Da Casa Betania tutto tace,
scatta l’ordinanza bis
Il Comune trasferirà gli ospiti negativi

MACERATA - Nessuna risposta dalla struttura all'ordinanza di ieri e il sindaco Sandro Parcaroli ne ha firmata una seconda in cui dispone al personale della cooperativa che ha la gestione di prendersi cura degli 11 ospiti positivi al Covid mentre saranno i Servizi sociali a trasferire chi non è rimasto contagiato
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Il sindaco Sandro Parcaroli

 

di Luca Patrassi

Trasferimento dei pazienti negativi da Casa Betania in una struttura protetta per anziani, gli 11 pazienti positivi (su 20 ospiti) restano a Casa Betania con l’obbligo per la società di gestione di dare loro assistenza con personale infermieristico. Seconda ordinanza in due giorni del sindaco Sandro Parcaroli sulla vicenda dei pazienti positivi al Covid e agli esiti dell’ispezione dell’Asur eseguita nella casa di riposo Casa Betania di Villa Potenza, a Macerata, struttura gestita da privati ma non di proprietà della Diocesi come erroneamente indicato ieri. L’Area Vasta 3, in una nota dell’altroieri a firma della dirigente dell’Unità operativa “Ambienti Confinati” Teresa Leoni ha chiesto «di allontanare con urgenza dalla struttura gli ospiti non autosufficienti in quanto la stessa risulta essere non idonea sia per le criticità strutturali che per la mancanza di personale qualificato per l’assistenza, di allontanare tutti gli ospiti positivi in quanto la struttura non garantisce il contenimento della diffusione da Covid e di incrementare numericamente il personale addetto all’assistenza (personale infermieristico, Oss, Ota) ora in numero insufficiente». Ieri, appena ricevuta la comunicazione in questione da parte dell’Asur, il sindaco Sandro Parcaroli aveva subito adottato un’ordinanza nel senso indicato dall’azienda chiedendo infine alla casa di riposo “Casa Betania” di «assicurare formalmente a mezzo pec, entro le 10 del 12 novembre 2021, l’esecuzione dell’ordinanza».

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Casa Betania

L’assicurazione formale in tal senso oggi non è arrivata e il sindaco ha firmato un’altra ordinanza «per cui si tratta di operare in sostituzione attraverso i competenti uffici comunali». In accordo con l’Asur, che ha approvato la soluzione alternativa prospettata, «considerato – rileva il sindaco nella premessa della ordinanza bis – che si è avuto modo di appurare la oggettiva difficoltà di una ricollocazione soggetti positivi, perché non si riesce a reperire una struttura in grado di accoglierli nel rispetto dei protocolli anti-Covid e, nel contempo, di assicurare loro assistenza infermieristica e monitoraggio, avuto anche a mente che si tratta di persone anziane in condizione di fragilità che, pur se autosufficienti, hanno necessità di prestazioni socio-assistenziali e di cura della persona». Ed ecco la soluzione adottata: «le persone negative autosufficienti e non autosufficienti, vengono collocate in una residenza protetta per anziani; le persone positive restano a Casa Betania, con l’obbligo per la casa di risposo di assicurare loro adeguata assistenza anche infermieristica». Infine la parte ordinativa dell’ordinanza: «Ai Servizi sociali del Comune di procedere, con ogni possibile urgenza, in sostituzione della casa di riposo “Casa Betania”, alla collocazione delle persone negative autosufficienti e non autosufficienti ospitati dalla casa di riposo “Casa Betania” in una residenza protetta per anziani, fatta salva la diversa volontà della famiglia di reperire in autonomia una diversa sistemazione della persona anziana; alla casa di riposo “Casa Betania” di continuare a ospitare le persone positive assicurando loro adeguata assistenza con un numero sufficiente di personale infermieristico, Oss e Ota, alla casa di riposo “Casa Betania”, di acquisire dalle famiglie delle persone ospitate in predicato di essere ricollocate nella residenza protetta per anziani, la eventuale volontà di reperire in autonomia  una diversa sistemazione della persona anziana; di porre a carico della casa di riposo “Casa Betania” gli oneri relativi alla esecuzione delle operazioni sopra descritte».

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