«Pnrr e sanità, nelle Marche si naviga a vista:
dei progetti non si sa quasi niente»

SINDACATI - Cgil, Cisl, Uil criticano la Regione sui ritardi a 20 giorni dalla scadenza per presentare i piani: «Sbalorditivo come l'assessore Saltamartini annunci un cambio di scenario. Servono serietà e competenza»
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Mancano solo venti giorni per presentare i progetti per accedere ai primi 182 milioni del Pnrr per gli investimenti nella sanità «ma appare sempre più evidente come nelle Marche si navighi a vista».

Dopo i cinque segretari provinciali del Partito Democratico (leggi l’articolo), intervengono anche i sindacati. Le segreterie di Cgil, Cisl e Uil marchigiane si esprimono a proposito dei ritardi nel presentare i progetti relativi al reperimento dei fondi del Pnrr.

«Riteniamo davvero sbalorditivo che a pochi giorni dalla presentazione dei progetti, l’assessore Saltamartini annunci un cambio di scenario rispetto agli interventi previsti e ai criteri da seguire per la loro progettualità – si legge nella nota -. Quindi, non solo di quei progetti non si sa quasi niente, quel poco che si sa, sarebbe meglio non saperlo. Ora, in fretta e furia, i progetti dovranno essere rivisti e adeguati e c’è davvero da sperare che si riesca a fare tutto nei tempi strettissimi che rimangono. Di fronte a questo scenario i vertici regionali si ostinano a non rendere oggetto di confronto il quadro generale degli assetti dell’assistenza sanitaria territoriale nel quale innestare le singole scelte e i singoli investimenti finanziati e sostenuti dal Pnrr. A questo punto appare fin troppo velleitario chiedersi come pensano Acquaroli e Saltamartini di tradurre nelle Marche la nuova idea di sanità e di tutela della salute dei cittadini che sta alla base degli obiettivi del Pnrr: una sanità che punta a spostare il baricentro dell’assistenza dall’ospedale al territorio».

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Daniela Barbaresi, segretaria Cgil

Le segreterie di Cgil, Cisl e Uil propongono la loro visione futura della sanità marchigiana. «Una sanità territoriale che richiede strutture, attività, tecnologie, figure professionali e modalità organizzative nuove. Le nuove strutture sono le case e gli ospedali della comunità, le nuove attività sono la telemedicina e le centrali operative territoriali, le nuove figure professionali sono gli infermieri di famiglia e di comunità, le nuove modalità organizzative e di lavoro sono quelle delle equipe territoriali con i medici di medicina generale. Un sistema nel quale anche l’ospedale deve cambiare, non solo in termini di adeguamento tecnologico o sismico – prosegue la nota -. Dunque, il Pnrr dovrebbe essere l’occasione per ripensare e far evolvere il sistema sanitario verso un modello completamente diverso rispetto a quello attuale, in un percorso trasparente e condiviso, come declinato nel protocollo di intesa tra governo e organizzazioni sindacali, firmato a dicembre scorso in attuazione dell’articolo 8 del Decreto Legge 77/2021. Trasparenza e condivisione di cui finora non c’è traccia, così come non c’è traccia del progetto complessivo di sanità. E di fronte a tanta approssimazione e disinvoltura, anziché scusarsi con i marchigiani, il presidente Acquaroli continua a lamentarsi in tv per le Marche finite in zona arancione, come peraltro se fosse colpa di qualcun altro. Lo diciamo da tempo: basta parole vuote e propaganda: servono serietà, rigore e competenza».

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