Bolkestein, scontro Pd-Lega:
«Pollastrelli fa allarmismo
per salvare Ciarapica»
CIVITANOVA - Il capogruppo Francesco Micucci accusa il collega leghista di usare le gare per «puntellare» il sindaco in vista della sfiducia. La replica: «I bandi al 2033 non sono una certezza». Sinistra Italiana apre la sezione civitanovese in vista delle elezioni: «Prima il programma poi il candidato»

Giovanni Palmini, Francesco Micucci, Giorgio Pollastrelli
di Laura Boccanera
Concessioni demaniali, è scontro fra il Pd e la Lega a Civitanova. Francesco Micucci del Pd accusa il capogruppo della Lega Giorgio Pollastrelli di fare allarmismo per salvare Ciarapica dalla mozione: «Fake per fare campagna elettorale».
Pollastrelli replica che la proroga al 2033 non è una certezza. In tutto questo ricompare Sinistra Italiana che annuncia la nascita del circolo cittadino ed entra a gamba tesa nella crisi della maggioranza: «esploso un sistema oligarchico».

Francesco Micucci consigliere comunale del Pd
Questo in sintesi il bollettino politico in attesa dell’arrivo in Consiglio della mozione che potrebbe sfiduciare il sindaco Fabrizio Ciarapica e mandare a casa anzitempo l’amministrazione.
Ieri Pollastrelli era intervenuto con un monito, quello di considerare che il commissariamento in questa fase delicata avrebbe potuto pregiudicare l’esito delle aste per le concessioni demaniali.
Un argomento che è un pretesto, secondo Micucci: «Non è una novità per la Lega utilizzare il tema della Bolkestein e delle concessioni demaniali, per meri interessi di bottega. Su questo tema Salvini e Meloni hanno preso in giro per anni i concessionari, promettendo l’abolizione della normativa europea, l’esclusione dei balneari dall’applicazione, la concessione “sine-die” agli attuali concessionari, tutte affermazioni che si sono rivelate col tempo delle vere e proprie bufale. Oggi Pollastrelli tenta di nuovo la carta delle fake news sulle concessioni per giustificare il suo nuovo ruolo di “puntellatore”, dopo aver ricoperto per anni quello di “demolitore” dell’amministrazione Ciarapica.
Evidentemente arrivare alle elezioni potendo contare sulla “redistribuzione” delle risorse di bilancio fa gola a molti: più che le concessioni infatti, la zuccheriera da dividersi è la variazione di bilancio, milioni di euro sui quali Ciarapica ha fondato il nuovo collante della sua amministrazione e le forze che lo sostengono il carburante per la prossima campagna elettorale. Ma siccome questa sarebbe una motivazione invisa al resto dell’elettorato, allora ecco il coniglio dal cilindro: i bandi demaniali. Dopo averli scansati per anni ora diventano questione di vita o di morte. I criteri dei bandi sono già stabiliti dalla normativa nazionale, i margini di manovra per i Comuni sono minimi ed i temi che più interessano gli attuali concessionari sono già stabiliti dalla normativa nazionale: i comuni hanno voce in capitolo su durata e su alcune valutazioni tecniche.
C’è poi una sentenza che stabilisce che i Comuni che hanno già dato evidenza pubblica ai precedenti rinnovi delle concessioni e Civitanova sarebbe tra questi, non debbano procedere entro le date stabilite, ma possono rinnovare fino al 2033.
Su questa strada si sta indirizzando ad esempio il Comune di Pesaro, che non sta procedendo alla predisposizione del bando. Perché Pollastrelli e Ciarapica non verificano questa possibilità? E se vogliamo sfatare tutte le ulteriori paure invito Pollastrelli, anziché fare ancora una volta campagna elettorale sulla pelle dei balneari, a fissare come consigliere provinciale un incontro immediato con le categorie interessate in cui siano invitati tutti i consiglieri comunali e preparare una mozione vincolante per il commissario. Ha 20 giorni e poi votiamo anche la sfiducia a Ciarapica».

Giorgio Pollastrelli consigliere provinciale con delega alle aree costiere e capogruppo della Lega
Pollastrelli, consigliere provinciale con delega alle aree costiere e capogruppo della Lega precisa di essere stato lui, il giorno prima, a telefonare a Micucci. «Nella chiamata, gli ho espresso la preoccupazione in vista di un possibile commissariamento ed il rischio della gestione delle gare per le concessioni da parte di un commissario. La telefonata serviva proprio per far comprendere del reale rischio che corre la città e che l’opposizione deve comprendere e deve rendersi disponibile ad un costruttivo confronto per il bene della città. Civitanova non può perdere il treno e chi sostiene che sulle concessioni non ci sia nulla da decidere è male informato. Il 2033 non è una certezza. La sentenza del Consiglio di Stato salva le concessioni al 2033 solo dove c’è stata una vera procedura comparativa, con domande concorrenti e atti non impugnati. Ad agosto lo stesso Consiglio di Stato ha ribadito l’obbligo di concludere le gare entro il 30 settembre 2027. Anche dove la strada del 2033 fosse plausibile, andrebbe costruita e difesa con scelte motivate, pareri e probabilmente in giudizio. Non sarà certo un commissario a combattere questa battaglia».

Giovanni Palmini, segretario sezione Civitanova di Sinistra italiana
Sul fronte della sinistra si è intanto riunita l’assemblea generale degli iscritti del circolo Sinistra Italiana (Avs) di Civitanova, allargata a simpatizzanti e progressisti. L’assemblea ha nominato segretario di sezione Giovanni Palmini, vice segretario Marco Cervellini, per sottolineare l’impegno su temi ambientali e giovanili, e tesoriere Stefano Valenti. Presenti anche i rappresentanti di Europa Verde Caterina Cirioni e Richard Dernowski. «La crisi della maggioranza – dicono – non si è certo determinata dal passaggio del sindaco a Futuro Nazionale, avvenuto sei mesi fa; la crisi indica, invece, la deflagrazione di un sistema politico oligarchico e degli equilibri di potere che lo hanno caratterizzato che avevano nel sindaco il punto di un equilibrio, ormai instabile e precario. È esploso un sistema politico e di governo divenuto in questi anni sempre più asfittico, autoreferenziale, chiuso alla partecipazione dei cittadini e delle forze sociali, che ha favorito interessi particolari lontani dalle esigenze della città e da un progetto civile ed ordinato di crescita. La mozione di sfiducia è l’occasione per l’assunzione di responsabilità da parte di tutti e per un dibattito trasparente nei confronti della città che ponga fine a questo sconsiderato governo». In merito all’organizzazione a sinistra in vista delle elezioni Sinistra italiana aggiunge: «Per ciò che riguarda il confronto tra le forze progressiste, crediamo sia l’ora del confronto programmatico, condizione essenziale e necessaria per costruire i contorni di un campo progressista e democratico credibile e capace di battere la destra. La scelta del candidato sindaco, le stesse modalità di scelta, non possono che essere connesse con questo processo e sono successive all’individuazione dello schieramento politico e dei contenuti programmatici di chi si batte per il cambiamento. Il nostro impegno programmatico è volto in primo luogo a costruire un sistema politico cittadino che sia il contrario di quello che c’è stato in questi anni: un sistema non solo fondato sulla necessaria trasparenza, ma anche sulla partecipazione attiva e l’allargamento degli spazi di protagonismo dei cittadini e delle forze sociali».













