«Aggredita dai ragazzini,
ho sette costole rotte e polmone perforato.
Non respiravo e ho perso conoscenza»

POLLENZA - Il racconto di una 65enne civitanovese che ha fatto denuncia per fatti del 26 luglio a Casette Verdini: «Facevano baccano con i motorini così ho chiesto loro di smetterla. Uno di loro mi ha dato un calcio al costato. Il mio compagno pensava di non rivedermi più. Ora quando sento uno scooter non riesco a parlare»

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di Laura Boccanera

«Urlavo che non respiravo, mi hanno presa a calci e rotto sette costole, ora ho fatto denuncia». Il dolore per le costole rotte ancora non è passato a distanza di quasi 2 mesi, come pure l’affanno a seguito del polmone perforato, però C.L.  prova a tornare a quella notte, quella del 26 luglio scorso quando la 65enne, civitanovese di nascita e ora residente a Casette Verdini, è stata aggredita sotto casa da un gruppetto di ragazzini che stavano disturbando la quiete pubblica solo per aver chiesto di fare silenzio.

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C.L, 65 anni, vittima dell’aggressione sotto casa ad opera di un gruppo di ragazzini

Dallo studio dei suoi avvocati Alessio Silvi, Valeria Capponi e Gianluca Di Cola chiede giustizia e verità per quello che le è accaduto. La donna dopo l’aggressione è finita all’ospedale e tuttora sta svolgendo un percorso psicologico, a sua detta, per ricostruire e ricordare i passaggi che la sua mente ha cancellato per il trauma subìto.

La vicenda è avvenuta sotto l’abitazione in cui la donna vive col compagno a Casette Verdini. C.L, (ha chiesto pur mettendoci la faccia di essere nominata solo con le iniziali) è originaria di Civitanova, discende da una famiglia marinara e fino a pochi anni fa abitava in vicolo Barboni dietro al Donoma: «Me ne sono andata perché era un continuo di schiamazzi e disturbi, soffro di fibromialgia, devo prendere la melatonina per dormire, per questo avevo scelto una zona che credevo tranquilla come quella di Pollenza» – racconta prima di ripercorrere la storia che l’ha portata a una prognosi di 40 giorni.

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Gli avvocati Alessio Silvi e Valeria Capponi

«Era un sabato sera, c’era stata la festa della birra organizzata dalla Proloco, mi ero messa a dormire da poco quando un gruppetto di ragazzini, saranno stati 5 o 6 hanno iniziato a fare su e giù con i motorini, a fare baccano. Uno di loro era con un’Ape car: gridavano, cantavano. Mi sono affacciata alla finestra e ho chiesto di smetterla, non mi hanno risposto, mi hanno ignorato e continuato a fare baccano. Ho ribadito che c’erano anche bambini piccoli e di andare a fare baccano sotto casa loro. Il ragazzino che era sull’Ape car è uscito e mi ha detto “Vecchia mettiti a letto”. Ho risposto che lo avrei fatto volentieri e che ero già a letto e che doveva andare a fare rumore da un’altra parte. Per tutta risposta quello mi ha insultato e provocato. Ho minacciato di chiamare i carabinieri e mentre il mio compagno, che ha problemi di deambulazione e non poteva scendere, li stava chiamando, sono scesa di sotto. Gli altri quando mi hanno vista sono scappati. Allora sono andata dal ragazzo che si trovava sull’Ape car e mi sono appoggiata sul tettino dicendogli che ora avremmo aspettato i carabinieri».

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La donna racconta poi trattenendo a fatica l’emozione che quella è stata la scintilla che ha provocato l’aggressione: «Il ragazzino ha richiamato gli amici e chiesto rinforzi e poi con entrambe le gambe mi ha dato un calcio sul costato sinistro che mi ha buttata a terra. Ho detto “Non respiro non respiro” perché mi ha rotto le costole e la frattura aveva perforato il polmone e anziché aiutarmi gli altri che sono venuti in suo aiuto mi hanno trascinato lontano dall’Ape vicino al garage. A quel punto ho ricordi frammentari, riprendevo e perdevo conoscenza per il dolore. Ricordo solo che ho provato a trattenere una targa che mi sono trovata davanti e uno di quelli mi ha etichettato con parole ingiuriose ed è scappato e per questo ho anche avuto una lacerazione nella mano.
Il ricordo successivo che ho è quello del mio vicino Paolo che mi diceva che era tutto finito e che ora stava arrivando l’ambulanza. Il mio compagno mi ha raccontato che ha pensato di non rivedermi più». La donna è stata poi trasferita al pronto soccorso di Macerata dove è rimasta ricoverata fino al 3 agosto. I sanitari le hanno dato una prognosi di 45 giorni che si è prolungata dopo la visita col medico di base di altri 20 giorni. I medici hanno riscontrato la frattura di 7 costole, 2 scomposte con perforazione del polmone e un piccolo versamento pleurico sul lato sinistro. Al pronto soccorso è stata inserita anche nel percorso del codice rosa e le è stato assegnato un percorso psicologico per recuperare il trauma subito: «La psicologa mi ha detto che devo ricordare, ma ancora non riesco. Anche uscire di casa è complicato, quando sento il rumore di uno scooter non riesco a parlare, mi blocco, ho paura. Penso sempre e se sono loro?»

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L’avvocato Gianluca Di Cola

Subito dopo l’accaduto i carabinieri hanno avviato le indagini, ma al momento non c’è stata alcuna denuncia. «Noi abbiamo depositato una querela contro ignoti – spiegano i legali della donna Alessio Silvi, Valeria Capponi e Gianluca Di Cola – e chiesto alla Procura di acquisire le riprese delle telecamere nelle zone circostanti. Lungo la provinciale ci sono telecamere riponiamo totale fiducia nei carabinieri – dicono – vedremo se essendo minorenni effettivamente finirà alla Procura per i minori di Ancona. L’intenzione, al di là del corso penale del procedimento è però quella di costituirci anche civilmente per i danni subiti dalla nostra assistita, sia fisici che morali. Quello che sorprende di tutta questa vicenda è un disagio giovanile che non si ferma neanche dopo aver procurato una lesione ad un’altra persona. Forse è viva solo per l’intervento del vicino che è sceso ed è riuscito ad allontanare questi ragazzini. Addirittura gli amici, anziché consigliare all’amico di tornare in sé si sono messi a loro volta a picchiare la donna che era già a terra. Oltretutto con una sproporzione evidentissima fra il numero dei ragazzini, in 5 o 6 contro una e che, va ricordato, è una donna di 65 anni».

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Chiede silenzio nel cuore della notte, strattoni e spintoni con i ragazzini: 65enne finisce in ospedale


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