Conte firma il decreto Ristori
«Bar, ristoranti e palestre:
5 miliardi a fondo perduto»

IL PREMIER Giuseppe Conte ha presentato il provvedimento per tutte le attività colpite dall'ultimo Dpcm: «I fondi arriveranno direttamente sul conto corrente degli interessanti con bonifico dell'Agenzie delle entrate. Il nostro obiettivo ora è mettere in sicurezza il Paese, in caso contrario più avanti ci troveremo costretti ad adottare un lockdown generalizzato»
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Giuseppe Conte durante la presentazione del decreto Ristoro

 

«Un decreto che vale oltre 5 miliardi di euro per risorse immediate alle categorie interessate dalle misure restrittive dell’ultimo Dpmc». Con queste parole il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato l’approvazione del decreto Ristoro, che prevede soldi a fondo perduto per ristoranti, bar, pub, gelaterie, palestre e tutte quelle attività costrette alla serrata col Dpcm del 24 ottobre. «I contributi a fondo perduto – ha spiegato il premier – arriveranno direttamente sul conto corrente degli interessanti con bonifico della Agenzie entrate. Arriveranno in automatico nei prossimi giorni, confidiamo già per la metà novembre per chi aveva aderito al decreto Rilancio, poi anche tutti gli altri». Conte ha poi fatto qualche esempio concreto dei contributi che si possono ottenere: «Un piccolo bar che aveva preso mille euro, ora ne riceverà 3mila; un grande ristorante a cui erano arrivati 13mila euro potrà arrivare fino a 26mila, una piccola palestra potrà passare da 2 a 4mila». Oltre ai contributi a fondo perduto «le categorie interessate potranno beneficiare di altre misure – ha aggiunto Conte – credito imposta per gli affitti commerciali per ottobre novembre e dicembre, esenzione della seconda rata Imu. Poi è prevista un’indennità specifica lavoratori dello spettacolo da 1000 euro ciascuno, mentre saranno 100 i milioni a disposizione per il settore agricolo».

«Il nostro obiettivo ora – ha concluso il presidente del Consiglio – è mettere in sicurezza il Paese, le nostre scelte possono essere criticate, viviamo in uno stato democratico, ma non abbiamo operato scelte indiscriminate, non abbiamo chiuso attività che ritenevamo inutili. Per evitare che la curva dei contagi ci sfugga è fondamentale ridurre le principali occasioni di socialità. Non possiamo illuderci che con una curva in continua salita le persone vadano in giro senza timori. Se rispettiamo queste misure abbiamo buone chance di affrontare dicembre con una certa serenità, in caso contrario più avanti ci troveremo costretti ad adottare un lockdown generalizzato, scenario che non possiamo permetterci».

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