Inquinamento alla foce del Chienti,
esposto della minoranza al Noe
«La vicenda esca dall’ambito politico»
CIVITANOVA - Le opposizioni hanno presentato una denuncia al Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, ad Azienda sanitaria e Regione per chiedere di accertare i ritardi con cui l'amministrazione ha preso i primi provvedimenti dopo la relazione del geologo

di Laura Boccanera
Inquinamento da mercurio nell’area fluviale del Chienti e nella spiaggia della zona sud, area Tiro a volo, la minoranza di Civitanova ha presentato un esposto ai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) per chiedere che vengano accertati i fatti su ritardi nella segnalazione e sulla mancata chiusura permanente dell’area interessata dall’inquinamento. «Una vicenda che deve uscire dall’ambito politico e interessare tutte le autorità competenti».

Mirella Paglialunga
Firmato dai consiglieri di centrosinistra (ad eccezione di Piero Gismondi) e anche da alcune figure politiche della città come Tommaso Corvatta e Giulio Silenzi e da Legambiente Marche, l’esposto è stato inviato anche all’Ast e alla Regione, ma è soprattutto verso i carabinieri del Noe che è indirizzato affinché possano fare luce e chiarezza su una vicenda che secondo l’opposizione «non ha avuto risposte dalla politica in consiglio comunale».
Nell’esposto i firmatari chiedono che la Procura possa fare luce sui provvedimenti presi dall’amministrazione a seguito della relazione firmata dal geologo Taddei e sulle ordinanze del 2021 e del 2023, in particolare sul ritardo accumulato fra la conoscenza della notizia di pericolosità del sito e l’emanazione di provvedimenti. «L’ordinanza arriva a due mesi di ritardo rispetto alla relazione Taddei – dice il consigliere Francesco Micucci del Pd- è una vicenda complessa e i carabinieri ci hanno detto che rispetto alla nostra denuncia chi di competenza stava approfondendo la vicenda».

Francesco Micucci
«Abbiamo tentato ripetutamente di trattare questo tema in consiglio comunale – ha aggiunto Mirella Paglialunga – ma le risposte del sindaco non sono state esaustive. Anzi si è tentato di minimizzare e sminuire la pericolosità del mercurio e del rischio di inalazione delle sostanze volatili quando già nella relazione dell’Arpam si parla proprio di questo rischio. La questione che intendiamo sottoporre verte su due aspetti: il ritardo nei provvedimenti e il fatto che si è cercato di tramutare una conferenza dei servizi in un tavolo tecnico, come se il problema non fosse cosa c’era scritto nella relazione, ma la relazione stessa. E la cosa che incute ancora più preoccupazione è il tentativo su proposta di Ciarapica di derubricare la questione modificando l’area da zona parco a zona industriale così da abbassare i parametri di tollerabilità per l’area». Anche secondo il consigliere Roberto Mancini di Dipende da noi, l’esposto rappresenta «un atto di responsabilità e non un atto strumentale dell’opposizione per mettere in difficoltà la maggioranza. E’ una questione che non va lasciata sul tavolo della politica ma deve interessare tutti gli organi preposti. Occorre avere la percezione della gravità del problema e intraprendere una soluzione che sia scientifica, un intervento rapido fino alla bonifica». La consigliera Letizia Murri ha ricordato le tempistiche sulle quali è stato costruito l’esposto: «non c’è infatti solo l’ordinanza del 2023 – aggiunge – ma anche quella del giugno 2021 che arriva a distanza di otto mesi da una determina che diceva di intervenire sempre sulla base di una prima relazione del geologo». Infine l’ex sindaco Tommaso Corvatta che lamenta sull’argomento una «perversa mancanza di sensibilità».
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La Giustizia è lenta, a volte un po’ troppo. Sembra rinvigorirsi nei casi dove non entra la politica e a volte ho l’impressione che anche quando un caso che vede indagati politici non necessariamente d’alto bordo e dove tutto sembra proprio scontato tipo uno scippo o un arresto per furto ambedue in flagranza di reato, tutto appesantisce, quasi si ferma, non procede con la stessa velocità. E parlo di casi evidenti. Certo in quelli più complessi dove poi magari fanno il loro ingresso numeri smisurati di avvocati pagati dal pubblico si arriva al tipico ” mangia cavallo che l’erba cresce ” e quindi ad aspettare… che la pazienza alla fine verrà premiata con il risultato sperato. Mah, più che sperato giusto e prima delle solite prescrizioni a cui a Civitanova in passato ne è stato fatto un ampio uso specialmente da chi offeso nell”onore”, mai l’avrebbe accettata, almeno fino a che proposta dal giudice che non avrà nemmeno finito di pronunciare la parola.
Certe cose si pensano ma non si dicono perché fa comodo non dirle chi vuol capire capisca. Informarsi bene da fonti certe e’ sempre una buona cosa anche perché come dice il detto (uomo avvisato mezzo salvato).
E’ venuto il momento di ammainare la bandiera blu. I cittadini poi potrebbero ammutinarsi.
Questi tizi o non vogliono o non riescono a capire che l’inquinamento NON è solo alla foce del Chienti MA riguarda CINQUE Comuni!
C’è quel documento con le statistiche su alcuni tipi di tumore che provano senza ombra di dubbio dell’estensione dell’inquinamento sui cinque comuni. Ma per quel che ricordo anzi che non ricordo, i colpevoli non so se sono stati indagati. Per tutto il resto sono anni che c’è il problema, gli stessi del menefreghismo di che dovrebbe interessarsene e passare ad un’utopica bonifica.
Con la quantità di malformazioni perinatali, tumori infantili e giovanili e tumori nella popolazione generale, la classe dirigente civitanovese, maceratese e fermana (e non solo) dovrebbe essere all’ergastolo.
Leggetevi lo studio Sentieri 6: https://epiprev.it/pubblicazioni/sentieri-studio-epidemiologico-nazionale-dei-territori-e-degli-insediamenti-esposti-a-rischio-da-inquinamento-sesto-rapporto