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Ceriscioli, lettera a Conte:
«Tre emendamenti per la ricostruzione»

SISMA - Il governatore scrive al premier, invitandolo per il 10 dicembre in occasione della giornata delle Marche e sollecitando perché in Senato si accolgano alcune modifiche al decreto in conversione: «Il testo approvato dalla Camera dei deputati non contiene le misure necessarie»
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Luca Ceriscioli e Giuseppe Conte

 

Decreto sisma, il governatore Luca Ceriscioli scrive al premier Giuseppe Conte e lo invita il 10 dicembre nelle Marche. «Il testo approvato dalla Camera dei deputati non contiene le misure necessarie ad un’accelerazione della ricostruzione privata e pubblica. Eppure – dice Ceriscioli al premier -, basterebbe accogliere tre emendamenti scritti da quegli stessi tecnici che negli Uffici speciali ricostruzione hanno visionato migliaia di pratiche e che hanno piena consapevolezza di ciò che serve». La lettera si chiude con l’invito a Conte per la giornata delle Marche, programmata il 10 dicembre: «Poter dire ai 40.000 sfollati marchigiani che finalmente il suo governo ci ha dato gli strumenti per stringere i tempi della ricostruzione, la trasformerà nella più bella festa delle Marche di sempre», dice il governatore. Di seguito il testo completo della lettera.

Giuseppe Conte con Luca Ceriscioli e Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo durante la visita del 13 settembre

Caro Presidente,

con la Sua visita a Castelsantangelo sul Nera e la dichiarazione di assumere in prima persona la responsabilità della ricostruzione del centro Italia colpito dal sisma si era riaccesa una speranza (leggi l’articolo).
A tre anni dal sisma, per imprimere la svolta che ancora non c’è stata, i contenuti normativi del Decreto Legge n.123/2019, in conversione, sono di vitale importanza.
Il testo approvato dalla Camera dei deputati, tuttavia, non contiene le misure necessarie ad un’accelerazione della ricostruzione privata e pubblica. Eppure basterebbe accogliere tre emendamenti scritti da quegli stessi tecnici che negli Usr hanno visionato migliaia di pratiche e che hanno piena consapevolezza di ciò che serve.
Il primo emendamento riguarda l’autocertificazione. La norma relativa all’autocertificazione, come è stata scritta nel decreto legge, infatti, non serve a nulla, non verrà utilizzata, rimarrà tutto come oggi con tempi lunghissimi di presentazione e istruttoria dei progetti di ricostruzione privata. Il testo presentato dalle Regioni, che allego, come prima cosa, elimina le responsabilità su eventuali difformità fra lo stato di diritto e quello di fatto che il professionista privato teme nell’attività di autocertificazione. Solo grazie a questa impostazione diviene possibile rendere tale autocertificazione obbligatoria, accorciando enormemente i tempi di ricostruzione per 40.000 unità abitative solo nelle Marche.
Il secondo emendamento riguarda la ricostruzione pubblica, rendendola ancora più semplice, applicando i limiti europei sulla procedura di gara negoziata, accorciando di mesi i tempi delle procedure già allo stato di progettazione o addirittura prossimi all’appalto.
Il terzo emendamento, infine, riguarda chi oggi lavora nei Comuni e negli USR alla ricostruzione con contratti a termine, con la previsione di una deroga ai limiti contrattuali. Una ricostruzione di questa portata non può perdere l’esperienza, la competenza e la passione di questi ottimi tecnici.
Potrei aggiungere altre questioni, anche importanti, che non esprimo ora per non distogliere attenzione dal punto centrale: i tempi della ricostruzione.
Prima che il Senato chiuda la partita, solo un Suo intervento può cambiare il corso della ricostruzione: come Presidente del Consiglio dei Ministri, come colui che ha preso su di sé la grande responsabilità della ricostruzione, ma soprattutto perché ho visto in che modo ha guardato negli occhi e stretto la mano agli sfollati nelle casette delle Marche.
Il 10 dicembre ricorre la giornata delle Marche, alla quale è invitato come ogni anno, e poter dire ai 40.000 sfollati marchigiani che finalmente il Suo governo ci ha dato gli strumenti per stringere i tempi della ricostruzione, la trasformerà nella più bella festa delle Marche di sempre.

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