Chirurgo per tre mesi a Camerino
«Questo ospedale è un gioiello,
aspetta di brillare come un vero diamante»

I RINGRAZIAMENTI del dottor Antonio Tramonte al termine di questa esperienza lavorativa
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Il dottor Tramonte in reparto

Di solito sono i pazienti a ringraziare i dottori e gli infermieri. Questa volta invece è il dottor Antonio Tramonte, a ringraziare i colleghi dopo i tre mesi trascorsi come chirurgo all’ospedale di Camerino. «Si conclude oggi  – scrive – un ciclo di tre mesi di una nuova esperienza lavorativa. Sono stati mesi trascorsi velocemente. Come un soffio. Tre mesi in cui l’amarezza di aver dovuto lasciare la propria città natia contrastava con l’entusiasmo di rimettermi in gioco in una terra a me tanto cara e grata. Le Marche.

Al termine di questo mio percorso, mi sento in dovere, di ringraziare – oltre che la mia famiglia – Il direttore della U.O. di Chirurgia di Camerino, il dottor Giambattista Catalini per la opportunità che mi ha concesso. Per me resterai sempre Gianni e non per mancanza di rispetto, ma per la profonda stima professionale e di amicizia che ho sempre nutrito nei suoi confronti sin dai tempi dell’Università ad Ancona. Un grazie ai dirigenti tutti e al loro personale amministrativo della Asur 3 Marche per la loro pazienza alle mie continue delucidazioni telefoniche. Un grazie immenso a chi e con chi ho condiviso le mie giornate lavorative, in particolare agli infermieri Emilia Giunta e Sandro Carucci del servizio di endoscopia digestiva di Camerino. Mai mi hanno fatto sentire come un “ospite” o un intruso.

antonio_tramonte-2-300x400Un grazie alla caposala della chirurgia, Rosa Piccirilli e al suo corpo infermieristico. Un grazie a tutti i colleghi nuovi che ho potuto incontrare e a tutti i miei vecchi amici di corso universitario e di specializzazione, molti dei quali meritatamente e felicemente occupanti spazi di primariato. Infine e non per meno importanza, un grazie alla vostra comunità camerte fatta davvero di tanta gente semplice e bella. Un grazie alle suore Clarisse del Monastero Santa Chiara per il loro inconsapevole sostegno spirituale; loro forse non leggeranno mai questo mio saluto, ma sappiate che siete state indispensabili per me. Spero che sia un arrivederci e di nuovo grazie di cuore. Abbiate cura del vostro ospedale: è un gioiello che aspetta di brillare come un vero diamante».

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