Coronavirus, l’allarme di Cna:
«Le misure restrittive e la paura
potrebbero costarci più di 5 miliardi di Pil»

MACERATA - La sezione locale dell'associazione sull'emergenza: «Le decisioni prese, se forse riusciranno a rallentare la diffusione del virus, sicuramente stanno bloccando l’economia dell’intero Paese»
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Luciano Ramadori, direttore Cna Macerata

«Oltre all’emergenza sanitaria è in atto uno tsunami economico che rischia di avere conseguenze ben più nefaste della stessa epidemia». Ad affermarlo in una nota è Cna Macerata che da un lato «saluta con favore la tempestività mostrata dal Governo per definire gli interventi necessari per salvaguardare imprese, lavoratori e l’intera popolazione», manifestando «totale disponibilità a collaborare con le istituzioni per condividere un programma di gestione dell’emergenza economica provocata dalla diffusione del virus» e dall’altro sottolinea che «si prevedono ricadute sul Pil italiano con cali di mezzo punto percentuale che annullerebbero la previsione fatta per il 2020 del +0,6%. La progressiva diffusione della malattia, le misure restrittive e la paura, potrebbero costarci in definitiva più di 5 miliardi di Pil, una cifra che l’Italia non si può permettere». Cna prosegue: «La chiusura delle scuole in massa, con genitori a loro volta costretti ad assentarsi dal lavoro; aziende obbligate a lasciar a casa i propri dipendenti e che pensano quindi alla cassa integrazione; luoghi di svago chiusi al pubblico e tutte le misure precauzionali attuate nelle regioni che contribuiscono considerevolmente alla ricchezza nazionale (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Trentino Alto Adige, Friuli, Liguria e Marche portano più del 50% del Pil nazionale), se forse riusciranno a rallentare la diffusione del virus, sicuramente stanno bloccando l’economia dell’intero Paese. Aggiungiamo poi che: nei settori manifatturiero e metalmeccanico le navi ferme in Cina fanno scarseggiare materie prime e semilavorati con un calo produttivo stimato del 10%; nel turismo, settore considerato punto di forza di tutto il nostro Paese e delle Marche in particolare, si parla del 40% di disdette, con ristoranti e alberghi vuoti ovunque; difficoltà per gli operatori edili che lavorano in strutture ospedaliere; cessazione delle attività per le aziende trasporti/agenzie rispetto ai viaggi organizzati. La salute dei cittadini passa giustamente davanti a tutto  – conclude Cna – ma occorre essere consapevoli che ad ogni decisione, soprattutto se drastica, corrispondono delle conseguenze che andrebbero pesate in maniera molto accurata e soprattutto occorre una strategia nazionale unitaria condivisa da tutte le parti in causa».

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