«I giorni roventi hanno le ore contate,
martedì massime a 25 gradi.
Attenzione agli effetti dello stress termico»

METEO - Il climatologo di Unicam Massimiliano Fazzini: «Da lunedì discesa delle temperature. Per il pomeriggio e per gran parte di martedì avremo precipitazioni irregolarmente distribuite anche di forte intensità. Non escludo grandinate e colpi di vento». Sul caldo estremo: «Due mesi di stress termico hanno effetti sulla salute pubblica. Se iniziamo ad avere un'estate lunga quattro mesi, di cui due in condizioni di criticità bioclimatica, nel giro di dieci anni la speranza di vita tornerà a scendere»

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Massimiliano Fazzini

di Francesca Marsili

L’estenuante ondata di calore che da luglio ha stretto le Marche in una morsa rovente ha le ore contate. «Da lunedì notte in arrivo una perturbazione atlantica, temperature giù fino a 8 gradi, ma attenti ai fenomeni estremi e veloci» spiega Massimiliano Fazzini, climatologo e nivologo dell’Università di Camerino, coordinatore del team sul rischio climatico della Sigea e tra i massimi esperti italiani di rischio climatico.

L’esperto pone l’attenzione proprio sul periodo sempre più lungo in cui le temperature, come quest’anno, si attestano anche sui 6-8 gradi sopra la media: «Due mesi di stress termico hanno effetti sulla salute pubblica che non possono più essere sottovalutati».

Professore, qual è l’attuale situazione meteorologica e come evolverà il meteo nelle prossime ore?

«Siamo ancora sotto l’influenza di questo anticiclone di matrice africana, che non molla la presa. Nelle ultime 24 ore le temperature hanno però iniziato a scendere leggermente, soprattutto nei valori minimi. La situazione persisterà per l’intera giornata di oggi, mentre da lunedì assisteremo a un rapido arretramento della struttura anticiclonica verso sud. La conseguenza positiva è che, soprattutto in quota, oltre i 4.500- 5mila metri, entreranno correnti più fresche provenienti dal Nord Atlantico e l’atmosfera diventerà instabile. Questo significa che dal pomeriggio di lunedì e per gran parte di martedì avremo precipitazioni irregolarmente distribuite, come è tipico d’estate, a carattere di rovescio anche di forte intensità: quindi fulmini e, con questa enorme quantità di energia a disposizione del sistema terra-mare-atmosfera, non escludo grandinate e colpi di vento. Nella notte tra lunedì e martedì le temperature crolleranno rapidamente, di 7-8 gradi. Attenzione però: non farà freddo, andremo semplicemente appena sotto media, perché oggi siamo dai quattro ai sei gradi sopra. Le massime scenderanno di circa tre gradi sotto la media: martedì, ad esempio, non dovremmo superare i 25-26 gradi in nessun punto della regione.

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Quindi i temporali sono probabili?

«Sì, ed è coerente con questo tipo di evoluzione. Quando c’è un surriscaldamento prolungato e anomalo della terra emersa, ma soprattutto del mare, e arriva aria molto più fredda in quota, questa precipita verso il basso perché più pesante, sollevando in modo molto violento l’aria calda ed estremamente umida preesistente. È così che si generano fenomeni di forte intensità».

È possibile dire dove si concentreranno questi fenomeni?

«Qui sta il problema. Quando passano questi fronti, le classiche “rotture” estive, proprio perché molto carichi di energia sono anche molto veloci: si esauriscono nel giro di tre o quattro ore. E nonostante la modellistica sia oggi molto avanzata, resta enormemente difficile individuare con precisione dove avverranno. Al momento non abbiamo ancora previsioni sufficientemente fini. I modelli a media scala indicano che il fronte temporalesco dovrebbe transitare da nord-ovest verso sud, tagliando tutta la regione, e provocare localmente, soprattutto in montagna, piogge molto intense. Ma su entità e distribuzione esatta dobbiamo attendere ancora almeno 24 ore».

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Grandinata a Ussita

Quanto potrebbero durare questi fenomeni?

«Come è già successo in occasione di recenti grandinate, si tratta di fenomeni estremamente violenti ma molto veloci, che difficilmente superano i 45-60 minuti di durata: la natura tende a scaricare l’energia nel modo più rapido possibile. Proprio perché rapidi, però, sono anche molto intensi. Sulla base della mia esperienza, non mi stupirei se localmente cadessero 60-70 millimetri di pioggia in un’ora: un rischio concreto di frane e di criticità sui torrenti minori, che si gonfiano in tempi praticamente nulli, con conseguenti problemi idrologici. Tra lunedì notte e martedì è atteso un primo fronte, non particolarmente intenso; quello di martedì mattina dovrebbe invece essere più incisivo, con precipitazioni più diffuse».

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Nuvoloni neri su Civitanova

Riusciamo già a dire quale sarà l’evoluzione successiva?

«La previsione a quattro giorni ha un’affidabilità del 50%: praticamente testa o croce, scientificamente non vale molto. Dovrebbe entrare l’anticiclone delle Azzorre, che riporterebbe tempo buono con temperature nella media: non più il caldo di origine nordafricana continentale, ma quello di matrice atlantica, lo stesso a cui eravamo abituati fino a vent’anni fa. È probabile che l’atmosfera si ristabilizzi rapidamente, senza restare incerta per tre giorni come è normale a fine agosto. Ma il condizionale resta d’obbligo».

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Possiamo dire che l’estate non è finita?

«Esattamente: le condizioni sinottiche, cioè i campi di pressione, sono ancora ben definiti, e il cosiddetto fronte polare, ovvero la linea di separazione tra area subtropicale e area polare, è situato molto a nord. Detto questo, tra il calo generalizzato delle temperature e l’accorciarsi sensibile delle giornate, è molto difficile che si possa avere una nuova ondata di calore con le stesse caratteristiche di questa: la escluderei del tutto. Potrebbe tornare a fare molto caldo, ma non come quello avuto da luglio a oggi».

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Grandine a Belforte

Si parla spesso di “terza”, “quarta” o “quinta” ondata di calore. È una catalogazione scientificamente corretta?

«Su questo si è chiacchierato troppo, senza un minimo di rigore scientifico. Se guardiamo alla distribuzione statistica delle temperature massime negli ultimi due mesi, in realtà si è trattato di un’unica ondata di calore: non più di due o tre giorni sono tornati nella media. Se non vogliamo essere pignoli, è stata un’unica, lunga ondata dal 5 luglio in poi. E dal punto di vista bioclimatico, non c’è mai stato un momento in cui l’organismo delle persone più fragili: anziani, bambini, soggetti cagionevoli, abbia potuto recuperare davvero».

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Quindi inizia a essere un problema sociale?

«Sì, e questo ancora non lo vogliamo capire fino in fondo. Non si tratta più di una questione sulla quale soprassedere, di negazionismo o di catastrofismo: qui il problema è la salute della gente, l’unica cosa a cui non si può porre rimedio, se se ne va. Dobbiamo concentrare l’attenzione, dal punto di vista bioclimatico, sulla salute e sulla qualità della vita delle persone. Se iniziamo ad avere un’estate lunga quattro mesi, di cui due in condizioni di criticità bioclimatica, nel giro di dieci anni la speranza di vita tornerà a scendere. Si aggravano i disturbi legati al sistema nervoso centrale, peggiorano le condizioni di chi soffre a livello cardiovascolare e cardiocircolatorio, e si registra un crollo improvviso della salute, con maggiore comorbilità. E se questa cresce, cresce anche la mortalità. Negli ultimi cent’anni la temperatura è aumentata di un grado e mezzo: un valore che, di per sé, non riusciamo a percepire a livello sensoriale. Per questo la gente comune dice “ho sempre sentito caldo a luglio e agosto”, ed è una considerazione tutto sommato comprensibile, perché un grado e mezzo in più non lo si avverte. Il problema è che questo grado e mezzo in più, oggi, ce lo portiamo dietro per due mesi interi».


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