Rifondazione comunista riapre
la sede di viale Indipendenza:
«Vogliamo costruire legami duraturi»
MACERATA - Al suo interno sono presenti già un’aula studio, una sala prove musicale e ambienti destinati a incontri, dibattiti e attività sociali che saranno concessi a titolo gratuito. Il segretario provinciale Alessandro Campetella: «Diventerà un luogo politico, sociale e culturale aperto a tutti, nella misura in cui la visione sulle tematiche sia comune»

Rifondazione Comunista riaprirà, dopo oltre 15 anni, la storica sede di viale Indipendenza a Macerata, intitolata a Carlo Giuliani. La cerimonia inaugurale è in programma per sabato, con un programma che andrà dall’ora di pranzo fino a sera: saranno previsti dibattiti, stand-up comedy e musica.
«Oltre ad essere una giornata di festa – scrive il segretario provinciale Alessandro Campetella – si tratta di una prima espressione delle attività politiche, sociali e culturali che il nuovo spazio intende ospitare. Il partito è sempre rimasto attivo in provincia occupandosi principalmente di sanità, ricostruzione post-sisma e diritti dei terremotati (contribuendo a dar vita al Comitato 30 Ottobre di Tolentino), rilancio delle aree interne e seguendo da vicino la delicata vicenda riguardante la gestione del servizio idrico pubblico accanto ai comitati per l’acqua bene comune, dunque la riapertura di questo spazio è un traguardo importante che nasce grazie lavoro svolto negli ultimi anni dai Giovani Comunisti nelle scuole, nelle università e nel territorio maceratese e alla collaborazione di tanti cittadini e militanti interessati al progetto».
Secondo Campetella, «questo percorso ha permesso di ricostruire una presenza politica radicata, che ora vuole estendersi ai luoghi di lavoro, ai quartieri e alla cittadinanza, mettendo in relazione generazioni, condizioni sociali ed esperienze differenti. In una Macerata nella quale gli spazi liberi di aggregazione sono sempre più limitati e spesso subordinati a logiche commerciali, la sede Carlo Giuliani vuole diventare un luogo politico, sociale e culturale aperto a tutti nella misura in cui la visione sulle tematiche sia comune – l’annuncio – Sarà uno spazio dichiaratamente comunista, orientato alla partecipazione democratica, al confronto e al dialogo con cittadinanza, forze sociali, politiche e istituzioni, mantenendo la propria autonomia».
Al suo interno sono presenti già un’aula studio, una sala prove musicale e ambienti destinati a incontri, dibattiti e attività sociali che saranno concessi a titolo gratuito, destinati a chi non dispone delle risorse necessarie per studiare, suonare, riunirsi o organizzare iniziative «per contrastare – dice Campetella – la trasformazione della socialità, della cultura e della partecipazione ad un privilegio per pochi. È anche in questo che risiede il valore attuale di un’organizzazione comunista: costruire legami durevoli tra lavoratori, studenti, precari e cittadini, ricondurre bisogni e difficoltà vissuti individualmente alle loro cause comuni e offrire strumenti concreti per organizzarsi e intervenire nella vita pubblica. La riapertura della sede vuole quindi dare nuovo slancio alla costruzione di una comunità politica e sociale capace di partire dal basso e di restituire alla partecipazione una dimensione quotidiana, collettiva e trasformativa».