Ospedale, impegnati solo 2,4 milioni
sui 185 di investimento stimato:
«Un quadro generalizzato di ritardi»

MACERATA - La Corte dei conti passa al setaccio il bilancio regionale e ammonisce su un rischio di aumento dei costi. In provincia è arrivato il 12,59% delle risorse Pnrr marchigiane

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ospedale macerata rendering

Il rendering del nuovo ospedale di Macerata

di Monia Orazi

Il nuovo ospedale di Macerata resta ancora sulla carta. A fronte di un investimento stimato in 185 milioni di euro, di cui 55 milioni assegnati dallo Stato, alla fine del 2025 risultavano impegnati appena 2,4 milioni e pagati circa 1,6 milioni, mentre i lavori non erano ancora iniziati. È uno dei dati più rilevanti per il Maceratese contenuti nella relazione della Corte dei conti sul Rendiconto generale 2025 della Regione, parificato questa mattina alla Loggia dei Mercanti di Ancona.

La magistratura contabile colloca il progetto di Macerata tra i tre nuovi ospedali regionali, insieme a Pesaro e San Benedetto del Tronto, per i quali è stata svolta o risulta ancora in corso la procedura per affidare la progettazione di fattibilità tecnico-economica. Il giudizio formulato sull’intero programma di edilizia sanitaria è netto: dallo stato di avanzamento emerge «un quadro generalizzato di ritardi», con il rischio di incrementi rilevanti dei costi, ulteriori slittamenti e conseguenze negative per la collettività.

ospedale corridonia inaugurazione (1)

Il rinnovato ospedale di Corridonia

Nel documento viene citata anche la realizzazione di nuove strutture per l’ospedale di Civitanova, inserita tra gli interventi di riqualificazione e potenziamento finanziati con risorse regionali e statali. Per Civitanova, tuttavia, la sintesi non riporta importi, cronoprogrammi o percentuali di avanzamento specifiche. Un quadro più avanzato emerge invece per gli ospedali di comunità del Maceratese. Alla fine del 2025, Treia era uno dei due soli interventi già conclusi nelle Marche, insieme ad Ascoli. Corridonia figurava invece tra le strutture con un livello di realizzazione pari o inferiore al 20%. Nei mesi successivi è stata impressa un’accelerazione: secondo gli ultimi dati trasmessi dalla Regione alla Corte, risultano ora completati sia l’ospedale di comunità di Treia sia quello di Corridonia. La magistratura contabile avverte però che la conclusione materiale dei lavori non basta: le strutture dovranno essere rese operative rapidamente e dotate di personale e mezzi, senza indebolire gli ospedali già funzionanti.

Più in generale, la relazione segnala un forte disallineamento tra le risorse sanitarie formalmente impegnate e l’avanzamento effettivo degli interventi. Per i 212 progetti marchigiani della Missione 6 Salute risultava impegnato il 90,85% dei finanziamenti Pnrr, ma i pagamenti si fermavano a circa il 20% delle risorse complessive. Alla fine del 2025 erano conclusi 85 progetti, circa il 40% del totale, mentre altri 14 erano ancora nelle fasi di progettazione o affidamento. Sul complesso dei finanziamenti Pnrr localizzati nelle Marche, la provincia di Macerata assorbe il 12,59% delle risorse: è la terza quota regionale dopo Ancona, con il 28,75%, e Pesaro Urbino, con il 17,25%. Seguono Ascoli Piceno con il 10,33% e Fermo con il 7,78%. Il dato non rappresenta però necessariamente le somme già spese, ma la distribuzione territoriale dei finanziamenti riferiti ai progetti censiti.

La sanità resta la voce dominante del bilancio regionale, con un’incidenza del 76% sulla spesa complessiva. La Corte rileva che nel 2025 sono aumentati sia gli acquisti di beni sia quelli di servizi, mentre la spesa per i cosiddetti gettonisti, utilizzati per coprire la carenza di medici e personale, ha raggiunto 13,52 milioni di euro. Una cifra in calo del 17% rispetto al 2024, ma considerata ancora indicativa delle difficoltà del sistema sanitario nel reperire personale attraverso i concorsi e i normali contratti pubblici. Restano inoltre criticità sulle liste di attesa. Nonostante il miglioramento degli indicatori aggregati, per mammografie, colonscopie e altre prestazioni i tempi vengono rispettati in alcuni casi per meno della metà delle richieste, con ritardi medi superiori al doppio del limite e punte di oltre 400 giorni per alcune prestazioni programmate. Le richieste ambulatoriali ancora prive di appuntamento sono salite da circa 82mila all’inizio del 2025 a 110mila alla fine dell’anno. Il saldo della mobilità sanitaria regionale è peggiorato da meno 48,69 a meno 52,95 milioni di euro. La Procura contabile lega esplicitamente mobilità e liste di attesa all’organizzazione dei servizi: oltre una persona su dieci rinuncia al primo appuntamento proposto, perché troppo lontano nel tempo o in una struttura distante dalla residenza. Una situazione che può spingere gli utenti verso altre regioni, la sanità privata o, nei casi più gravi, alla rinuncia alle cure.

Un altro capitolo che riguarda direttamente il territorio è quello della ricostruzione post sisma. La Corte contesta il trattamento contabile di 2,22 milioni di euro riferiti al personale regionale a tempo indeterminato assegnato all’Ufficio speciale per la ricostruzione. Secondo la Sezione, questa spesa non può essere esclusa dai limiti sul costo del personale, perché la normativa emergenziale contempla la deroga per i rapporti a tempo determinato, ma non per i dipendenti regionali stabili trasferiti all’Usr.

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Il taglio del nastro del centro per l’impiego di Tolentino

Dalla relazione emergono anche alcune operazioni sul patrimonio regionale nel Maceratese. Nel 2025 è stato venduto per 198.100 euro l’immobile di via Garibaldi 87 a Macerata; per 74mila euro sono stati ceduti un fabbricato e alcuni terreni in località Trentavisi, a Cingoli. La Regione ha invece acquisito l’immobile che ospita il Centro per l’impiego di Tolentino. Tra i beni destinati alla vendita figurano l’ex vivaio forestale lungo il fiume Ussita a Visso, un terreno nell’area dell’ex municipio di Fiordimonte, oggi Valfornace, e un terreno a Serrapetrona in località Monte d’Aria-Colleluce.

La magistratura contabile si sofferma infine sulle partecipate. Task srl, società informatica con sede a Macerata, ha chiuso il 2025 con un utile di 5.240 euro, 19 dipendenti e un amministratore unico con compenso annuo di 10.500 euro. Per Meccano spa, partecipata indirettamente attraverso Svem, la Corte chiede invece che il mantenimento della partecipazione sia sostenuto da una verifica rigorosa della sua indispensabilità rispetto agli obiettivi istituzionali della Regione. La quota regionale è scesa nel gennaio 2026 al 22,34%.

Il Rendiconto 2025 è stato comunque parificato. La Corte ha riconosciuto la regolarità delle poste contabili e il mantenimento degli equilibri di bilancio, ma ha accompagnato il via libera con numerosi richiami. Il risultato di amministrazione ammonta a circa 880 milioni di euro; una volta sottratti vincoli e accantonamenti, la quota disponibile presenta però un disavanzo di circa 64 milioni, cresciuto del 29% rispetto all’anno precedente.

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