«Diamo una svolta a questa città»
Elezioni a Camerino, manovre a sinistra

POLITICA - Andreina Castelli, già candidata alle regionali con la lista Progetto civico-Avanti con Ricci, e Jacopo Maria Casaroli sono i portavoce di un tavolo di confronto appena nato. Tra i temi affrontati il centro storico, i servizi e il rapporto con l'Università. «È arrivato il tempo di scegliere quale città vogliamo»

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Camerino Centro Storico 2026

Il centro storico di Camerino

È tempo di riflessioni, incontri, confronti a Camerino in vista delle amministrative del 2027. Tra i Comuni che andranno al voto nel Maceratese c’è anche la città ducale che fa ancora i conti con il sisma del 2016. «Dieci anni sono abbastanza per ricostruire un edificio? Di certo non lo sono stati per ricostruire una città, ma sono sicuramente abbastanza per capire che è arrivato il tempo di scegliere quale città vogliamo». A parlare sono Andreina Castelli, funzionaria dell’Erdis a Camerino, già candidata alle scorse regionali con la lista Progetto civico – Avanti con Ricci, e l’avvocato Jacopo Maria Casaroli, portavoce di un tavolo di confronto appena nato.

«A Camerino un gruppo di cittadini, mossi da spiccato senso civico, si è ritrovato per discutere delle difficoltà attuali in cui versa la città e proporre soluzioni concrete per migliorarla negli anni a venire – spiegano i portavoce -. Ne è scaturito un manifesto d’intenti sul futuro della città. Una solida base da cui partire aperta a modifiche e contributi apportati da tutti, in cui idee e proposte non sono dei singoli, ma frutto del confronto attorno a un tavolo di discussione. A monte di ogni altra questione c’è un problema demografico. Il calo della popolazione del nostro territorio è cominciato prima del sisma e il fenomeno si è drammaticamente aggravato. Senza abitanti, e senza una scelta consapevole su chi attrarre e trattenere, ogni altra politica resta un esercizio: questa rimane la questione a monte, quella che tiene insieme tutti i temi affrontati».

Andreina Castelli_Lista Avanti_Bianchini_FF-2

Andreina Castelli

Tra i vari aspetti discussi dal tavolo tre sono stati maggiormente approfonditi: il centro storico, i servizi e il rapporto con l’Università. «Ricostruire gli edifici nel centro storico è condizione necessaria, ma non sufficiente. Senza funzioni, lavoro e servizi si riconsegna un contenitore vuoto, mentre la città temporanea (Sae e Sottocorte Village) sta diventando permanente, ma non doveva essere questo l’obiettivo – osservano Castelli e Casaroli -. Sui servizi, gli incentivi una tantum possono alleviare temporaneamente un problema, ma non ne rimuovono le cause. Per rendere Camerino un luogo in cui scegliere di vivere e restare servono soluzioni strutturali e durature. Bisogna poi comprendere che Unicam è una risorsa fondamentale, che tanto ha dato e continua a dare alla città. Città e Università sono due realtà autonome, chiamate a collaborare e a crescere insieme: Camerino deve quindi chiedersi anche cosa può fare per la comunità universitaria, creando le condizioni affinché i suoi studenti non siano soltanto iscritti, ma scelgano di vivere la città e, un domani, di restare».

Il confronto tra il gruppo di cittadini ha toccato poi vari temi, dal lavoro alla sanità passando per le frazioni fino alla cura del territorio. «Tutte le proposte emerse, da quelle più immediate a quelle più ambiziose, sono analizzate seguendo gli stessi criteri: chi le realizza, con quali risorse, in quanto tempo e chi poi le gestirà. Perché la continuità vale più dell’annuncio – hanno detto Castelli e Casaroli -. Da adesso in poi l’invito è rivolto a chiunque si riconosca nelle finalità espresse nel manifesto. Ogni contributo è utile: una competenza professionale, un’esperienza diretta, una proposta, o anche solo una domanda capace di aprire a una nuova riflessione. Saranno organizzati incontri pubblici per approfondire le diverse tematiche e raccogliere le ulteriori proposte presentate dai cittadini, ma anche da chi a Camerino lavora, studia o semplicemente la frequenta. L’obiettivo dichiarato è uno: – concludono – dare a questa città la svolta amministrativa che attende da troppo tempo. Questo è il momento di partecipare».

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