«Aborto, Giunta come l’Inquisizione:
va contrastata con ogni mezzo democratico»

IL DEPUTATO Mario Morgoni critica aspramente la posizione della maggioranza in Regione: «Non c’è solo l’affronto alle donne e al loro diritto di decidere della propria vita, in questo caso si mettono in campo motivazioni ideologiche allucinanti e, pronunciate nel giorno della memoria, piuttosto sconcertanti»
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Il deputato Mario Morgoni

 

«Come cittadino marchigiano e uomo delle istituzioni provo vergogna e imbarazzo per una giunta regionale tanto indegna, che agisce come un tribunale dell’inquisizione e va contrastata con ogni mezzo democratico per evitare l’abbrutimento della nostra società». Così il deputato del Pd Mario Morgoni commenta la posizione della maggioranza guidata dal governatore Francesco Acquaroli che ha ribadito il suo no alla pillola abortiva nei consultori, decidendo di non rispettare le linee guida del ministero in relazione alla legge 194 che tutela anche il diritto all’aborto (leggi l’articolo). «La destra al governo delle Marche inizia ad esibire in modo inquietante il suo volto becero e reazionario – sostiene il deputato democrat -. La decisione di non rispettare le linee guida del ministero della salute che consentono di praticare l’aborto farmacologico nei consultori rivela in modo chiaro la volontà di ostacolare con ogni strumento la possibilità di attuare una scelta prevista da una legge dello Stato, una legge degna di un paese civile suffragata da un referendum popolare, che cancellando un odioso reato e consentendo alle donne di fare scelte consapevoli ha prodotto una drastica riduzione del numero degli aborti stessi e una quasi totale cancellazione della piaga degli aborti clandestini. Così facendo si infliggono solo ulteriori sofferenze alle donne che già patiscono per un evento che lascia comunque ferite nell’animo umano. Ma qui non c’è solo l’affronto alle donne e al loro diritto di decidere della propria vita – sottolinea Morgoni – in questo caso si mettono in campo motivazioni ideologiche allucinanti e, pronunciate nel giorno della memoria, piuttosto sconcertanti. La concezione della donna come riproduttrice, come contenitore, utile solo per dare figli alla patria, la lotta contro l’aborto usata ai fini del ripopolamento di un paese che vive una crisi demografica, l’agitazione del tema della sostituzione etnica come se fosse una strategia definita e finalizzata a cancellare il nostro Paese. Bastano le immagini di questi giorni degli immigrati bloccati ai confini dell’Europa nella neve, senza cibo, nè acqua per provare ribrezzo a queste parole – conclude il deputato – . Qui l’affronto è ai marchigiani, alla loro intelligenza, alla loro cultura e alla loro storia».

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