Castello di Montefiore,
via al consolidamento (Foto)
«Entro il 2026 sarà aperto al pubblico»

RECANATI - Avanti tutta nel cantiere del piccolo borgo. L'assessore Fiordomo: «Abbiamo quattro anni di tempo per la realizzazione materiale dei lavori e potremmo già pensare ad una programmazione per il suo utilizzo come contenitore pubblico»
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I lavori al Castello di Montefiore

di Francesca Marchetti

Finalmente il piccolo borgo recanatese di Montefiore vede realizzare un sogno, o meglio, vede le proprie richieste soddisfatte. Sono infatti partiti i lavori per il restauro del Castello che da anni soffriva uno stato di abbandono. La ditta appaltatrice dei lavori è la “Acquaviva Srl” di Acquaviva d’Isernia. Il comitato di quartiere più volte aveva sottolineato l’importanza della costruzione, risalente alla fine del Duecento, per il turismo e per le attività del piccolo centro.

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Francesco Fiordomo

«Questa è la prima parte dell’intervento che consolida il versante in frana e lo stesso castello di Montefiore – spiega l’assessore ai lavori pubblici di Recanati, Francesco Fiordomo -. I fondi sono quelli chiesti ed ottenuti dal ministero dell’Interno per il dissesto idrogeologico, quasi 500mila euro che coprono anche l’altro intervento nell’area dell’ex discarica di San Francesco. Sono anni che proviamo ogni bando compatibile per reperire somme troppo consistenti per un ente locale. Avevamo provato tempo fa anche il bando internazionale per attrarre imprenditori privati nel recupero di beni storici italiani, quindi pubblici, ma al momento della concretizzazione non era arrivata nessuna offerta vera e propria. Quindi abbiamo inserito il progetto per il restauro del castello di Montefiore tra quelli per la rigenerazione urbana con i fondi del Pnrr. Sono fondi che fanno rinascere i borghi e aiutare i Comuni, un programma impegnativo ma necessario.

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Abbiamo 1,7 milioni di euro per il Castello e la tabella di marcia prevede che entro la fine del 2022 sia completata la fase di progettazione, cioè avere progetti approvati e pronti per essere messi a gara, il bando di gara sarà emesso nel 2023 e per la realizzazione materiale c’è tempo fino al 2026, anche se cercheremo di finire un po’ prima. Ci troviamo in un periodo storico d’oro per quanto riguarda i finanziamenti, sta ripartendo anche la ricostruzione post-sisma ma ad oggi la situazione è paradossale. Le imprese edilizie e i professionisti del settore hanno centinaia di richieste, manca personale, forse anche a causa del reddito di cittadinanza di cui qualcuno approfitta, e i costi del materiale e dei trasporti sono aumentati notevolmente. Abbiamo già dimostrato in altre occasioni che sappiamo spendere bene i fondi per le opere pubbliche, il mio augurio è che in fase di appalto di gara che ci siano ditte disponibili e le che varie operazioni vadano a buon fine. Una volta terminati i lavori l’utilizzo del castello sarà quello di contenitore per attività aperte al pubblico, il comitato di quartiere è molto attivo e abbiamo tempo per pensare al modo migliore di utilizzare la struttura anche grazie alle idee che verranno presentate. È un contenitore che deve vivere altrimenti si torna punto e a capo, quindi si potrebbe già pensare ad una programmazione a medio-lungo termine. Sarà uno sforzo collettivo che farà rivivere il Castello».

 

Recanati e i 5 milioni del Pnrr: «Restauriamo il castello di Montefiore»

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