Omicidio Pennesi, dissequestrata la casa.
La certezza del fratello di Marco:
«Non avrebbe mai aggredito Isabella»

CIVITANOVA - La polizia scientifica ha concluso gli accertamenti nella mansarda di via Matteotti. Maurizio Pennesi, sentito dagli inquirenti, ha ricostruito la relazione del fratello con Isabella Di Mattia. Il suo legale, l'avvocato Valentina Romagnoli: «Ha detto che il rapporto era piuttosto tormentato, e lui era arrivato a non farla entrare in casa. La domanda che si fa è: se lei avesse chiamato subito i soccorsi, lui si sarebbe salvato?»

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La porta della mansarda con i sigilli

di Gianluca Ginella

«Il fratello di Marco Pennesi si chiede se si sarebbe salvato se Isabella Di Mattia avesse chiamato i soccorsi, i familiari non credono che possa essere stato lui ad aggredirla per primo». Così l’avvocato Valentina Romagnoli che insieme al legale Andrea Netti assiste Maurizio Pennesi, fratello del 62enne ucciso lo scorso 1 luglio a Civitanova.

Il delitto è avvenuto in via Matteotti al civico 272, nella mansarda dove Marco Pennesi viveva. Accusata di omicidio volontario è la fidanzata (o ex fidanzata come sostiene lei), Isabella Di Mattia, 33 anni. Secondo la ricostruzione degli inquirenti la donna lo ha colpito con una coltellata al braccio causandone il dissanguamento. Nella casa la Scientifica della polizia ha condotto gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’omicidio. Nei giorni scorsi l’abitazione è stata dissequestrata con gli accertamenti della polizia che si sono conclusi. L’immobile è stato restituito al fratello di Pennesi.

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Marco Pennesi con Isabella Di Mattia

L’uomo è stato sentito dalla polizia nel corso delle indagini e ha riferito della relazione del fratello con Isabella. Questa è probabilmente la chiave delle indagini e del futuro processo. Perché la donna dice che non aveva più una relazione con lui, e la procura sta cercando di capire se questo sia vero.

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La differenza c’è: con un rapporto sentimentale in essere la pena finale può portare all’ergastolo e questo escluderebbe per Di Mattia, assistita dall’avvocato Massimo Pistelli, di poter accedere al rito abbreviato e ottenere uno sconto di pena.

Sul rapporto tra il 62enne e Isabella, spiega l’avvocato Romagnoli: «Il nostro assistito ha riferito che la relazione era piuttosto tormentata, Marco Pennesi si era trovato a non far entrare Isabella in casa, ma lei ha tentato in tutti i modi di andarci. Ad avviso della famiglia la ricostruzione di Di Mattia, che sarebbe stato Marco Pennesi ad aggredirla, e lei a difendersi, non sta né in cielo né in terra, anche perché lui era molto legato e molto innamorato di questa ragazza. Poi sulla ricostruzione di quel pomeriggio occorrerà attendere il deposito della relazione finale degli inquirenti, probabilmente a breve tenuto conto che la polizia scientifica ha concluso gli accertamenti». C’è poi una domanda che Maurizio Pennesi si pone, spiega ancora l’avvocato Romagnoli: «Si chiede se il fratello si sarebbe potuto salvare se Isabella avesse avvertito immediatamente i soccorsi».

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La donna nella ricostruzione che ha fatto con agli inquirenti ha detto che sarebbe stato Pennesi ad aggredirla e lei si sarebbe difesa colpendolo con una coltellata. Ha detto anche che non si sarebbe accorta che l’uomo stava morendo dissanguato. Dagli accertamenti svolti nel corso delle indagini, coordinate dal pm Enrico Riccioni, è emerso che la donna ha colpito l’uomo con un unico fendente che ha raggiunto il braccio di Pennesi, sferrato dall’alto verso il basso mentre si trovavano in piedi, uno di fronte all’altra.

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Gli avvocati Valentina Romagnoli e Andrea Netti

Il 62enne ha tentato di schivare il colpo. Ne è prova la distrazione al muscolo del collo riscontrata nel corso dell’autopsia. La coltellata è stata vibrata dall’alto verso il basso ed è stata molto violenta. La donna aveva parlato di un colpo sferrato mentre lei si trovava sul letto e Pennesi cercava di colpirla con uno schiaffo. Il fendente ha causato il dissanguamento che è durato circa un’ora prima che l’uomo perdesse i sensi. Sono state inoltre trovate due ferite sulla testa dell’uomo. Quello che è emerso nell’autopsia è che i colpi alla testa, causati da qualche corpo contundente, sono stati inferti quando il 62enne già si era dissanguato. Uno di questi in particolare è stato molto violento ma non ha prodotto una particolare fuoriuscita di sangue, appunto perché il dissanguamento era avvenuto prima. Non era comunque un colpo mortale, la morte, ha accertato il medico legale Antonio Tombolini durante l’autopsia, è dovuta al dissanguamento.

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Isabella Di Mattia in tribunale per la convalida


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