«L’ospedale di Camerino
non ha bisogno di interventi
ma di personale che lo faccia funzionare»

PNRR SANITA' - L'intervento di Angiolo Napolioni, presidente del comitato a tutela del nosocomio: «I 900 milioni investiti in strutture vecchie che verranno ripristinate, ma con quali medici? Silenzio assordante dei sindaci, che anche su questo grosso problema non si muovono minimamente o lo fanno in ordine sparso e con interventi da sacrestia»
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Angiolo Napolioni

 

di Monia Orazi

«Investimenti in strutture ospedaliere, ma nessuna notizia riguardo al personale per farle funzionare»: il comitato “Salviamo l’ospedale di Camerino” boccia il progetto regionale di investimenti sulla sanità, finanziati con il piano nazionale di ripresa e resilienza, annunciato nei giorni scorsi.

Lo fa il presidente del comitato Angiolo Napolioni: «Io sono rimasto in silenzio dopo lo scioglimento del consiglio comunale di Camerino immediatamente prima della presentazione del piano finanziario per la sanità della Regione, alla discussione del quale non era ovviamente presente il sindaco di Camerino. La cosa mi ha fatto riflettere seriamente sul fatto che ufficialmente non abbiamo potuto esprimere la posizione e le critiche del nostro territorio. Dalla lettura del piano è evidente che i circa 900 milioni saranno principalmente investiti in strutture vecchie che verranno ripristinate, sì ma con quali medici. Il problema resta e si aggrava perché non abbiamo bisogno di una sanità regionale fatta di tante strutture, ma bensì di personale operativo valido e motivato senza essere costretti poi a ricorrere ai medici e paramedici delle cooperative. Allo stato attuale il piano non prevede assolutamente assunzioni di personale, che vada a coprire le gravi lacune esistenti che si accentueranno sempre di più, per non parlare dei medici di base oramai quasi in via di scomparsa».

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L’ospedale di Camerino

Per Napolioni la necessità primaria della struttura di Camerino è il personale: «L’ospedale di Camerino è un dei pochi se non forse l’unico a non aver necessità di interventi strutturali poiché è nuovo, funzionale ed antisismico, dotato di strutture di avanguardia: esso ha solo bisogno di personale che lo faccia funzionare a regime a vantaggio delle popolazioni della montagna e non solo. Le mie considerazioni capisco sono sempre le stesse, ma di fronte all’inerzia della Regione ed al silenzio dei nostri rappresentanti in seno alla stessa, non posso far altro che ribadire quanto affermato in passato». Il presidente del comitato stigmatizza il silenzio dei sindaci del territorio: «Resta la mia grande delusione per il solito silenzio assordante dei sindaci, che anche su questo grosso problema non si muovono minimamente o se si muovono lo fanno in ordine sparso e con interventi da sacrestia, dimenticando come sempre quale enorme responsabilità grava sulle loro spalle. Ciò non toglie che noi andremo avanti come sempre per difendere il nostro territorio, gli abitanti già duramente provati dal sisma, dalla ricostruzione ferma al palo e dal vedere il presidio ospedaliero della montagna, da eccellenza che era, trasformarsi in quello che è attualmente: l’ombra di sé stesso». Napolioni denuncia il rischio di speculazione sul territorio: «Quale volontà occulta vuole che questo territorio bellissimo divenga un parco giochi estivo per i costieri in gita o circuito ciclabile e motociclistico? Per non parlare di ventilate ipotesi di conversione dell’ex cementificio di Castelraimondo nel più grosso inceneritore del centro Italia alla luce delle nuove direttrici stradali che consentirebbero in breve tempo di far confluire qui, in questa stupenda vallata, i rifiuti di Roma e Napoli a costi irrisori rispetto a quelli attuali. Meditiamo sì, ma agiamo perché è quasi troppo tardi. Mi riserbo di manifestare questa mia opinione in ulteriori altre sedi e ribadisco la tragicità del momento, che necessita della presa di coscienza della popolazione, per evitare di trovarci per l’ennesima volta di fronte a fatti compiuti a nostra totale insaputa».

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