Ricotta: «Più benessere, meno Pil
Ora ripresa ma in sicurezza»
Sigona: «Torneremo ai sorrisi»

MACERATA - Nella diretta Facebook di questo pomeriggio il candidato sindaco del centrosinistra è stato affiancato dal noto dermatologo che ha ripercorso la sua esperienza di primo contagiato in città. VIDEO
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Narciso Ricotta e Marco Sigona durante la diretta

 

di Luca Patrassi

Una diretta (col)legata al coronavirus quella di oggi pomeriggio via Facebook per il candidato sindaco del centrosinistra Narciso Ricotta affiancato da Marco Sigona apparso nelle vesti di ex contagiato, medico e prossimo candidato consigliere con la sua civica ‘Macerata Rinnova’. Narciso Ricotta ha esordito con uno slogan di riferimento che ha poi declinato nei suo vari aspetti, sanitari, sociali ed economici: «Nulla sarà come prima, ne usciremo migliori anche se non è automatico. Dobbiamo essere protagonisti del nostro futuro cercando di cogliere gli aspetti positivi di questa emergenza. Il primo dato di fatto incontrovertibile è che abbiamo una sanità di altissimo valore, partendo da questo dobbiamo occuparci anche degli aspetti sociali ed economici». Detto cosa bisognerebbe fare, Ricotta argomenta sul come farlo: «Condivido, con l’ex ministro del governo Letta Enrico Giovannini che è ora nello staff di esperti per la fase 2, che dobbiamo guardare alla ripresa economica coniugandola con la sostenibilità ambientale e con l’equità sociale. Economia da riconvertire ma non sulla base della capacità di creare posti di lavoro qualunque essi siano. Il Pil non è più un riferimento per la misurazione del benessere sociale. Quello che si è compreso è che la propagazione del virus è dipeso anche dalla perdita di biodiversità, ci vuole una economia green che dia risposte ai problemi ambientali e opportunità di crescere. Oggi cominciamo a vedere una via di uscita, c’è la speranza di uscire con idee chiare da questa situazione».

Marco Sigona ha ripercorso la sua esperienza di primo contagiato maceratese, dai sintomi al doppio tampone di verifica passando per l’assistenza farmacologica e quella prestata dai tanti amici: «Non ho voluto nascondere questa situazione e l’ho resa subito pubblica, questo mi ha dato la possibilità di verificare l’affetto di tante persone oltre alla costante attenzione della azienda sanitaria con medici ed infermieri che sono stati gli angeli custodi del mio percorso. Un percorso reso ancora più difficile dal fatto che ero stato tra i primi ad essere contagiato mentre si parlava molto dei casi e dei colleghi che iniziavano a morire. Poi c’è stata l’amarezza del tampone positivo dopo 15 giorni cui sono seguiti altri 14 giorni di isolamento in casa con la mia famiglia. Da pochi giorni ho ripreso il lavoro in ospedale. Il virus mi ha sottratto da un mondo che in quel momento era completamente diverso, ora ho trovato un silenzio assordante: spero che nella fase 2 riusciremo a riprenderci quello che ci è stato tolto, gli abbracci e i sorrisi ora nascosti dalle mascherine» . La conclusione di Narciso Ricotta: «Speriamo di tornare presto alla normalità, alla qualità della vita che avevamo. Intanto pensiamo alla ripresa in sicurezza delle attività produttive, con i dispositivi di sicurezza e con turni di lavoro magari più elastici, con lo smart working dove possibile, con piano su misura per i diversi settori». Ricordandosi di una certezza: «Nulla sarà come prima ma ne usciremo migliori».

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Pubblicato da Narciso Ricotta su Venerdì 17 aprile 2020

 

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