Dissuasori anti-piccione sul bancone
«Così non ripeto che si consuma al tavolo»

L'INIZIATIVA del titolare del bar Petrelli di Servigliano Sandro Paci, li installa dopo le 18: «Non è una barriera ma un segnale per ricordare alle persone di non appoggiarsi. Un promemoria giocoso»
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di Serena Murri

Dissuasori di clienti al bancone. Un invito simpatico ad osservare le regole ma soprattutto le distanze all’interno dei bar. Quando cartelli informativi ed educate richieste non bastano, c’è chi passa a metodi più efficaci. È successo a Servigliano, dove da ieri alle 18, è comparso il dissuasore di quei clienti troppo abituati a tenere i gomiti incollati al bancone.

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L’idea viene dalla necessità di ricordare ai clienti e a tutti gli avventori del bar che non solo non è necessario stazionare al bancone appoggiando i gomiti ma in tempi di Covid è altamente sconsigliabile nel rispetto delle norme igieniche.

A Servigliano è stata trovata una soluzione d’immediata efficacia: «Sì, è vero -ha risposto Sandro Paci, il titolare del bar Petrelli quando gli abbiamo chiesto fondatezza della notizia finita sull’ironica bacheca di Degrado Postmezzadrile – l’ho installato ieri sul bancone del mio bar, a partire dalle 18. Almeno non devo ripetere continuamente alla clientela di non appoggiarsi al bancone perché si devono mettere seduti e farsi servire al tavolo».

Dopo le reiterate e disattese richieste di mantenere le distanze dal bancone, il titolare del bar di Servigliano si era stancato ed ha pensato fosse ora di finirla con questa cattiva abitudine e si è ispirato ai dissuasori per piccioni che vengono installati sui cornicioni delle case. «Ho pensato che ci sarebbe voluta la stessa cosa per i clienti del bar -ha ammesso Paci- dato che hanno tutti questo innato vizio di piazzarsi con i gomiti sul bancone. Appena l’ho chiesto a Luca Felicioni, mi ha realizzato il dispositivo in men che non si dica». A realizzare le due sbarre in acciaio con spuntoni è stato, appunto, Luca Felicioni, titolare di una ferramenta a Servigliano, il marchingegno viene posizionate sul bancone la sera, a partire dalle 18.

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Ovviamente non sono mancate le reazioni da parte della clientela. «Ci sono state molte risate – ha raccontato Paci – ma almeno adesso si ricordano che devono mantenersi a distanza dal bancone. Ci sono stati tanti commenti ma tutti molto giocosi. Del resto, mi conoscono tutti. Adesso la gente, quando arriva, inizia ad abituarsi all’idea di sedersi direttamente al tavolo per farsi servire. Non è una barriera – ha precisato Paci – ma un segnale per ricordare alle persone di non appoggiarsi. Un promemoria giocoso -così l’ho definito D’altra parte, torna ad esserci timore da parte delle persone. Prima c’era gente che usciva la sera, mentre adesso le persone non escono più. Disdicono tavoli e prenotazioni. Un po’ di paura c’è. Comportamenti che ci fanno ricordare marzo». E dove finisce l’ironia, inizia il rigore ed il rispetto per chi all’interno di bar (e simili) lavora per tutto il giorno, indossando le mascherine, rispettando le distanze e impegnandosi a farle rispettare per tutelare la loro salute e quella altrui.

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