La volata di banchi e lavagne:
così le scuole di Corneto e Vergini
si giocano l’apertura a settembre
MACERATA - I due poli sono pronti, mobili e attrezzature presi ma il timore è che l'apertura possa slittare di qualche settimana per via della disponibilità degli arredi

Polo scolastico Le Vergini come si presenta oggi
di Mauro Giustozzi (Foto di Fabio Falcioni)
La gara è stata fatta, l’appalto per gli arredi aggiudicato, ma resta l’incognita se alla prima campanella del nuovo anno scolastico di lunedì 14 settembre i nuovi poli per l’infanzia nei quartieri Vergini e Corneto di Macerata potranno accogliere i bambini di nido e materna per l’avvio dell’anno scolastico 2026-2027.

L’obiettivo era stato fissato dalla stessa amministrazione comunale prima del termine del suo mandato poi riconfermato dalle urne ma, nonostante le due strutture siano praticamente terminate nel rispetto delle tempistiche legate al Pnrr, ciò che potrebbe far slittare di qualche settimana il trasferimento dei bambini nelle nuove scuole è legato alla disponibilità degli arredi interni. Che non verranno spostati e ricollocati dalle vecchie sedi ma verranno acquistati completamente nuovi. Il Comune di Macerata ha infatti partecipato e vinto un bando per 462mila euro che consente di acquistare gli arredi interni ed esterni dei due nuovi plessi scolastici senza gravare sulle casse comunali.

L’Ufficio scolastico ha valutato la tipologia di arredi che saranno inseriti nei due nuovi poli dell’infanzia, arredi che saranno funzionali alla didattica e creeranno un ambiente accogliente e funzionale per le esigenze dei bambini che li frequenteranno. Un po’ sullo stile di quelli installati nella scuola costruita dalla Abf di Andrea Bocelli a Sforzacosta. E’ partita la corsa a livello burocratico per completare rapidamente tutto l’iter: il bando di gara ha visto la partecipazione di tre aziende ed è stata aggiudicata all’impresa Gonzagarredi Montessori con sede nel mantovano, a Gonzaga, che ha proposto un ribasso di 7,83% sull’importo messo a gara. Tra i criteri premianti della gara c’era anche la riduzione dei tempi di consegna. E proprio su questo tasto ha battuto l’amministrazione comunale, considerando i mesi estivi, con periodi feriali in tutte le ditte, ecco che la fornitura ed il relativo montaggio degli arredi potrebbe subire ritardi.

La scuola di Corneto
Proprio perché le incertezze sono molteplici amministrazione comunale, ufficio scolastico e dirigenza dell’istituto si sono dati come termine ultimo per prendere la decisione definitiva, sull’apertura o meno delle due nuove scuole, per la fine del mese di agosto quando si avrà un quadro preciso sulle tempistiche dell’arrivo e montaggio degli arredi. Quindi se gli interni delle scuole di Vergini e Corneto non saranno pronti per fine mese appare difficile che nei primi giorni di settembre i bambini possano entrare nelle nuove strutture. Intanto gli operai hanno concluso alcune rifiniture esterne dei due nuovi poli 0-6, nido e scuola infanzia. Con le tinteggiature esterne si possono apprezzare anche il pregio architettonico di due plessi unici nel loro genere nei quali è stata data particolare attenzione agli spazi ed alla luce naturale per favorire il benessere dei bambini. I due edifici ospiteranno complessivamente quattro scuole (2 nidi e 2 infanzia) mentre al quartiere Vergini, vicino al plesso 0-6 anni, ci sarà anche una scuola elementare, grazie alla partecipazione a un altro bando per l’edilizia scolastica.

La scuola di Corneto avrà un bacino di riferimento che arriverà sino alla zona di corso Cairoli e di viale Don Bosco. Osservando esternamente la scuola si riesce a cogliere anche il pregio architettonico essendo una struttura molto particolare, unica nel suo genere, con un tetto inclinato e un grande spazio coperto. Pure per quanto concerne il nido-infanzia alle Vergini i progettisti hanno sfruttato bene il declivio del terreno per dare una continuità al versante collinare. Tutta la scuola è esposta sul versante sud che offre un bellissimo panorama delle colline maceratesi.

I due plessi avranno tre sezioni ciascuno per l’asilo nido (21 bambini) e tre per la scuola dell’infanzia (90 bambini). Il polo delle Vergini ha la particolarità di essere stato realizzato in legno. Ricavato inoltre uno spazio aperto: un cortile interno dove si potrà svolgere anche attività didattica. Prossimo avvio lavori anche per la scuola De Amicis e successivamente toccherà alla Fratelli Cervi, in questi casi si tratta di adeguamento sismico e non di nuovi plessi. Appaltata anche la progettazione della nuova scuola Mameli che sorgerà in rione Marche mentre si è nella fase di Conferenza dei servizi per le scuole Ercole Rosa e IV Novembre.
Sarò vecchio, ma a me sembrano inguardabili. Due capannoni industriali. Se questa è la nuova architettura contemporanea, preferisco decisamente quella tradizionale. Anzi, credo proprio che bisogna mettercela tutta per realizzare qualcosa di antiestico come sono queste due brutture.
Stessi progettisti della orrenda sede della Banca Macerata sulla Carrareccia ?
Ci passo ogni giorno ma, nonostante siano trascorsi alcuni anni, ancora non riesco ad apprezzarla.
Capisco la necessità di conformarsi alla ruralità del luogo, ma sembrano proprio capannoni per il ricovero di mezzi agricoli, trattori, mietitrebbie, ecc.
Un mio collega di Padova, vedendola, ha esclamato: Beh, è pur sempre una Cassa Rurale ed Artigiana!
Cosa gli vuoi dire ….
L’insieme delle foto mostrate nell’articolo, più altre immagini di palestre recentemente ultimate, mi ha sbloccato il ricordo del dibattito parlamentare sull’architettura contemporanea sviluppatosi accidentalmente nella seduta del 20 e 26 maggio 1934 (Orietta Lanzarini «Arte al servizio di un’idea», Università di Macerata 2016). I deputati Bacci, Farinacci e altri attaccarono le nuove tendenze architettoniche, definendole «tedesche», «bolsceviche» e «nipponiche» (cioè non italiane); il 10 giugno successivo Mussolini convocò a Palazzo Venezia i progettisti della modernissima Stazione di Firenze S. Maria Novella e della città di nuova fondazione Sabaudia, proprio con l’intenzione di prendere le distanze da quelle posizioni e, dopo essersi congratulato con loro per il lavoro che stavano facendo, disse: «Vi ho chiamato perché dopo quanto è stato detto nei due rami del Parlamento non vorrei che aveste dubitato che quello fosse anche il mio pensiero. Niente di tutto questo… Tengo a precisare in modo inequivocabile che io sono per l’architettura moderna, per quella del nostro tempo…Sarebbe assurdo pensare che noi oggi non potessimo avere il nostro pensiero architettonico è assurdo il non volere un’architettura razionale e funzionale per il nostro tempo… Dite voi ai giovani architetti che escono dalle scuole di architettura di far loro la mia divisa: di non aver paura di aver coraggio. Darò ordine a tutti gli enti e a tutti i ministeri […] e a tutti gli uffici perché si facciano costruzioni del nostro tempo. Non voglio vedere Case destinate all’educazione e formazione dei giovani con architettura del passato.» Poi al XIII congresso internazionale degli Architetti del settembre 1935 disse “…Quando parlo di architettura, è naturale che parli di architettura moderna. Vado ancora oltre: parlo di architettura funzionale… quella che costituisce il quadro della nostra stessa vita…”, chiedendosi infine perchè l’epoca contemporanea dovrebbe essere condannata alla “sterilità architettonica”. Confesso che, visto il proliferare di quello che ormai, dopo le grandi scatole alle ex casermette, viene definito lo “scatolismo maceratese”, quest’ultima domanda del ’35 me la faccio anche io.
Per non parlare poi della ” rottura di scatolismo del popolo maceratese ” … 🙂
L’estetica è il minore dei problemi. Basterebbe leggere gli atti della creazione della Scuola del rione Vergini per capire che trasformerà rapidamente un rione da residenziale a circuito automobilistico con un numero di auto (previsto negli atti) pazzesco. La direzione a senso unico sarà dal Polo Bertelli alla Scuola e l’uscita a senso unico per la stradetta (ora dissestatissima) che sbuca alla destra della Chiesa delle Vergini. Abbiamo dei geni assoluti in questa città che pensavano a quella zona come un rione residenziale e la stanno trasformando in altro. Occhio poi a continuare a fare Scuole solo perchè piace il nome e si spera in un futuro diverso, qui dobbiamo cominciare a pensare a luoghi per gli anziani perchè di bambini non se ne fanno più. Ce ne siamo accorti?