«Tampone per due starnuti,
mio figlio di 4 anni aspetta da 15 giorni»

PROTESTA - Lunghe attese per i test pediatrici. Le segnalazioni di un papà di Appignano e di uno di Tolentino. Quest'ultimo chiede: «Ho due figli, io posso permettermi di pagare ma chi non può?»
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Analisi dei tamponi

 

«Attendiamo un tampone da 15 giorni per mio figlio di 4 anni. E’ a casa per un raffreddore inesistente». E’ la denuncia di un papà di Appignano che, con amarezza, racconta la sua situazione. «Mio figlio aveva un leggerissimo raffreddore, due starnuti in un’ora all’asilo e la maestra mi ha suggerito di tenerlo a casa il giorno dopo. Siccome è successo giovedì, venerdì non l’ho mandato e in automatico sono scattati i tre giorni che rendono necessario il certificato medico per il rientro. Il pediatra, che non lo ha neanche voluto visitare, ha avviato direttamente la segnalazione per il tampone ma nessuno ci ha chiamato». Il papà ha provato a sollecitare il tampone chiamando la direzione sanitaria. «E’ impossibile parlare con qualcuno, fino alle otto i telefoni squillano poi li staccano. Mi sembra assurdo».

Lamenta lo stesso problema un papà di Tolentino: «non riesco a comprendere come sia possibile che le stesse strutture pubbliche che non riescono ad evadere in tempi ragionevoli, le richieste di tampone prescritte a causa dei “sintomi sospetti”, trovino però il tempo di evadere in tempi molto celeri le richieste in intramoenia (quindi pagando 60 euro). La situazione, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto pediatrico, stando così le cose è davvero drammatica. Ho mia figlia con un raffreddore. Precauzionalmente l’ho tenuta a casa qualche giorno. Per riportarla a scuola, devo avere il certificato medico del pediatra il quale chiede il tampone prima di poter certificare la riammissione a scuola. Considerando che ho due figli, quanti tamponi dovrò fare da qui alla fine dell’anno? Se seguissi la procedura ordinaria dovrei aspettare almeno (da quello che mi dice il pediatra) 15 giorni. Nel frattempo? Cosa dobbiamo fare con il lavoro io e mia moglie? Cosa devo fare con i nonni che abitano sotto di noi? Cosa devo fare con il fratello? Purtroppo ho la sensazione che, come in tutti gli altri casi di intramoenia, una cosa nata (forse) per nobili ragioni, si sia trasformata in qualcosa per fare cassa. E se io alla fine posso permettermi tamponi a pagamento, e chi non può?».

(a.p.)

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