro, di cui 1.795.406 euro di utili distribuiti e mai versati, 1.341.255 euro di canoni del servizio idrico e 150.000 euro di canoni dei servizi cimiteriali; il piano di cassa 2026 prevede il pagamento al Comune del canone idrico relativo all’anno 2022 (399.000 euro). In altre parole, il Comune finanzia di fatto la propria società, senza interessi e senza che il Consiglio lo abbia mai deliberato».

Infine, Carbonari analizza i premi e la trasparenza. «Per il 2025 gli obiettivi cui è legato il premio di risultato sono stati fissati al di sotto dei risultati già conseguiti nel 2024 – spiega -. I premi relativi al 2024 sono ammontati a 206.464 euro. Il direttore generale è in carica dal 4 aprile 2003; il suo trattamento economico non è pubblicato, circostanza già denunciata dalla stampa. Ho contestualmente presentato ad Apm richiesta di accesso al relativo contratto. La verifica della sezione «Società trasparente» del sito aziendale restituisce una sezione nel complesso strutturata e aggiornata in diverse parti ma con lacune puntuali: mancano i compensi di qualsiasi natura del Direttore generale e del dirigente del servizio idrico. Per il Direttore generale non è pubblicato neppure l’atto di nomina, per i due dirigenti non sono pubblicate le dichiarazioni 2026 di insussistenza di cause di inconferibilità e incompatibilità. Nella pagina degli amministratori diversi collegamenti sono errati o non funzionanti. Di fatto una parte dei dati prescritti non è consultabile».

Come vuole la parola, l’interrogazione si chiude con una lunga serie di domande tecniche rivolte all’amministrazione. Il consigliere Carbonari, forse con un pizzico di malizia, sottolinea che attende le risposte dall’assessora alle società partecipate Barbara Antolini che quando era consigliera fece una interrogazione su alcune iniziative dei vertici di Apm.

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Il sindaco Sandro Parcaroli in aula

Il prossimo Consiglio comunale è convocato per lunedì 5 e martedì 6 ottobre con inizio alle 16. Quattro atti da discutere durante la prossima assise. Numericamente esigui ma con un peso specifico politico importante, soprattutto per quanto riguarda l’ordine del giorno presentato da Luciano Pantanetti che invita il sindaco Sandro Parcaroli a rivedere l’istituzione delle figure del capo di gabinetto e del responsabile della comunicazione all’interno dell’ufficio posto alle proprie dipendenze.

I lavori prenderanno il via con la discussione della delibera relativa all’adozione della variante parziale al Piano Regolatore Generale per l’area dell’ex P.P. 6 in via Roma. 

A seguire il Consiglio prenderà in esame due mozioni che riguardano gli indirizzi per la realizzazione di un nuovo evento legato al Macerata Opera Festival e per la valorizzazione dell’identità culturale della città (Andrea Blarasin) e sull’adozione di uno strumento di comunicazione tra l’Ente e i cittadini per la gestione delle segnalazioni e la diffusione delle comunicazioni di interesse pubblico (Alberto Cicarè).

Infine l’assise discuterà l’ordine del giorno di Pantanetti sul Capo di gabinetto del sindaco. Una decisione del primo cittadino che ha messo sul piede di guerra la minoranza che, nei giorni scorsi, ha parlato di «gettare alle ortiche altri migliaia di euro dei cittadini maceratesi» osservando come la Giunta Parcaroli abbia già nove assessori (uno in più rispetto a quelle di Romano Carancini).

Nel caso in cui la seduta di martedì 6 dovesse risultare deserta, la seconda convocazione è fissata per giovedì 8 alle 16.

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