Choc anafilattico a cena:
«Salvato dai miei colleghi medici»
MACERATA - Il professionista 41enne, residente in provincia, ha avvertito il 118 poco prima delle 23 e all'arrivo in ospedale è stato trattato con una puntura di adrenalina. Dimesso la mattina successiva. «Mi hanno restituito al futuro e ai miei cari»

Pronto soccorso di Macerata (foto d’archivio)
di Leonardo Giorgi
«Non respiravo più, l’ambulanza mi ha portato in ospedale in codice rosso e gli infermieri e i medici del Pronto soccorso mi hanno salvato la vita». È la testimonianza di un medico di 41 anni, residente in provincia, che la scorsa settimana ha avuto uno choc anafilattico dopo aver cenato a casa sua. È stato qualcosa che ha ingerito a causargli il malore, avvertito poco prima delle 23. Il 41enne ha cominciato a respirare con forte difficoltà, tanto da portarlo ad avvertire immediatamente il 118. L’ambulanza è arrivata poco dopo e ha trasportato l’uomo in codice rosso al Pronto soccorso dell’ospedale di Macerata.
«A quel punto, come prima cosa, mi hanno fatto una puntura di adrenalina». Il respiro del medico è tornato via via normale, mentre gli operatori del Pronto soccorso hanno svolto tutti i controlli del caso. «In quei momenti avevo la bocca totalmente secca, non potendo bere. Gli infermieri e le infermiere mi hanno addirittura passato una spugna imbevuta d’acqua sulle labbra. Ma a parte questo, ho visto sia nei miei confronti che verso gli altri pazienti, una grande professionalità e una grandissima umanità. Era dai tempi del tirocinio che non lavoravo in un Pronto soccorso e passare la notte lì mi ha fatto capire l’immensa difficoltà del lavoro di queste persone». Scongiurato il peggio e fatti gli esami necessari, il 41enne è stato dimesso la mattina successiva. Nei prossimi giorni i test allergologici daranno delle risposte in più su che cosa abbia causato lo choc anafilattico.
Intanto, però, resta la gratitudine verso il Pronto soccorso di Macerata. «Proprio in quel reparto – racconta il medico che ha chiesto di mantenere l’anonimato – dove il dolore è purtroppo quotidiano e le urgenze si susseguono senza sosta, e in quei momenti drammatici, quando la vita può cambiare in un istante, ho trovato una squadra di operatori sanitari straordinaria. La loro prontezza clinica e la loro professionalità mi hanno salvato la vita, restituendomi al futuro e ai miei cari; ma ciò che desidero testimoniare pubblicamente è la profonda umanità con cui sono stato curato. Ho ricevuto un’assistenza impeccabile accompagnata da una gentilezza sincera e da un rispetto immenso, capaci di infondere serenità anche nei momenti più bui e complessi».
«Si parla spesso – continua – delle criticità degli ospedali e della sanità pubblica, ma troppo poco spesso ci si sofferma su chi, ogni giorno e ogni notte, lavora in prima linea con dedizione totale. La nostra provincia può vantare professionisti di un valore immenso, capaci di coniugare un’altissima preparazione tecnica a un profondo senso del dovere ed empatia verso chi soffre. A tutti i medici, gli infermieri e gli operatori del Pronto soccorso che si sono presi cura di me va la mia più profonda e sincera gratitudine. Grazie di cuore per avermi salvato».
che bella notizia